Fiorentina, Oulai resta un rebus: per Vanoli prende troppi rischi
Con Grosso era titolare, per l’attuale tecnico azzarda. Ma nel 4-2-3-1 ha delle chance
Con Grosso era titolare, per l’attuale tecnico azzarda. Ma nel 4-2-3-1 ha delle chance
Claudio Lenzi Giornalista 26 settembre - 11:33 - FIRENZE English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleLavoro, lavoro e ancora lavoro. Per il terzo giorno consecutivo, Paolo Vanoli ha chiamato la squadra a rapporto al Viola Park la mattina e il pomeriggio, tra programmi atletici personalizzati ed esperimenti tattici. Servono entrambi a una Fiorentina che ha cambiato guida dopo appena tre giornate e non ha ancora una precisa identità. “Colpa” anche dei molti giocatori arrivati a rinforzare il centrocampo in estate, che ancora non si sono messi del tutto in luce, come Christ Inao Oulai, uno degli otto gigliati impegnati con le nazionali. Il 20enne ivoriano giovedì ha giocato gli ultimi 20’ del successo sul Ghana valido per le qualificazioni di Coppa d’Africa, rimediando anche un cartellino giallo. Prosegue, dunque, il suo percorso con gli Elefanti dopo un ottimo Mondiale, che ha convinto la Fiorentina - ma sulle sue tracce c’erano anche Juventus e Napoli - a investire 25 milioni più 4 di bonus e il 10% sulla futura rivendita. Il motivo? Lo ha spiegato Vanoli dopo il pareggio col Napoli: "Oulai è un giocatore forte. L’ho paragonato a Kanté, ma il francese usava di più la testa, mentre lui è ancora molto esuberante e si affida troppo al suo istinto. A volte devo sacrificare il talento per l’equilibrio".
VIDEO: Saluto nazista con la maglia della Fiorentina: scandalo in diretta tv in ArgentinaL’idea
—Ecco spiegato perché nelle tre partite con Vanoli in panchina, Oulai ha giocato dal 1’ solo in Coppa Italia col Pisa, conquistando peraltro il premio di miglior giocatore del match. Se Fabio Grosso, prima dell’esonero, aveva fatto capire di preferire il brevilineo ivoriano a Fagioli, l’attuale tecnico gigliato si è affidato totalmente all’ex Juventus in tandem con Ndour, unico tra i giocatori di movimento a restare in campo per 270’ su 270’. Eppure è l’indiziato numero uno a farsi da parte se veramente andasse in porto l’idea di un 4-2-3-1 con due registi - Oulai e Fagioli, appunto - con il primo chiamato a recuperare palloni, offrendo appoggio ed equilibrio, e il secondo che in più sa attaccare la profondità. Non un centrocampo fisico, ma di movimento e piedi buoni, che la Fiorentina potrà permettersi soltanto se tutti correranno anche per i compagni. È la prima regola del “Vanolismo”. La delicata partita col Genoa, alla ripresa del campionato, potrebbe essere un primo banco di prova, anche a partita in corso, per adottare questa soluzione.
Nessuna fretta
—Difficile che possa accadere, invece, col risultato non ancora al sicuro. L’ex Trabzonspor deve capire che nel campionato italiano palleggiare in zone pericolose o tenere palla un tocco di troppo possono innescare rischi evitabili. Questo “vizio” non sembra tanto dovuto all’esuberanza dei vent’anni, quanto semmai un aspetto strutturale del suo stile di gioco. Ma la Fiorentina non ha fretta di cambiare, solo la difesa ha fatto scattare un campanello d’allarme in queste prime giornate di campionato e il ritorno ad alti livelli di Dragusin ha dato tranquillità. Certo, un nuovo Kanté - che Vanoli conosce bene per averlo allenato da secondo al Chelsea - alla Viola farebbe comodo, eccome, in una stagione molto più ambiziosa dei risultati ottenuti finora. Il ritorno di Oulai a Firenze è previsto per il 4 ottobre (dopo le sfide con la Somalia del 29 e con il Camerun del 3 ottobre), porterà con sé l’allegria e la spensieratezza con cui ha già conquistato i compagni, come dimostrano alcuni video su Tik Tok che lo ritraggono danzante nello spogliatoio e in palestra. In attesa che spopolino le sue giocate, come accadeva lo scorso anno con la maglia del Trabzonspor. Il salto dal campionato turco alla Serie A non è da tutti, tocca a Inao dimostrare di poterci stare, e farlo da titolare.
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