Volvo XC60 ibrida plug-in: 200 km in elettrico possono bastare?
La Gazzetta dello Sport

Volvo XC60 ibrida plug-in: 200 km in elettrico possono bastare?

Martedì 15 settembre 2026
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Il restyling porta nuove versioni plug-in da 356 e 461 Cv, una batteria da 41,2 kWh e fino a 200 km senza usare benzina. Cambiano anche il look e la tecnologia di bordo, con Google Gemini integrato.

Il restyling porta nuove versioni plug-in da 356 e 461 Cv, una batteria da 41,2 kWh e fino a 200 km senza usare benzina. Cambiano anche il look e la tecnologia di bordo, con Google Gemini integrato.

Luca Giaffreda 15 settembre - 12:42 - LONDRA (GRAN BRETAGNA) Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Volvo XC60 2027: nuovo frontale, cerchi e firma luminosa più marcata.

Duecento chilometri in elettrico possono bastare? Per andare al lavoro, accompagnare i figli a scuola e concedersi una gita fuori porta, probabilmente sì. È il terreno sul quale Volvo vuole portare la XC60 2027: un’ibrida plug-in capace di lasciare spento il motore a benzina anche oltre i tragitti quotidiani. Per riuscirci, però, serve una batteria più grande di quella di alcune piccole elettriche. E sotto il cofano rimane un quattro cilindri turbo. Intanto la seconda generazione del Suv, nata nel 2017, si avvicina ai dieci anni di carriera con una linea che sembra avere ancora qualcosa da dire.

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Come cambia

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Una buona linea ha bisogno di pochi colpi di matita per restare al passo con i tempi. La XC60, il modello Volvo più venduto di sempre, segue questa logica: aggiorna i tratti senza cambiare faccia. Il lavoro, però, va oltre i paraurti. Davanti cambiano anche cofano e parafanghi, mentre la mascherina più sottile avvicina il modello al linguaggio delle altre Volvo. I fari conservano il martello di Thor, con una firma più netta e tecnologia Matrix Led a 15 segmenti. Dietro vengono ridisegnati portellone, fanali a Led e paraurti, valorizzando le linee orizzontali. Completano l’aggiornamento nuovi cerchi da 20 e 21 pollici e la tinta Heather Bronze, con riflessi bronzo e violetti. Misura 4.710 mm in lunghezza e 1.900 in larghezza, con 2.870 mm di passo. Sulle plug-in il bagagliaio offre 468 litri, fino a 1.519 abbattendo i sedili e caricando al tetto.

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L’IA nel salotto svedese

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Nelle Volvo la tecnologia ha sempre cercato un posto nell’arredamento, senza necessariamente diventarne la protagonista. Anche qui lo schermo centrale da 11,2 pollici mantiene lo sviluppo verticale e lascia riconoscibile il disegno della plancia. Con i materiali aggiornati, l’obiettivo resta quello di creare un ambiente nel quale sia piacevole passare del tempo, come in un salotto svedese. Adesso con l’intelligenza artificiale: Google Gemini permette di conversare con l’assistente di bordo usando un linguaggio naturale. L’interfaccia Volvo riceve aggiornamenti da remoto; opzionale l’audio Bowers & Wilkins. Si rinnova anche la dotazione di sensori e il computer della sicurezza. Tra le funzioni figurano l’avviso di pericolo all’apertura delle portiere, il Pilot Assist con assistenza al cambio di corsia e la telecamera a 360 gradi con vista tridimensionale.

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La versione T6 raggiunge la distanza massima in elettrico, potenza totale: 356 Cv

Fino a 200 km in elettrico

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All’anagrafe: Volvo XC60 T6 Awd long-range plug-in hybrid. È lei a dichiarare fino a 200 km nel ciclo misto Wltp, mentre la T8 arriva a circa 189 km. Il merito non è di una magia: nel pianale c’è una batteria da 41,2 kWh nominali, dei quali 37,9 utilizzabili. Per capire il salto basta guardare alla precedente XC60 plug-in: l’accumulatore era da 18,8 kWh e l’autonomia presa come riferimento da Volvo di 79 km. La capacità è più che raddoppiata, la distanza percorribile dalla T6 diventa circa due volte e mezzo. Per i dati precisi sulla ricarica aspettiamo una prova completa. Tutto questo si paga anche sulla bilancia: nella gamma il peso a vuoto arriva a 2.202 kg. Siamo su valori da elettrica, ma con un motore a benzina da portare in giro anche quando non serve. Ha senso? Lo abbiamo chiesto a Martin Hamlet, responsabile prodotto Volvo per questo modello. La risposta è nella versatilità: l’idea è permettere a chi guida di utilizzare l’elettrico per gran parte della settimana, ipotizzando un paio di ricariche in funzione delle percorrenze, e di sfruttarlo almeno in parte anche durante un viaggio. Il motore a benzina consente invece di proseguire senza dover programmare una sosta alla colonnina. Insomma, più viaggiare, meno ansia da ricarica.

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Due plug-in e una mild hybrid

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Le potenze complessive sono 356 Cv per la T6 e 461 Cv per la T8. Entrambe abbinano il 2.0 turbo benzina quattro cilindri, rispettivamente da 180 e 250 Cv, a un motore elettrico posteriore da 177 Cv. Lo scatto da 0 a 100 km/h richiede 5,7 e 4,8 secondi; l’autonomia complessiva dichiarata arriva a 1.240 e 1.230 km. Resta anche la B5 Awd mild hybrid, con il 2.0 da 250 Cv e 360 Nm, con uno 0-100 in 6,9 secondi. Tutte hanno trazione integrale, cambio automatico a otto rapporti e velocità massima limitata a 180 km/h. Prezzi e tempi di commercializzazione italiani non sono stati ancora indicati. Ed è anche dal listino che passerà la risposta alla domanda iniziale: 200 km possono bastare a tenere spento il benzina per molti spostamenti? Per capire se valga la pena portarsi dietro entrambi i sistemi, serviranno il prezzo e le abitudini di chi la comprerà.

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