Conte e le voci su un ritorno alla Juve: lo farebbe in corsa? E sarebbe sostenibile? I retroscena
Il tecnico e il club bianconero si erano separati all'improvviso nell'estate del 2014 e sono stati vicinissimi a ritrovarsi già due anni fa. A Torino si sogna il grande ritorno, ma...
Il tecnico e il club bianconero si erano separati all'improvviso nell'estate del 2014 e sono stati vicinissimi a ritrovarsi già due anni fa. A Torino si sogna il grande ritorno, ma...
Fabio Russo Giornalista 15 settembre (modifica alle 15:19) - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google"Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano. Amori indivisibili, indissolubili, inseparabili", cantava Antonello Venditti. A maggior ragione se la separazione è stata brusca, improvvisa, magari non condivisa e dettata più da una reazione di pancia che di testa. Quella tra Antonio Conte e la Juve, dopo l'addio del luglio 2014, appena un giorno dopo il raduno a Vinovo per la sua quarta stagione alla guida dei bianconeri, è rimasta una storia in sospeso. Nonostante qualche "tradimento" sportivo successivo (le avventure sulle panchine di Inter e Napoli e la scelta di rinnovare De Laurentiis nel 2025 dopo essere stato vicinissimo al ritorno a Torino) i tifosi juventini non hanno mai dimenticato l'allenatore che ha riportato il club al successo dopo Calciopoli e la retrocessione in Serie B, mentre il tecnico leccese ha sempre mantenuto un rapporto fortissimo con Torino, dove la sua famiglia è sempre rimasta a vivere e dove è tornato lui stesso dopo la separazione dal Napoli. Inoltre, negli anni, ha maturato la convinzione che quella storia sia stata lasciata, appunto, a metà. Ma adesso, dovesse precipitare la situazione tecnica della Juve, Conte sarebbe disposto a rientrare in corsa? E, soprattutto, sarebbe sostenibile per il club dal punto di vista economico?
VIDEO: "Spalletti out", "Povera Juve": le reazioni social a Sassuolo-Juveconte alla juve, tornerebbe in corsa?
—Nel corso della sua carriera, Antonio Conte soltanto tre volte è subentrato in panchina a stagione in corso: nel 2007 al Bari, portando la squadra alla salvezza in Serie B e, l'anno successivo, alla promozione; nel 2009 all'Atalanta, restando in carica appena 13 partite prima di dimettersi; e nel 2021 al Tottenham, con il quale raggiunse l'obiettivo della qualificazione in Champions League, salvo poi, nella stagione successiva, essere esonerato a due mesi dal termine del campionato. D'altronde, per la sua capacità di incidere sul piano fisico e psicologico sui giocatori, l'ex tecnico del Napoli ha bisogno di iniziare la stagione dal ritiro estivo, per infondere completamente al gruppo la sua mentalità vincente. Non a caso, dopo l'inizio disastroso di Garcia al "Maradona", rifiutò la proposta di De Laurentiis, con la promessa di accordarsi per la stagione successiva. Certo, la Juve non sarebbe un club qualunque per Conte: da bandiera bianconera in campo e in panchina qual è stata, sarebbe disposto a fare un'eccezione nel caso in cui si creassero le condizioni per un ritorno. Che, è giusto ribadire, in questo momento sono ancora lontane dal verificarsi, come confermato dallo stesso ad juventino Carnevali.
juve, conte sarebbe sostenibile per il bilancio?
—Presupposti soprattutto sotto il profilo economico, considerato che, al momento, la Vecchia Signora non ha più a libro paga Tudor e Thiago Motta (per il contratto del quale, a luglio, i bianconeri hanno attivato la clausola per rescindere con un anno di anticipo), ma è legata a Spalletti da un accordo da oltre 5 milioni netti all'anno fino al 2028. L'ultimo contratto di Conte al Napoli si aggirava intorno agli 8 più bonus, quindi la Juve, in caso di esonero del toscano e di ritorno del leccese, si ritroverebbe a dover pagare più di 13 milioni di stipendi solo per gli allenatori. Senza considerare i costi dei rispettivi staff. Una cifra poco compatibile con i conti di un club che ha messo come obiettivo primario quello del raggiungimento del pareggio del bilancio nel 2028 e che, anche in questo 2026 dovrebbe registrare una sessantina di milioni di perdite. Servirebbe, perciò, un passo di Conte in direzione della Juve: iniziare un ingaggio iniziale ridotto (magari quei 4 milioni per cui sarebbe tornato sulla panchina della Nazionale) con la prospettiva di rivederlo nell'estate del 2027. Oppure una scelta diretta da parte di John Elkann, che vada oltre le logiche economiche. Solo scenari, per il momento. Ma certi amori varrebbero certamente un sacrificio...
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