Klopp, Mbappé, Hamilton e Rashford: quando lo sportivo parla di politica...
La Gazzetta dello Sport

Klopp, Mbappé, Hamilton e Rashford: quando lo sportivo parla di politica...

Sabato 26 settembre 2026
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Afd, Le Pen, Black Lives Matter, Apartheid: ci stupiamo ancora quando un atleta esprime un'opinione come se uscisse dai confini. Da Belino 1936 al Mondiale di Trump, lo sport non può essere uno spazio completamente neutrale

Gary Lineker lo fa piuttosto spesso. L’altro giorno ha detto di aver mollato gli incarichi nella Fifa di Gianni Infantino perché volevano fargli incontrare Vladimir Putin e, restando sul tema, ha anche aggiunto che "dobbiamo smettere di avere presidenti Fifa che assomiglino a degli oligarchi" (che poi è quello che ieri, in altra forma, hanno scritto Liga, Serie A, Bundesliga e Premier nel loro comunicato congiunto). Cos’è che l’ex attaccante dell’Inghilterra fa spesso? Uscire dal recinto dello sport. È lo stesso Lineker che aveva detto che chi guadagna molto, come lui, dovrebbe pagare più tasse, che ha preso posizione sull’immigrazione e su Gaza, attirandosi polemiche e conseguenze professionali. Ora non importa condividere le opinioni espresse, quello che è curioso è che il dibattito poi finisca quasi sempre allo stesso modo: è giusto che uno sportivo parli di politica? Forse, però, la domanda giusta è: perché ci sorprende ancora così tanto quando uno sportivo parla di politica? 

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