Hai perso velocità in estate? Ecco come ritrovarla
Hai perso il ritmo in estate? Ecco cosa dice la scienza su ripresa graduale, costanza, forza e obiettivi per tornare a correre veloce in autunno
Hai perso il ritmo in estate? Ecco cosa dice la scienza su ripresa graduale, costanza, forza e obiettivi per tornare a correre veloce in autunno
Laerte Salvini 26 settembre - 15:07 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleIl caldo non ha fatto sconti, condizionando anche i programmi di allenamento. Terminata l’estate, migliaia di runner si guardano le scarpe impolverate e si chiedono la stessa cosa: quanto ho perso? La risposta della scienza è più rassicurante di quanto si tema. Uno studio del 2022 pubblicato su European Journal of Sport Science ha osservato atleti di endurance dopo due settimane senza allenarsi: la capacità cardiopolmonare e la forza muscolare calano già in quel breve arco di tempo, ma il dato interessante è un altro. Quel calo non è mai una cancellazione: è un ripiegamento temporaneo di un sistema che, alla prima sollecitazione utile, ricomincia a rispondere in fretta. Le settimane fresche di ottobre sono, in questo senso, il momento perfetto per rimettersi in moto.
Il corpo non riparte da zero
—Chi si è fermato per settimane tende a vivere lo stop come una colpa da scontare, ma la fisiologia racconta un'altra storia. Le fibre muscolari conservano tracce degli adattamenti costruiti nei mesi precedenti, ed è proprio per questo che il recupero della condizione, dopo una pausa, è quasi sempre più rapido della sua costruzione iniziale. C'è anche un fattore psicologico che pesa più del previsto: una revisione della letteratura sulla corsa ricreativa ha evidenziato che la fiducia nella propria capacità di riprendersi da un'interruzione predice l'attività fisica futura meglio della semplice forza di volontà. Detto altrimenti: chi crede di potercela fare, di solito ce la fa. Il primo allenamento dopo lo stop serve più a questo che ai chilometri percorsi.
partire con la velocità giusta
—Le misure contano. Specie se in ripresa dopo un periodo di complesto stop, il problema non è tanto il volume complessivo della settimana, quanto gli aumenti improvvisi da un allenamento all’altro. Passare bruscamente da una corsa abituale a una seduta molto più impegnativa può aumentare sensibilmente il rischio di infortunio, soprattutto quando si raddoppia o quasi il carico abituale. Il principio pratico è semplice: meglio distribuire la corsa su più uscite simili tra loro che concentrare tutto in una singola seduta per "recuperare il tempo perso". Il corpo non si adatta soltanto ai chilometri accumulati, ma soprattutto alla gradualità con cui aumenta il carico.
Meglio spesso che pesante
—Proprio la frequenza, più che la durata o l'intensità di ogni singola uscita, sembra essere la variabile che più si lega al benessere di chi corre: lo indicano diverse ricerche sui correlati psicologici della corsa ricreativa, che mettono in relazione allenamenti regolari e ravvicinati con un umore più stabile nel tempo. Tre uscite leggere valgono più di un singolo sforzo eroico, anche perché ogni sessione portata a termine con soddisfazione rinforza la voglia di ripetere il gesto il giorno dopo. In questa fase conviene anche introdurre piccole variazioni, come un percorso diverso o una compagnia nuova: non cambia la fisiologia, ma cambia la testa, ed è spesso la testa il vero ostacolo al rientro.
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Fai attenzione ai dettagli
—Due accorgimenti, in particolare, possono rendere il rientro più solido. Il primo è affiancare alla corsa qualche minuto di lavoro di forza, utile per sostenere muscoli e strutture sottoposte al carico e ridurre il rischio di infortunio, soprattutto quelli legati al sovraccarico. Il secondo è fissare un obiettivo concreto e metterlo nero su bianco. Avere una gara o un traguardo preciso in calendario aiuta a dare continuità agli allenamenti e a trasformare la ripresa da un proposito generico in un percorso con una direzione chiara. Una 5 o una 10 km in autunno, per esempio, può diventare un punto di riferimento semplice e realistico per costruire progressivamente la condizione. Riprendere dopo una pausa somiglia più a ritrovare il filo di un discorso interrotto che a impararlo da capo: la sintassi resta, basta lasciarsi il tempo di recuperare il ritmo della frase. Le settimane che restano prima del freddo vero bastano e avanzano per tornare a sentirsi runner a tutti gli effetti.
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