Il mercato e le critiche sparite: gli acquisti del Milan hanno segnato 8 degli ultimi 9 gol
La Gazzetta dello Sport

Il mercato e le critiche sparite: gli acquisti del Milan hanno segnato 8 degli ultimi 9 gol

Sabato 7 febbraio 2026
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I volti nuovi del Diavolo stanno incidendo parecchio: nelle ultime settimane tre reti Nkunku e Rabiot, una per Füllkrug e De Winter. Modric disegna calcio, Ricci è una certezza e Athekame cresce. Promosse le operazioni della dirigenza rossonera

I volti nuovi del Diavolo stanno incidendo parecchio: nelle ultime settimane tre reti Nkunku e Rabiot, una per Füllkrug e De Winter. Modric disegna calcio, Ricci è una certezza e Athekame cresce. Promosse le operazioni della dirigenza rossonera

Andrea Ramazzotti Giornalista 7 febbraio - 09:14 - MILANO

I giudizi adesso sono meno netti e soprattutto meno taglienti rispetto al passato. Le critiche? Sparite... A suon di gol, verrebbe da dire. Il mercato del Milan, che dalla scorsa estate per settimane è stato al centro di considerazioni non certo benevole, è stato riabilitato da un mese di gennaio nel quale i rossoneri arrivati nella finestra estiva o in quella invernale hanno dato un contributo fondamentale alla squadra per mantenersi al secondo posto in classifica e conquistare punti pesanti in chiave Champions League. Un dato per capire bene di cosa stiamo parlando: otto degli ultimi nove gol realizzati dal Diavolo portano la firma di calciatori che nel 2024-25 erano altrove e che sono stati portati a Milanello dal ds Tare e dall'ad Furlani. Tre reti le ha realizzate Nkunku, altrettante Rabiot, una a testa Füllkrug e De Winter. Mica male...

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SIMBOLO NKUNKU

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L'emblema del mercato del Milan che prima non funzionava e che adesso spinge la squadra ha il volto di Christopher Nkunku, l'attaccante ventottenne francese che è stato acquistato in estate per 37 milioni più bonus dal Chelsea. Dopo aver conquistato la scorsa stagione con i Blues la Conference League e il Mondiale per club americano a luglio, Nkunku ha vissuto un'estate ai margini perché il Chelsea voleva cederlo. Quindi si è allenato sempre da solo e logicamente non al meglio. Quando il Milan lo ha scelto per completare il suo reparto offensivo, "Christo" era indietro come forma: a settembre in Coppa Italia ha gonfiato il primo palloncino rosso per festeggiare un gol contro il Lecce, ma poi ha dovuto fare i conti con un infortunio in nazionale e con un altro problema fisico che lo ha rallentato. Numeri alla mano, non ha battuto il portiere avversario nelle sue prime undici gare in Serie A con la maglia rossonera, poi il 28 dicembre si è sbloccato contro il Verona firmando una doppietta e non si è praticamente più fermato. Negli ultimi sei match  giocati (ha avuto un fastidio a una caviglia che gli ha fatto saltare le sfide contro Cagliari e Genoa) ha firmato cinque reti: oltre alla doppietta all'Hellas, è andato a bersaglio contro la Fiorentina, il Como e il Bologna. Con tanti saluti ai critici e a chi voleva cederlo durante il mercato invernale. Il ds Tare è il suo grande sponsor e lo ha fortemente voluto a Milanello perché, fin dai primi anni da dirigente della Lazio (ci è rimasto 15 stagioni...), è uno che riconosce la classe. E Nkunku ne ha parecchia. Se Nkunku continua così, i quasi 40 milioni spesi per averlo, diventeranno una brillante intuizione e non una grande spesa.

