Ferran Torres: "Se Luis Enrique ti vuole, devi andare. Il Barça era casa mia, ma il Psg è un passo in più"
L'attaccante spagnolo è sbarcato a Parigi per 50 milioni: "È stata un'estate pazzesca, molto veloce, ma ora voglio vincere molti trofei qui. Il tecnico? Per me è un padre calcistico e il migliore del mondo"
L'attaccante spagnolo è sbarcato a Parigi per 50 milioni: "È stata un'estate pazzesca, molto veloce, ma ora voglio vincere molti trofei qui. Il tecnico? Per me è un padre calcistico e il migliore del mondo"
Alessandro Grandesso 9 settembre - 09:06 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GooglePrima ha vinto, di nuovo, la Liga con il Barcellona, poi il Mondiale, segnando pure l’unico gol della finale contro l’Argentina di Messi, quindi ha messo la firma su una doppietta all’esordio con il Paris Saint Germain, campione d’Europa in carica da due anni in qua. È la vita di Ferran Torres: "È stata un’estate incredibile – spiega l’attaccante acquistato per circa 50 milioni di euro –, e anche strana perché tutto è andato molto veloce. Ma adesso devo concentrarmi sulla nuova stagione, con la nuova maglia. È tutto molto stimolante, e voglio continuare a migliorarmi e a vincere altri trofei".
Non deve essere stato difficile dire di sì a Luis Enrique e al Psg.
"Luis Enrique è la chiave di tutto, oltre che il miglior allenatore al mondo. Ho sempre detto che per me, lui è un padre calcistico fin dai tempi della nazionale spagnola. Mi ha sempre dato la sua fiducia, sia nei momenti difficili che in quelli belli. Mi ha insegnato molto e dato molti consigli utili. E se lui ti vuole, devi venire. Adesso voglio restituire la sua fiducia"
VIDEO: Psg, Neves stupisce i tifosi: si presenta all'allenamento guidando un furgone!Luis Enrique le chiede qualcosa di diverso rispetto al passato?
"Direi di no. Vuole che giochi in tutti e tre i ruoli d’attacco e questo è importante perché se non ti fissi in un’unica posizione puoi aiutare di più la squadra. In generale, lui ci dà una certa libertà di movimento, di scambiarci le posizioni e questo ci permette di intenderci più facilmente, mentre per l’avversario diventa più difficile difendere".
Ha un ruolo preferito?
"Mi sento a mio agio da punta, perché ho giocato in questa posizione negli ultimi due anni, ma Luis Enrique mi ha detto che posso giocare in tutte le posizioni davanti e questo è un bene anche per poter giocare di più. E infatti alla prima partita con il Psg, mi ha mandato in campo sulla fascia destra. Ho segnato due gol, quindi direi che va bene ovunque mi metta".
In questo Psg, c’è molta concorrenza davanti con Kvaratskhelia, Dembélé, Doué, Godts, Akliouche. Come la vive?
"La concorrenza al Psg c’è in tutti i reparti, e sono convinto che più c’è concorrenza e meglio è per la squadra e per i singoli giocatori, perché ti fa crescere individualmente e se aumenti il tuo livello, si alza quello collettivo. So che sarà difficile giocare, ma giocando in tutte le posizioni è un bene per me, per l’allenatore e per la squadra. Possiamo giocare tutti".
Passare dal Barcellona al Psg è un passo in avanti?
"Non so se sia in avanti, indietro o di lato, è di sicuro un passo in più della mia carriera di cui sono molto felice. Alla fine, Psg e Barcellona sono due squadre totalmente diverse ma con un’idea di gioco simile e questo facilita la mia integrazione nella squadra campione d’Europa in carica".
Da neo parigino, ha capito perché il Psg è riuscito a vincere due Champions di fila?
"Basta vedere gli allenamenti, la velocità con cui gira il pallone, la qualità dei giocatori che hai intorno, la rapidità con cui pensano quando hanno la palla o anche prima di riceverla, il modo di lavorare dell’allenatore che ti spiega una cosa e poi la vedi succedere in campo. Credo che tutto questo faccia la differenza".
Inizia la Champions e il Psg parte di nuovo da favorito, puntando a vincere la terza.
"Quando vinci tanto è normale avere gli occhi del mondo addosso. Sappiamo che abbiamo più pressione sulle spalle, ma stiamo lavorando per cercare di migliorarci ancora rispetto alla passata stagione, perché vogliamo vincere più trofei possibili".
Da campione del Mondo, cosa può portare in più a questa squadra?
"Felicità, semplicemente per aiutare i compagni e migliorare come squadra, sperando che aiutando loro a vincere la terza Champions, io possa vincere la prima"
Tra le partite in calendario c’è anche la sfida al suo Barcellona.
"Sarà una partita molto particolare perché il Barça è stato la mia casa negli ultimi quattro anni e mezzo. Ho lasciato molti amici laggiù, con cui ho ancora un bel rapporto. Sono sicuro che sarà una bellissima partita, anche perché un Psg-Barcellona è sempre una sfida speciale. E quando giochi a questi livelli, vuoi affrontare sempre le migliori squadre al mondo".
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