Tesseramento Malagò, Buonfiglio: "Coni pronto a fare accertamenti, le regole vanno rispettate"
Il presidente del Comitato Olimpico presenta alla Giunta la posizione del procuratore generale: "Taucer ha ribadito che il requisito era necessario alla candidabilità. Ora faremo le nostre valutazioni anche avvalendoci di noti giuristi". E il presidente Figc: "Ho apprezzato quanto fatto in Giunta, mi sono limitato ad aggiungere alcuni elementi mancanti"
Il presidente del Comitato Olimpico presenta alla Giunta la posizione del procuratore generale: "Taucer ha ribadito che il requisito era necessario alla candidabilità. Ora faremo le nostre valutazioni anche avvalendoci di noti giuristi". E il presidente Figc: "Ho apprezzato quanto fatto in Giunta, mi sono limitato ad aggiungere alcuni elementi mancanti"
Elisabetta Esposito Giornalista 15 settembre - 13:21 - ROMA English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Malagò e BuonfiglioIl caso tesseramento del presidente della Figc Giovanni Malagò è arrivato inevitabilmente questa mattina sul tavolo della Giunta Coni. Il presidente Luciano Buonfiglio ha espresso ai membri, tra cui Malagò stesso in quanto membro Cio, la posizione espressa ieri dal procuratore generale dello Sport, Ugo Taucer, secondo cui il tesseramento è requisito necessario per candidabilità ed eleggibilità del presidente federale. Buonfiglio, nella conferenza post Giunta, dopo aver ripercorso le tappe della vicenda ha commentato: "Taucer ieri ha ribadito che il possesso di un valido tesseramento deve essere uno dei requisiti per la candidabilità ed eleggibilità e che la Figc non ha concretamente applicato i principi fondamentali che sono stati pertanto violati. Per questo il Coni che fa vigilanza su tutte le federazioni ora farà gli opportuni accertamenti giuridici".
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—Spetta dunque alla Giunta decidere, ma prima sono necessari degli accertamenti: "Che sicuramente non farò io - continua il presidente - ma saranno affidati a giuristi riconosciuti come tali nel mondo sportivo. La Federcalcio merita rispetto come tutte le altre federazioni, non è la fretta che vogliamo, ma la certezza del diritto che perseguiamo e che mi spingerà in questi giorni che mi auguro non siano tanti". E ancora: "Io non personalizzo mai nulla, faccio solo gli interessi dell’ente che rappresento e del mondo dello sport. Il Coni è un ente pubblico, non dimentichiamolo, e io sono un pubblico ufficiale".
in giunta
—Ma com’è stato trattato l’argomento in Giunta? "Se ne è discusso pochissimo, perché io ho presentato il documento e ho chiesto di commentare. Ma ho ritenuto legittimo dare parola a Malagò che ha dato il suo punto di vista. Giovanni non è arrabbiato con me. È chiaro poi che tutto questo non faccia bene al calcio e al mondo sportivo, queste situazioni non fanno vivere sereni. Intravedo una evidenziazione del malfunzionamento. In un mondo in cui si sta un po' allentando il rispetto per le regole, lo sport sta tenendo ancora duro. E quando parliamo degli esempi ai nostri giovani, poi dobbiamo essere coerenti".
parla malagò
—Uscendo dalla riunione anche Malagò ha commentato: "Buonfiglio ha letto due pagine oggettive in Giunta che ho molto apprezzato. Io ho solo integrato con delle mie considerazioni, non perché ci fossero cose non vere, ma ho aggiunto delle cose che magari mancavano".
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