Romano nel mirino, ma gli errori non fermano la sua crescita: per Mancini non è in dubbio
Il centrocampista del Cagliari e della Nazionale è stato protagonista in negativo contro il Belgio, ma a trascinare l'Italia dovevano essere i senatori
Il centrocampista del Cagliari e della Nazionale è stato protagonista in negativo contro il Belgio, ma a trascinare l'Italia dovevano essere i senatori
Dal nostro inviato Andrea Ramazzotti 26 settembre (modifica alle 17:56) - ROMA English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleNon sparate sul soldato Romano. Non era il salvatore della patria prima di Italia-Belgio e adesso non è il principale responsabile della sconfitta degli azzurri contro i Diavoli Rossi. Il centrocampista del Cagliari è "solo" un ragazzo di talento che ha scelto la maglia della nostra Nazionale perché, come ha detto lui, "l’ho sentito nel mio cuore". E già il senso di appartenenza dimostrato (è nato in Svizzera da genitori italiani) va apprezzato. A chi pensa che preferire l’Italia alla Svizzera sia stata una decisione facile, ricordiamo che gli svizzeri ci hanno superato nel ranking Fifa (loro sono quattordicesimi e noi quindicesimi), che ci hanno eliminati agli ottavi di Euro 2024, che ci hanno costretto agli spareggi nel girone di qualificazione al Mondiale del 2022 (la Macedonia del Nord ci ha fatto fuori...) e che gli elvetici si sono qualificati alle ultime sei edizioni della Coppa del Mondo, mentre noi non la giochiamo dal 2014. Ma torniamo a Romano e alla sua prova contro la formazione di Van Bommel: certo, non è stata positiva, perché De Bruyne nel primo tempo lo ha saltato secco in due occasioni e da una di queste accelerazioni del napoletano è nato il gol di Godts. La colpa, però, non è tutta del ventenne nato a Winterthur. Forse è il meno colpevole, perché a un ventenne si può concedere un pizzico di emozione (o no?) e perché a trascinare la squadra dovevano essere altri ovvero i senatori, i più esperti.
NUMERI
—Romano ieri sera è rimasto in campo per 65 minuti, ha completato il 95% dei passaggi (35 su 37), ha toccato 46 palloni, ha effettuato un solo lancio lungo (riuscito), è arrivato due volte al tiro (una conclusione fuori e una ribattuta) e ha recuperato tre palloni. Quello che i numeri non dicono è la difficoltà che, da centrocampista centrale di una mediana a tre, ha avuto nel palleggio e nel chiudere gli spazi in un’Italia che nel primo tempo si è molto allungata. Il Belgio ha grande qualità nel far circolare la sfera e, con la nostra pressione non sempre (quasi mai...) coordinata, gli abbiamo permesso di uscire facilmente. Guardate il gol di Godts, ma anche le altre occasioni della prima frazione. Romano non frena l’ex fuoriclasse del Manchester City, ma neppure il resto degli azzurri è messo bene: siamo lunghi e rincorriamo, senza adeguate coperture preventive dopo aver perso il pallone. A inizio ripresa la musica è cambiata, perché la distanza tra i reparti si è ridotta e abbiamo iniziato a giocare come voleva Mancini. La difesa si è così alzata fino alla linea di metà campo e la Nazionale è stata più compatta e pericolosa. Il "soldato" Romano, dunque, non è il principale colpevole del ko.
VIDEO: Fischi all’Italia, Mancini guarda già avanti: "Quando arriveremo in cima all’Everest…"TITOLARE
—Romano è stato autore di un inizio di stagione importante nel Cagliari, con due presenze in Coppa Italia e soprattutto cinque presenze da titolare nelle prime cinque giornate di campionato. Ha segnato un gol alla prima, in casa del Parma, regalando i tre punti ai rossoblù. Nella formazione di Pisacane è un punto fermo e il presidente Giulini, che lo ha preso dalla Roma in prestito con obbligo di riscatto per una cifra complessiva di 6,5 milioni (bonus inclusi), è già sicuro di aver concluso un grande affare. Del resto, le big del calcio italiano lo stanno seguendo in ottica futura e una partita non positiva con l’Italia, se continuerà ad avere questo rendimento nel Cagliari, non scoraggerà le grandi d’Europa dal mandare i loro osservatori in Sardegna a guardarlo. E neppure Mancini smetterà di avere fiducia in lui. Il ct sa cosa vuol dire essere giovani e indossare la maglia della Nazionale. Ha accettato il rischio che Alessandro soffrisse all’esordio contro il Belgio, perché la ricostruzione del gruppo azzurro, con l’inserimento dei giovani, doveva pur cominciare. Ha parlato con Romano e con altri, ribadendo a tutti la sua fiducia e il suo appoggio. Certo ci sono stati degli errori, ma per il Mancio erano preventivabili dopo soli tre giorni di allenamenti a Coverciano. In questa pausa di settembre-ottobre restano altri tre incontri e Romano non sparirà dai radar. Anzi, è molto probabile che lo rivedremo titolare: più facilmente a Parigi contro la Francia o a Bologna contro la Turchia, ma Mancini ama stupire. E se gli desse fiducia subito (ovvero lunedì a Bursa) avendolo tolto mezz'ora prima della fine? Vedremo... Nel ruolo di regista le alternative sono Mandragora e Ricci, perché il ct vede Fagioli come mezzala e deve fare a meno degli infortunati Cristante e Locatelli. Romano, insomma, non è in discussione né per Mancini né, tantomeno, per il Cagliari. Va aspettato: sboccerà in azzurro come è successo in Sardegna, dove i compagni, anche ieri, gli hanno dimostrato via WhatsApp quanto tengono a lui.
Leggi anche Alle origini di Alessandro Romano, il play che giocava in portaIl gruppo Zenica, la tattica sbagliata, i cambi tardivi: i 5 errori di Mancini in Italia-Belgio© RIPRODUZIONE RISERVATA