Il brutto anatroccolo Darnold diventerà cigno nel Super Bowl? Se ce l'hanno fatta Dilfer e Williams...
La Gazzetta dello Sport

Il brutto anatroccolo Darnold diventerà cigno nel Super Bowl? Se ce l'hanno fatta Dilfer e Williams...

Sabato 7 febbraio 2026
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Il 28enne dei Seattle Seahawks potrebbe essere uno dei peggiori quarterback sempre ad alzare il Lombardi Trophy. Ma nella storia delle finali non mancano precedenti simili

Il 28enne dei Seattle Seahawks potrebbe essere uno dei peggiori quarterback sempre ad alzare il Lombardi Trophy. Ma nella storia delle finali non mancano precedenti simili

Riccardo Pratesi Collaboratore 7 febbraio - 16:04 - MILANO

A Santa Clara non ci sarà Matthew Stafford, l’Mvp stagionale. E neppure Josh Allen, l’Mvp di quella passata. Neppure Jalen Hurts, l’Mvp del Super Bowl 2025, e mancheranno pure Patrick Mahomes e Joe Burrow, probabilmente i due migliori quarterback al mondo. Perché il Super Bowl 60 metterà di fronte due squadre, Seattle e New England, trascinate sino alla partitissima che assegna il titolo Nfl dalle super difese, soprattutto (qui il focus economico sul Super Bowl). Eppure gli occhi di tutti saranno su Sam Darnold, il passatore dei Seahawks e su Drake Maye, quello dei Patriots, perché il ruolo di quarterback quello implica: onori e oneri, vetrina e pressioni. A loro però non verrà chiesto di fare miracoli, semmai di giocare di sistema. Di non strafare. A Darnold perché chiedere carta significherebbe correre il rischio di sballare, a Maye perché è solo un secondo anno, seppure maledettamente promettente, e l’inesperienza ai playoff la paghi, l’ha dimostrato nei turni precedenti.

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EROI PER CASO

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Per vincere il Super Bowl non è per forza necessario esibire un quarterback fantastico. E talvolta neppure quello migliore sul gridiron. A football si gioca in 11 (differenti) sui due lati del campo e la partita secca aumenta le variabili e le incognite. Tutto può succedere in un’ora di football. Persino che la squadra del carneade Nick Foles batta quella del titano Tom Brady - racconta la storia recente -. Il fascino del mondo Nfl. E allora, con Seattle favorita dai bookmakers, potrebbe capitare che Darnold, 28 anni, che all’inizio di questi playoff non aveva mai vinto in post season, che sino a ieri era considerato un abbaglio preso dai New York Jets che lo chiamarono con la scelta n. 3 del Draft 2018, possa vincere il Super Bowl. E magari pure da Mvp perché il ruolo offre la pole position come candidatura se hai il supporto di un’ottima linea offensiva e di playmaker d’attacco d’elite. Se hai una squadra corazzata di supporto, insomma. Sarebbe una favola di sport. Il brutto anatroccolo, quello che in passato, nel 2019, aveva ammesso, sgamato da un microfono spione, di "aver visto i fantasmi", proprio in una partita contro i Patriots, una disfatta per i Jets, possa entrare in Paradiso. È sulla soglia, sta bussando alla porta. Sarebbe uno dei peggiori quarterback di sempre a conquistare il Lombardi Trophy? Presto per dirlo, la sua carriera è ancora in divenire. Certo hanno festeggiato tra i coriandoli quarterback impronosticabili, nella storia. Ecco la top 5 di gazzetta.it dei peggiori quarterback a vincere la partita più importante.

5) JIM MCMAHON

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Gran personaggio, ma quarterback così così. Col principale merito di essersi trovato al posto giusto al momento giusto, da regista offensivo dei Chicago Bears che conquistarono il Super Bowl XX nel 1986 contro i Patriots trascinati da una difesa eccezionale e da Walter Payton, il grande running back. McMahon, agonista indomito, spirito ribelle e senza filtri fuori dal campo, è ricordato più per la personalità dirompente che per la qualità dei lanci, per dirla tutta.

4) NICK FOLES

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Quanto successo nel febbraio 2018 a Minneapolis in occasione del Super Bowl LII resta un mistero. Foles, il quarterback di riserva dei Philadelphia Eagles, si trovò catapultato sul palcoscenico perché Carson Wentz fu vittima di un infortunio al culmine di una stagione regolare da candidato Mvp. E Foles al Super Bowl, opposto ai Pats del fenomeno Brady, fece miracoli. Lanciò per 373 yards e 3 touchdown, nominato trionfante Mvp della partita. Il momento iconico fu il Philly Special, il gioco trucco che gli consentì di ricevere un passaggio da touchdown.

3) JEFF HOSTETLER

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Baffo improbabile, sgraziato, “Hoss” non aveva il look e neppure il talento da quarterback da vetrina. Ma l’infortunio di Phil Simms gli permise di guidare i New York Giants al trionfo al Super Bowl XXV su Buffalo, nel 1991. Hostetler giocò una gara “pulita” senza intercetti, poi le corse di Ottis Anderson, l’Mvp della partita e l’errore di Scott Norwood, il kicker degli allora favoriti Bills, allo scadere – calcio da 47 yards largo alla destra dei pali - fecero il resto.

2) DOUG WILLIAMS

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Carriera modesta, ma un momento di gloria indimenticabile. Capace di lanciare 4 passaggi da touchdown contro la difesa di polistirolo di Denver, sconfitta dai suoi Washington Redskins nel 1988 nel Super Bowl XXII chiuso da Mvp. Williams è stato il primo quarterback afroamericano a partire titolare nella partitissima, allora fu capace di battere addirittura John Elway, il fenomenale pari ruolo avversario, sfruttando la disparità di valori tra le due squadre in campo.

1) TRENT DILFER

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Lui ha vinto il Super Bowl XXXV, nel 2001, da quarterback dei Baltimore Ravens che travolsero i New York Giants. Dilfer, quarterback di sistema, non fece danni, si limitò a inserire il pilota automatico e a lasciare che le sorti della gara le decidesse la favolosa difesa di Baltimore, capitanata da Ray Lewis, l’Mvp della sfida, e in attacco affidò l’ovale a Jamal Lewis, il running back. Dilfer chiuse 12/25 nei lanci per sole 153 yards. Eppure bastarono per conquistare l’immortalità sportiva.

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