SALDO fullkrug

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A proposito di attaccanti criticati,  anche Niclas Füllkrug merita una approfondimento. Sbarcato a Milanello prima dell'apertura del mercato di gennaio perché, con l'infortunio di Gimenez (operato a fine dicembre alla caviglia destra), Allegri aveva bisogno subito di una prima punta con chili e centimetri, qualcuno ha storto il naso aspettandosi un rinforzo più... di nome. Tare, invece, ha guardato al sodo e ha trovato probabilmente la miglior soluzione possibile considerando che Niclas è arrivato in prestito gratuito con diritto di riscatto (fissato a 5 milioni) dal West Ham, dove il tedesco era in rottura per come era stato utilizzato (ovvero poco e male) complici anche due infortuni nell'ultimo anno e mezzo. Attualmente sta giocando con un'infrazione a un dito del piede destro, ma ciò non gli ha impedito di entrare dalla panchina e di segnare contro il Lecce la rete della vittoria. Di Füllkrug piace soprattutto il temperamento, lo spirito di sacrificio, il fatto che non si tiri mai indietro: anche quando l'infortunio al piede avrebbe consigliato di fermarsi. Low cost sì, ma finora alto rendimento.

L'INVERNO DI... DE WINTER

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Una bella dose di critiche se l'è presa pure Koni De Winter, arrivato ad agosto per sostituire Thiaw, passato al Newcastle. L'ex Genoa, pagato 18 milioni più 2 di bonus, ha faticato a entrare nei meccanismi rossoneri, soprattutto durante gli allenamenti. Quando è stato gettato nella mischia, nelle prime apparizioni ha faticato e, diciamolo onestamente, ha deluso in termini di rendimento. Poi però anche per lui qualcosa è cambiato e il vero De Winter, quello della scorsa stagione al Genoa, è riapparso. In Supercoppa contro Hojlund ha patito le pene dell'inferno ed è stato forse il peggiore, ma da lì in poi è iniziata la risalita e a gennaio è stato quasi impeccabile. Ha aggiunto anche la rete all'Olimpico contro la Roma, la sua prima in rossonera. 

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adrien DA SUBITO AL TOP

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Chi invece ha iniziato subito a macinare prestazioni super è Rabiot, arrivato a fine agosto e immediatamente titolare alla terza giornata contro il Bologna. È sempre stato nell'undici iniziale, eccezion fatta per la trasferta di Firenze quando è entrato per l'ultima mezz'ora a causa di un problema a un piede, con lui in campo la squadra in campionato non ha mai perso ed è sempre stato trascinatore con prove maiuscole fatte di palloni recuperati, inserimenti, leadership e reti. La prima è datata 8 dicembre a Torino contro i granata: spaventosa botta da fuori spaventosa e sigillo dell'1-2 che ha riaperto un match vinto 3-2 dagli uomini di Allegri. Poi la doppietta (e il rigore procurato) nella vittoria in rimonta a Como e infine il gol del 3-0 a Bologna sfruttando la folle rimessa laterale di Miranda. In mezzo prove importanti e di carattere. Da vero... allegriano.

LUKA E ATHEKAME

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Non è un errore e neppure una provocazione: li abbiamo messi insieme perché entrambi nuovi e agli antipodi per età ed esperienza. Sul fatto che il croato avrebbe fatto bene e sarebbe diventato un leader, c'erano pochi dubbi. Modric infatti ha segnato una rete da tre punti contro il Bologna all'andata e ha trascinato spesso la squadra svolgendo un ruolo di primo piano nel recupero del pallone. Athekame, invece, è arrivato da "semi sconosciuto", ma ha evitato con una gran botta da fuori la sconfitta contro il Pisa a San Siro e martedì ha "asfaltato" il Bologna con una gara ricca di cross precisi. Chi aveva dubbi su di lui (e Tare non è certo uno di questi perché lo ha fortemente voluto), adesso si sarà ricreduto.

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RICCI E JASHARI

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Detto che Terracciano si è fatto trovare pronto quando ha sostituito Maignan (clean sheet a Udine) e che Odogu ha fatto solo un paio di spezzoni, ma sta crescendo in allenamento, tra i nuovi che si sono imposti, anche se non ha segnato nelle ultime gare, c'è Samuele Ricci. Era stato bloccato già nella scorsa primavera, prima dell'arrivo di Allegri, ed è stato bravo a ritagliarsi uno spazio importante in un ruolo non propriamente suo, quello di mezzala destra. E' a quota un gol e due assist in 19 presenze in campionato: niente male. Per Jashari le occasioni sono state meno perché si è infortunato a fine agosto in allenamento ed è stato oltre due mesi fuori. Qualche passaggio mostrato, però, fa capire che lo svizzero... c'è e che i soldi spesi per lui non sono stati buttati. Come quelli investiti per gli altri nuovi acquisti milanisti.

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