Federer: "Sinner è il migliore, Alcaraz un genio e Zverev finalmente mi ha ascoltato"
La Gazzetta dello Sport

Federer: "Sinner è il migliore, Alcaraz un genio e Zverev finalmente mi ha ascoltato"

Domenica 27 settembre 2026
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Roger è l’organizzatore della Laver Cup, quest’anno a Londra: "C’è l’atmosfera di un piccolo Slam. Jodar e Tien mi hanno impressionato, qui possono crescere"

Roger è l’organizzatore della Laver Cup, quest’anno a Londra: "C’è l’atmosfera di un piccolo Slam. Jodar e Tien mi hanno impressionato, qui possono crescere"

Dalla nostra inviata  Federica Cocchi 27 settembre - 08:51 - LONDRA Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Quando entra in una stanza, la illumina. Come faceva in campo, trasformando ogni colpo in pennellate di eleganza, ogni match in opera d’arte. Roger Federer è a Londra in questi giorni, padrone di casa alla Laver Cup, la sua creatura insieme a Tony Godsick, manager di sempre. Qui, quattro anni fa aveva dato l’addio al tennis giocando un doppio storico con Rafa Nadal. E chissà che un giorno non possano esserci anche Carlos e Jannik ad animare lo show. Pochi giorni prima dell’inizio della manifestazione, di Sinner il Magnifico aveva detto alla tv: “Con le vittorie di quest’anno, Sinner ha dimostrato di essere il più forte in questo momento. Ora è infortunato, ma fino ad allora ha giocato benissimo”. Lo raggiungiamo per un incontro grazie a Mercedes Benz, di cui è global ambassador da diversi anni: “Beh… devo essere un buon pilota se continuano a tenermi — scherza —. Per me è sempre stato un onore rappresentare il marchio e sono felice che sostengano la Laver Cup”. 

Mercedes donerà 11.478 palline da tennis, una per ogni ace della sua carriera, attraverso la Neon Legacy. Cosa significa per lei? 

“Che mi fa ancora male la spalla... Scherzo, è importante impegnarsi attraverso il tennis. Viviamo in un mondo che ne ha bisogno perché a volte le distanze tra le persone sono troppo grandi. Lo sport e il tennis possono essere un grande strumento”. 

Quanti ricordi in questa Arena… Le è venuto un pizzico di malinconia per quel giorno di quattro anni fa? 

“Se me lo ricordate sempre tutti… Non è malinconia è felicità. Se chiudo gli occhi penso al doppio con Rafa, Ellie Goulding che cantava, io che a un certo punto tenevo Nadal per mano, anche se soltanto per un secondo. Sono momenti che non dimenticherò mai. Ma sono felice perché mi ha permesso di chiudere la carriera molto meglio di quanto avessi immaginato”. 

Cosa rende speciale la Laver Cup rispetto agli altri tornei?

“Nel tennis non abbiamo molti eventi a squadre. Qui Alcaraz può stare nella stessa squadra con Zverev, Jódar e Mensik e possono trascorrere una settimana con Yannick Noah. Dall’altra parte c’è Agassi. Sono due figure capaci di ispirare. Allo stesso tempo la vecchia generazione può capire come ragionano i giovani. Mi piace questo scambio”.

Tra i giovani qui in questo weekend chi la incuriosisce?

“Non avevo mai visto giocare dal vivo Jódar o Learner Tien e mi hanno impressionato molto. Magari passano un po’ sotto traccia per chi guarda soltanto Alcaraz, Sinner e Djokovic, e lo capisco. Ma sono molto forti e hanno il potenziale per lasciare il segno. Qui possono sperimentare un’atmosfera simile a quella di un torneo dello Slam, con i capitani, la pressione, i compagni che li osservano. Spero gli sia utile”. 

Alcaraz dice che qui viene volentieri perché fa il pieno di energia. 

“Guardarlo giocare è semplicemente un piacere. Quel ragazzo è un genio in campo, è incredibile per la quantità di colpi che riesce a creare. Il problema è che a volte ha persino troppe possibilità e può finire per perdersi un po’ dentro tutte quelle opzioni. Spero che a lui e tutti gli altri questi giorni a Londra diano la spinta per il resto della stagione”. 

E poi c’è Zverev, finalmente con due Slam. 

“Quest’anno ero nel Royal Box a Wimbledon e l’ho visto giocare contro Lehečka. Ho pensato che stesse giocando davvero molto bene. Da tempo gli dicevo che avrebbe dovuto colpire la palla più forte da fondo e finalmente lo sta facendo. È bellissimo averlo di nuovo qui, è stato uno dei più grandi sostenitori della Laver Cup fin dall’inizio”. 

Lei di Slam ne ha vinti 20: com’è stato entrare nella Hall of Fame? 

“Agassi dice che quando ho vinto il 19° ha pensato: “Ah, ce l’ha fatta...”. Effettivamente avevo il sospetto che avrei potuto essere ammesso (ride). Scherzi a parte, mi ha dato la possibilità di mostrare la mia gratitudine a tutti quelli che mi hanno sostenuto. Con la famiglia, i miei genitori, i miei idoli. Bellissimo”. 

Ma senta un po’, è vero che fa il tifo per Team Europa?

“Beh, io giocavo per quella squadra. Non ho scelta! E non mi vergogno di dire che sono totalmente per loro. La cosa divertente è che Rod Laver, invece, è completamente Team World. Mi fa sorridere: almeno le posizioni sono molto chiare”.

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