Dalla sala pesi agli allungamenti: i segreti della preparazione fisica dei velisti
La velocità di una barca dipende direttamente dall'atleticità estrema di chi è a bordo. L’esperta ci spiega l’allenamento perfetto
La velocità di una barca dipende direttamente dall'atleticità estrema di chi è a bordo. L’esperta ci spiega l’allenamento perfetto
Daniela Cursi Masella 26 settembre - 15:07 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleDietro le performance in mare c'è una preparazione fisica mirata. Virginia Imbriani, trainer e velista, ci spiega il dietro le quinte della navigazione, puntando il dito, prima di tutto, sull’attività cardiovascolare:“Rappresenta la base indispensabile della preparazione. Un sistema cardiocircolatorio efficiente non solo permette di sostenere le uscite più lunghe e stancanti, ma garantisce soprattutto una maggiore lucidità mentale sotto stress e tempi di recupero nettamente più rapidi tra una manovra e l’altra”.
contro resistenza in sala pesi
—L’esperta sottolinea che l'obiettivo principale non è l'ipertrofia strutturale, che porterebbe dare rigidità nei movimenti, ma lo sviluppo della forza utile e della resistenza muscolare.Ecco l'allenamento mirato che, secondo Virginia Imbriani, deve coinvolgere l'intero corpo in maniera sinergica:
- Parte superiore (dorsali, spalle, bicipiti e tricipiti) - Fondamentale per la gestione delle regolazioni, e cazzare le cime e il controllo dei carichi. I dorsali forniscono la trazione di base, le spalle garantiscono la stabilità articolare per prevenire infortuni, mentre bicipiti e tricipiti lavorano in continuo supporto dinamico.
- Arti inferiori e core - Le gambe e la fascia addominale/lombare costituiscono la struttura portante. Un core solido e arti inferiori forti permettono di trasferire l'energia, mantenere l'equilibrio sulla barca e sostenere le posizioni da sforzo sui winch.
l'alternanza tra forza, resistenza ed esplosività
—Questa, lo assicura l’esperta, è una chiave di programmazione efficace. “A fine allenamento, è importante aggiungere una sessione di allungamento per evitare futuro infortuni. Un’altra cosa sarebbe fondamentale quando si sale in barca un po ‘di riscaldamento con la mobilità articolare per non partire a freddo alle manovre”. Ulteriore dettaglio: un velista deve alternare sessioni orientate alla resistenza ,alla forza (per sopportare tensioni prolungate nel tempo) ad allenamenti a elevata velocità di esecuzione e lavori esplosivi. “La capacità di esprimere forza in tempi brevissimi è ciò che fa la differenza durante virate veloci, strambate improvvise e regolazioni immediate quando il vento aumenta di colpo.Un corpo forte, reattivo e resistente - assicura Virginia Imbriani - è la vera garanzia per navigare con efficienza, sicurezza e stile in qualsiasi condizione di mare”.
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