Media gol da punta, due ruoli e crescita costante: la trasformazione di Diouf
La Gazzetta dello Sport

Media gol da punta, due ruoli e crescita costante: la trasformazione di Diouf

Sabato 7 febbraio 2026
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Tre reti in 14 partite fin qui, ma la media è di un gol ogni 115 minuti. Il francese, piano piano, è uscito dall'ombra e sta guadagnando sempre più consensi

Tre reti in 14 partite fin qui, ma la media è di un gol ogni 115 minuti. Il francese, piano piano, è uscito dall'ombra e sta guadagnando sempre più consensi

Francesco Pietrella Giornalista 7 febbraio - 14:40 - MILANO

Andy Diouf ha staccato con forza l’etichetta con su scritto “oggetto misterioso”. Il mondo Inter gliel’aveva appiccicata addosso dopo un debutto un po’ così e una serie di panchine. Ora, a distanza di mesi, il francese si sta prendendo i nerazzurri piano piano, in silenzio, giocando sia da mezzala sia da quinto a destra, e soprattutto sfoggiando un minutaggio da attaccante.

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il percorso

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Diouf ha segnato tre gol in 14 presenze. Nello specifico: tre in 345 minuti. La media è di uno ogni 115. Due in Coppa Italia e uno in Champions, quando ha chiuso i giochi col Borussia Dortmund in soli 120 secondi. Partite da titolare in stagione? Solo tre: Venezia e Torino in coppa e Lecce in campionato. L’unica gara dal 1’ dove non ha strappato applausi, giocata comunque da esterno destro. Per il resto, Diouf ha giocato solo spezzoni: dopo gli 11’ contro il Torino alla prima giornata, Chivu l’ha lasciato in panchina per quattro giornate di fila, lanciandolo nell’ultimo quarto d’ora nel successo per 4-1 contro la Cremonese. Male anche lì: un errore in fase di possesso favorì il gol della bandiera di Bonazzoli. E quindi altre cinque gare in panchina senza subentrare mai. Poi ha giocato: 5 minuti nel derby, altri 23 col Pisa come esterno, poi manciate contro Como, Genoa e Atalanta, prima di un problema fisico che l’ha tenuto fuori per un paio di partite.

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la vita a milano

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La gara della svolta è stata contro il Pisa, come quinto a destra, un ruolo inedito e mai ricoperto prima. Contro il Torino si è distinto nella sua posizione. La parola chiave è crescita: Andy, 22 anni, è arrivato in estate dal Lens per venti milioni di parte fissa più altri cinque di bonus. Un investimento. Vive in centro, nel cuore di Milano, e i suoi genitori lo vengono a trovare spesso. Chivu gli ha ribadito fiducia in più occasioni, anche dopo le panchine o le gare in cui si sarebbe aspettato una decina di minuti. Il resto l’ha fatto lui, e all’Inter sorridono tutti.

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