Wierer cambia gioco: dentro la preparazione Hyrox di Dorothea
Dorothea Wierer, atleta Red Bull, dopo una carriera ai vertici del biathlon si è messa alla prova in una disciplina completamente nuova. Ecco com'è andato il suo debutto assoluto nell'HYROX, dalla preparazione a Copenaghen fino al traguardo di Roma
Dorothea Wierer, atleta Red Bull, dopo una carriera ai vertici del biathlon si è messa alla prova in una disciplina completamente nuova. Ecco com'è andato il suo debutto assoluto nell'HYROX, dalla preparazione a Copenaghen fino al traguardo di Roma
Cosa porta un'atleta a volersi spingere sempre oltre il proprio limite? A rimettersi in gioco quando avrebbe pieno diritto di fermarsi a guardare indietro, le medaglie, i podi, una carriera già costruita? Forse la risposta è la sete di sfida. La voglia, ogni tanto, di mettersi le ali e scoprire fin dove si può arrivare. Dorothea Wierer questa domanda se l'è posta sul serio. Lo scorso 25 settembre, a Roma, ha affrontato la sua prima gara di HYROX: niente sci, niente bersagli, solo il suo corpo messo alla prova in un linguaggio di espressione completamente nuovo. Non per dimostrare qualcosa a qualcun altro — quello, ai suoi livelli, l'ha già fatto: due medaglie olimpiche, dieci mondiali, sei Coppe del Mondo, le due sfere di cristallo della generale vinte nel 2019 e nel 2020 — una vera e propria leggenda del biathlon. Ma per rimettersi in gioco con sé stessa, ancora una volta. Il primo passo di questo percorso porta lontano da casa: in Danimarca.
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