Un'Italia tutto cuore batte la Scozia sotto il diluvio: il Sei Nazioni parte col botto
La Gazzetta dello Sport

Un'Italia tutto cuore batte la Scozia sotto il diluvio: il Sei Nazioni parte col botto

Sabato 7 febbraio 2026
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Finisce 18-15 all’Olimpico. Italrugby avanti con le mete di Lynagh e Menoncello, poi gli scozzesi risalgono con Dempsey e Horne, ma nel finale la difesa azzurra riesce a mettere in salvo la vittoria

Finisce 18-15 all’Olimpico. Italrugby avanti con le mete di Lynagh e Menoncello, poi gli scozzesi risalgono con Dempsey e Horne, ma nel finale la difesa azzurra riesce a mettere in salvo la vittoria

Roberto Parretta 7 febbraio 2026 (modifica alle 17:58) - ROMA

Parte col botto il Sei Nazioni dell'Italia. Gli Azzurri hanno battuto 18-15 la Scozia sotto il diluvio dell'Olimpico nella prima giornata. Un successo meritato e guadagnato in una partita condotta sin dall’inizio, anche se con un rischio di troppo corso nel finale per un eccesso di confidenza. Sabato prossimo l’Italia sarà di scena a Dublino con l’Irlanda nel match che aprirà la seconda giornata, mentre la Scozia ospiterà l’Inghilterra a Murrayfield.

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due lampi

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Dopo un discreto avvio scozzese la sblocca l’Italia all’8’ al primo affondo: bel possesso tenuto oltre i 10 metri, Alessandro Fusco tira fuori il pallone dalla ruck e lo offre alla sua destra a Nacho Brex che con uno splendido grubber spedisce l’ovale alle spalle della linea scozzese verso la bandierina, dove a raccoglierlo arriva per primo Louis Lynagh che schiaccia in tuffo. Paolo Garbisi calcia la difficile trasformazione sul palo. La cosa interessante è che gli azzurri difendono benissimo, vanificando gli attacchi avversari, che entrano un paio di volte nei 22 ma ne escono con un pugno di mosche. E al secondo attacco azzurro, sul calcio alto di Fusco è Lynagh a vincere la battaglia aerea, palla difesa a terra e riofferta al mediano di mischia, poi a Michele Lamaro che con un bellissimo e coraggioso passaggio innesca la corsa sull’out di sinistra di Tommaso Menoncello, che vola alla bandierina. E Garbisi trasforma per il 12-0 al 15’. Al 24’, al termine di lunghissime fasi nei 5 metri azzurri, alla fine gli scozzesi trovano la breccia davanti ai pali con Rory Darge, con Giacomo Nicotera che manca il placcaggio aprendo la strada al tuffo del numero 8. Finn Russell ovviamente trasforma. Qualche dubbio sulla punizione dalla quale nasce l’attacco decisivo, con Manuel Zuliani che mette chiaramente le mani sul pallone forzando un tenuto, ma l’arbitro, il neozelandese Ben O’Keeffee, fischia in favore della Scozia. Nel frattempo la pioggia si è trasformata in diluvio. Gli azzurri reagiscono bene, tornano in attacco e al 35’ il piazzato di Garbisi firma il 15-7 sul quale si va al riposo.

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sofferenza

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Sono della Scozia i primi punti della ripresa, con il piazzato di Russell al 47’, ma gli risponde Garbisi due minuti dopo. Al 55’ il tallonatore George Turner, appena subentrato a Ewan Ashman, entra di spalla sulla testa di Zuliani per ripulire la ruck e incassa l’inevitabile cartellino giallo. Con il campo ridotto a un acquitrino e un pallone che si controlla sempre più difficilmente, ovviamente di gioco se ne vede pochissimo: un bene per gli azzurri che possono gestire vantaggio e superiorità numerica. Ma la Scozia torna in partita al 67’: Russell sceglie di andare in touche su una punizione piazzabile, il possesso è garantito dalla maul, alla quale si uniscono anche i trequarti, poi a staccarsi dal drive è il mediano di mischia George Horne (subentrato a Ben Withe), che riesce a sprintare alla bandierina. Russell manca però la difficile trasformazione e la Scozia resta a -3. E’ un finale palpitante, per gli scozzesi è difficilissimo risalire il campo in queste condizioni, anzi, al 77’ la mischia azzurra conquista una punizione appena fuori dai 22: Garbisi sceglie la touche, ma poi il pallone è perduto in avanti. Decisione inopportuna, perché poi la mischia scozzese conquista punizione e risale. Il tempo scade su una punizione per la Scozia, che riesce a tornare nella metà campo azzurra e poi nei 22, fino al decisivo turnover guadagnato dalla difesa italiana 4 minuti e 40 secondi dopo lo scadere che mette in salvo la vittoria.

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