Dopo il disastro di Misano, Bezzecchi ci scherza su. E cita Malesani
Al termine del GP di casa l'italiano si trova a 37 punti da Márquez, ma risponde allo scetticismo generale sui social con l'iconico video dell'ex allenatore del Genoa per far sapere che non ha alcuna intenzione di arrendersi
Al termine del GP di casa l'italiano si trova a 37 punti da Márquez, ma risponde allo scetticismo generale sui social con l'iconico video dell'ex allenatore del Genoa per far sapere che non ha alcuna intenzione di arrendersi
Giorgio Burreddu Collaboratore 15 settembre - 16:03 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleSono le due facce della stessa grinta. La prima, quella di Marc Marquez, fino a tre mesi fa portava addosso i segni di un pilota ferito. Lo stesso amministratore delegato della Ducati, Claudio Domenicali, aveva aperto le braccia, come dire: è un anno così, c’è poco da fare. Era maggio. Sette gare dopo, Marquez ha ribaltato tutto, e adesso guida la classifica piloti (con Jorge Martin dell’Aprilia). Da Cannibale non pensa ad altro: “Solo al Mondiale”, ha detto Marc. Yin e yang si sono scambiati di posto, quasi una capriola metafisica. Tant’è che Domenicali, uomo saggio e sportivo, prima del GP di Misano è stato costretto a correggersi: “Tre mesi fa davamo il mondiale per perso. Adesso vediamo cosa succede”. Marquez, vincendo sulla pista italiana, non solo ha rimesso la Ducati in cima al mondo (e al Mondiale), ora sta anche contribuendo a narrare l’epica del suo dolore. Dalla foto del braccio all’ortopedico spagnolo che si è detto stupito pure lui (“Marc corre con un braccio e mezzo”, incredibile) fino all’ovvia resilienza di Marquez in ogni corsa. Tra pochi giorni, poi, si torna in pista. E il GP d’Austria servirà a chiarire ancora meglio le idee.
i numeri di marquez
—Ma quello che impressiona davvero sono i numeri del 33enne spagnolo. A maggio Marquez chiudeva 7° al Mugello. Diceva: “Non mi sono divertito, ma fa parte del percorso. Vendo cara la mia pelle. A otto giri dalla fine non ne avevo più”. A fine corsa, tra lui e il leader della classifica, Marco Bezzecchi, c’erano 102 punti di differenza. Nell’ultimo week-end, a Misano, lo spagnolo ha chiuso in testa (vincendo anche la Sprint). Per un totale di 203 punti da Balaton in poi, quasi il doppio di tutti gli altri. In pratica: 9 vittorie (4 Sprint e 5 lunghe), 5 GP su 7 vinti, 135 punti recuperati sul rivale dell’Aprilia. L’altra faccia, infatti, è proprio quella di Bezzecchi. Pietrificata, sì, mentre guardava Marquez andare a prendersi la vittoria a Misano. Crepata, eccome, mentre ripensava alla caduta al primo giro sulla pista di casa sua, forse per un eccesso di velocità o di altruismo. Succede, quando si è davvero generosi. “Questo errore mi costa caro, ma non è stato causato dalla pressione. Alla fine avrei potuto commettere questo errore ovunque. Sarebbe stato meglio non farlo da nessuna parte, ma è andata così”, ha detto Bez dopo la gara.
malesani
—Di certo quella del riminese non è mai stata una faccia rassegnata. Da buon romagnolo ha trovato anche il modo di scherzarci su. Dopo il GP, a quelli che gli chiedevano: eh beh Marco, e adesso? Marquez imbattibile? Lui ha risposto come Alberto Malesani ai tempi del Genoa. Avviso alla GenZ: sarà una scoperta mirabolante. L’allenatore dei rossoblù finì a Mai dire gol con quel leitmotiv diventato ironia e adesso persino un simbolo di lotta: “Demotivato? Mollo? Ma che mollo, cosa vuol dire mollo, non capisco". Bezzecchi ha pubblicato sui social quel frammento mitologico del 2011 per dirci che lui, appunto, non molla. E mai lo farà. Però i numeri dicono che le ultime gare sono andate bene ma non benissimo, almeno se messe in confronto a Marquez. Proprio dal Mugello in poi, Bez non ha mai più vinto, pur conquistando 5 podi (tra Sprint e gare lunghe). La sua Aprilia funziona, e si è visto anche nell’aggressività di Misano. E di certo, come ha ricordato lo stesso Bezzecchi a proposito della sua espressione e della sua faccia da Rocky, “se volessi lavorare senza pressione, dovrei andare in officina con mio padre, ma ho vinto delle gare in MotoGP e qui va così. In questo sport la memoria è a breve termine e bisogna lasciarsi tutto alle spalle”.
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