L'arbitro Robathan abbandona il calcio a causa di un tumore: "È una perdita d'identità"
La Gazzetta dello Sport

L'arbitro Robathan abbandona il calcio a causa di un tumore: "È una perdita d'identità"

Sabato 26 settembre 2026
1 visualizzazione

L'ex guardalinee ha un obiettivo: "Voglio aiutare gli altri uomini a parlarne"

A causa di un tumore ai nervi, Dan Robathan ha dovuto abbandonare il calcio: il suo racconto della malattia, gli obiettivi e il futuro

Samuele Dello Monaco 25 settembre - 15:11

La vita sa stravolgere i piani da un momento all'altro, spesso proprio quando si è convinti di aver raggiunto il traguardo più alto. Dan Robathan, assistente arbitrale di Premier League e internazionale FIFA, si trovava esattamente lì, all'apice della sua carriera. Aveva da poco coronato il sogno di scendere in campo nella finale di FA Cup 2024-25 tra Crystal Palace e Manchester City, il punto più alto di un percorso fatto di 203 presenze in Premier League e oltre 200 tra coppe e leghe minori. Poi si è dovuto fermare: due tumori benigni alla colonna vertebrale lo hanno costretto a lasciare il calcio per sempre.

Le parole di Dan Robathan

I primi segnali concreti sono arrivati lo scorso autunno. Parlando alla BBC, l'ex guardalinee ha raccontato senza filtri i dettagli della sua diagnosi: "A settembre 2025 ho iniziato ad avere seri problemi di disfunzione sessuale e alla vescica, al punto che dovevo sedermi per urinare e non riuscivo a stare in piedi". La visita dal neurochirurgo ha rivelato la presenza non di uno, ma di due tumori che comprimevano i nervi, con il rischio reale di colpire l'area motoria e compromettere l'uso delle gambe. L'addio al campo non è stato una scelta, ma un limite invalicabile. L'associazione degli arbitri inglesi ha annunciato il suo ritiro spiegando di aver fatto il possibile per supportare Robathan nel tentativo di tornare a lavorare dopo l'intervento alla schiena. Purtroppo il recupero agonistico si è rivelato impossibile, con la speranza che l'operazione gli permetta almeno di condurre una vita serena insieme alla famiglia: "Il mio corpo semplicemente non riesce a fare quello che gli chiedo".

LIVERPOOL, INGHILTERRA - 27 APRILE: James Maddison del Tottenham Hotspur, l'assistente arbitrale Dan Robathan, l'arbitro Tom Bramall, l'assistente arbitrale Dan Robathan e Virgil van Dijk del Liverpool posano per una foto prima della partita di Premier League tra Liverpool FC e Tottenham Hotspur FC ad Anfield il 27 aprile 2025 a Liverpool, in Inghilterra. (Foto di Carl Recine/Getty Images)

Il futuro e gli obiettivi di vita

Oltre allo scoglio fisico, c'è però da affrontare un vuoto profondo. Smettere prima del tempo significa smarrire una parte di sé, e Robathan non si è nascosto: "È una perdita di identità. Sono stato 'Dan l'arbitro' da quando avevo 10 anni. È la mia vita da 28 anni. Oggi mi sento come un ragazzo di 16 anni appena uscito da scuola, che cerca di capire cosa fare del proprio futuro".
Caricamento post Instagram...
Oggi le sue priorità sono cambiate. Lontano dagli stadi, l'obiettivo è diventato molto concreto: "A livello psicologico è dura accettare che quella vita sia finita. Ora voglio incoraggiare gli uomini a parlare apertamente dei loro problemi di salute, fisica e mentale. Se con la mia storia riuscirò ad aiutarne anche solo un paio, avrò fatto il mio dovere".

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenta Continua la lettura Calcio Estero

Mbappé, serata da montagne russe: prima il gol poi l'infortunio e la Francia trema

Ultim’ora

Daniel Osvaldo in terapia intensiva dopo un malore: la situazione

Calcio Italiano

Edoardo Bove, la sua storia diventa un film: “In un battito” racconta il giorno che cambiò tutto

Calcio Estero

Argentina, al via le trattative per il rinnovo di Scaloni: la nota della Federazione

Calcio Estero

Curaçao, rimonta storica contro Costa Rica: da 0-3 a 4-3 nella Nations League

Commenti Invia Commento Tutti Leggi altri commenti

Condividi questo articolo