Brignone: "Sono qui e ho già vinto. Punto al gigante. L'infortunio? Vorrei cancellare quel giorno"
Dieci mesi dopo il grave incidente la Tigre è pronta per i Giochi: “L’Olimpiade italiana mi ha motivata. Non mi sarei ritirata, ma avrei aspettato di più a rientrare”
Dieci mesi dopo il grave incidente la Tigre è pronta per i Giochi: “L’Olimpiade italiana mi ha motivata. Non mi sarei ritirata, ma avrei aspettato di più a rientrare”
Pier Bergonzi Vicedirettore 7 febbraio - 14:52 - MILANOAbbiamo Fede. Siamo convinti che Federica Brignone farà bene anche ai Giochi di Milano Cortina. Anzi, pensiamo che abbia già vinto. Avrà già vinto nel momento stesso in cui infilerà i bastoncini nella neve davanti al cancelletto di partenza della discesa di Cortina. Dieci mesi fa, il 3 aprile 2025, a fine stagione, dopo aver rivinto la Coppa di Cristallo della Coppa del Mondo, si era gravemente infortunata nel gigante dei campionati italiani. Operata alla Madonnina di Milano, a 34 anni, per la frattura scomposta del piatto tibiale e della testa del femore, pensava più al recupero della sua gamba sinistra. L’Olimpiade era un sogno lontano, appeso a un filo di speranza. Ma la ragazza che ha una testa e una tempra all’altezza del suo talento sugli sci, ha vissuto ogni giorno, ogni attimo come se fosse quello decisivo per guadagnare tempo e arrivare in tempo a quello che è l’appuntamento più importante di tutta la sua già straordinaria carriera: l’Olimpiade in casa. E anche questa volta ha vinto lei! Il sesto posto nella gara di rientro, il gigante di Plan de Corones, ha una parentela stretta con i miracoli. E così Federica ha potuto confermare la sua presenza ai Giochi. Sarà portabandiera con Amos Mosaner, l’olimpionico di curling, a Cortina. E poi proverà a fare altri miracoli nelle prove di discesa, superG e gigante dell’Olimpiade. L’abbiamo raggiunta in uno dei pochi momenti di pace nella sua spettacolare maratona di avvicinamento ai Giochi.
VIDEO: Brignone: "Olimpiadi? Dobbiamo valutare giorno per giorno"Da uno a dieci quanto sei felice?
“Faccio sempre fatica a dare e a darmi i voti. Ma sono contenta. Rimettermi un pettorale e rituffarmi nel clima delle gare è stata una grande emozione”.
Il giorno più brutto e quello più bello?
“Vorrei cancellare dal calendario il giorno dell’incidente. Il più bello? Quando ho potuto scendere per la prima volta, in allenamento con gli sci da gigante”.
Come ti hanno accolto le amiche e le rivali del Circo Bianco?
“Benissimo. Tra noi che facciamo gli stessi sacrifici e le stesse pazzie sugli sci c’è molta solidarietà”.
Sai di essere fonte d’ispirazione per tutti quelli che provano a ripartire dopo una caduta o un incidente?
“Certo e mi fa piacere. Sento davvero tanto affetto e mi dà carica. Mi fa felice pensare che io possa essere anche solo un pochino d’aiuto a chi soffre”.
I Giochi in Italia sono stati la motivazione decisiva per tornata in pista?
“Lo sono stati, ma non avrei comunque chiuso la mia carriera così. Magari avrei aspettato di più ma sarei comunque tornata a gareggiare con gli sci”.
Essere tra i portabandiera... come l’hai vissuta? Più piacere o più responsabilità?
“Direi più il piacere che si trasforma in orgoglio, perché la responsabilità l’avrei comunque avuta da atleta”.
Che cosa ha l’Olimpiade di diverso da tutte le altre gare?
“È l’evento di sport più prestigioso in assoluto. Intanto perché capita ogni 4 anni e perché raduna per due settimane il meglio dello sport. A me piace l’idea di poter condividere le emozioni con rivali di tutto il mondo”.
L’Olimpiade di Milano Cortina prevede prima la libera (domani), poi il superG (giovedì 12) e poi gigante (domenica 15). Come le metti in ordine? Qual è la tua specialità preferita?
“Io resto fedele e legatissima al gigante. È la gara in due manche, quella che mi dà più soddisfazione. Poi vedo il superG e poi la discesa”.
Anche i risultati recenti ci dicono che la nostra Nazionale può coltivare grandi sogni soprattutto nella velocità: Giovanni Franzoni e Dominik Paris, così Nicol Delago e Sofia Goggia hanno mandato segnali forti.
“Certo, spero e sono convinta che faremo bene. Ma noi italiani dovremo battere anche un avversario in più: la pressione”.
Un giudizio telegrafico su... Alberto Tomba?
“Il più grande di tutti, la storia dello sci”.
Deborah Compagnoni?
“Vale lo stesso di Tomba al femminile”.
Lindsey Vonn?
“Miracolo della volontà”.
Mikaela Shiffrin?
“La migliore”.
Sofia Goggia?
“La più spericolata”.
Jannik Sinner stravede per te. Siete diventati amici?
“L’ho incontrato quasi casualmente a Roma lo scorso anno e ho scoperto che è una grande persona. Tra noi c’è una grande stima reciproca”.
Tuo fratello Davide dice che il tuo vero segreto è la passione. Ti conosce bene?
“Mio fratello è la persona che mi conosce di più in assoluto. Dal 2017 in poi abbiamo sempre fatto tutto insieme. E credo che abbia ragione. Io sono la prima fan dello sci e la passione per questo sport meraviglioso si trasforma presto in carica di energia”.
A chi devi il grazie più grande?
“Quanto spazio avete? Perché è un lungo elenco... Alla mia famiglia e ai miei amici più stretti, a chi mi ha soccorso e a chi mi ha operata. A Federico del J|Medical, che mi ha sapientemente seguito nella riabilitazione; a Giulia e Daniela che si occupano della mia comunicazione; a Beppe e Luca che sono la mia squadra... E so benissimo che sto dimenticando qualcuno”.
L’Olimpiade di Milano Cortina avrà vinto se...?
“Se sarà riuscita a dare un’idea della bellezza del nostro Paese al mondo e se sarà riuscita a premiare chi merita davvero”.
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