Donadoni: "Romano talento da aspettare. Non possono essere tutti salvatori della Patria"
L’ex ct azzurro difende il giovane centrocampista dopo l’esordio con l’Italia e invita tutto il movimento a puntare sui giovani: "Altrove i talenti li fanno giocare, ma li aspettano"
L’ex ct azzurro difende il giovane centrocampista dopo l’esordio con l’Italia e invita tutto il movimento a puntare sui giovani: "Altrove i talenti li fanno giocare, ma li aspettano"
Andrea Ramazzotti Giornalista 27 settembre - 09:50 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleRoberto Donadoni, lei lo scorso anno ha allenato Alessandro Romano allo Spezia. Cosa pensa di lui?
"È un ragazzo di ottima prospettiva, uno su cui puntare perché ha la testa sulle spalle e indubbie qualità".
Perché all’esordio in azzurro ha deluso?
"In pochi mesi è passato dalla B alla Nazionale, realtà neppure paragonabili. Ai giovani va dato il tempo di metabolizzare il cambio di livello. Cosa ci aspettavamo da un ventenne?".
Quindi Mancini non ha sbagliato a schierarlo titolare contro il Belgio?
"Secondo me no perché Romano è serio, disponibile, ha voglia di allenarsi e di dimostrare il suo valore. La base di partenza è ottima e su uno così bisogna costruire. Poi se si pensa che possa essere il salvatore della patria o che i giovani crescano di colpo, si commettono gli stessi errori del passato. Altrove i talenti li fanno giocare, ma li aspettano. E non parlo solo dell’allenatore, ma di tutto il movimento che circonda nazionale. Tutti, anche i club, i tifosi e l’opinione pubblica, devono contribuire. Bisogna dare il tempo di crescere ai nostri giovani".
I club cosa possono fare?
"Avere coraggio di investire su chi esce dal loro vivaio. Fino all’Under 21 abbiamo ragazzi di talento e non capisco perché dopo si debbano perdere. Come succede altrove, vanno fatti maturare in campo. Se questo non accade, non ci lamentiamo dei risultati deludenti che si ottengono con la nazionale o nelle coppe europee".
Mancini ha iniziato chiamando 9 volti nuovi e tanti giovani. Giusto così?
"E ora ha tutto il diritto di disporre del tempo per programmare. Purtroppo i risultati in Nations League servono per il futuro, ma uno non si può inventare tutto senza lavorare. Adesso è il momento di andare avanti tutti uniti sulla strada scelta. I discorsi relativi al passato non aiutano. Tiriamo una linea e guardare a quello che dobbiamo fare oggi, ragioniamo per il bene dell’Italia e riportiamola in alto, dove merita di stare".
Qual è il reparto dove siamo messi meglio?
"Gli attaccanti ci sono e rispetto al passato non era scontato, ma non dobbiamo fare l'errore di ragionare per reparti: conta la squadra e dobbiamo essere squadra perché poi emergeno le individualità".
La Turchia senza Calhanoglu e Yildiz fa meno paura?
"Se ti mancano giocatori di un certo tipo un vantaggio l'avversario lo può avere, ma attenzione perché quando manca qualcuno di importante, gli altri danno tutti di più. La storia è piena di casi analoghi: mi ricordo che noi ad Atene contro il Barcellona non avevamo Baresi e Costacurta, ma chi andò in campo non fece sentire la loro assenza. Vincemmo 4-0 e quella è stata una notte indimenticabile".
Turchia-Italia sarà anche il confronto tra ex compagni di squadra alla Sampdoria, nonché tecnici italiani affermati nel panorama internazionale.
"Sono due tecnici preparati e il fatto che siano entrambi italiani significa che la nostra scuola è importante. La Turchia al Mondiale non è andata bene, ma ha riconfermato Montella perché ha mostrato di avere delle qualità e perché la federazione ha un programma importante che lo ha messo al centro. Giusto così".
Mancini invece è tornato sulla panchina azzurra dopo l'addio del 2023 e ha iniziato con una sconfitta. I suoi critici gli renderanno la vita ancora più difficile adesso...
"La scelta di Mancini ct è stata fatta da chi doveva decidere e ora deve essere sposata in toto. Bisogna andare avanti convinti su questa strada".
L'incubo dell'eliminazione dal Mondiale subita a Zenica non è ancora svanita. Quando se ne andrà dalle menti degli azzurri presenti quella notte in Bosnia?
"Gli errori e le delusioni devono rafforzarti e non indebolirti. Un professionista deve essere bravo a gestire anche i momenti difficili e a reagire. I giocatori che vengono scelti per indossare la maglia della Nazionale sono bravi e la meritano. Mi aspetto che chi era a Zenica quella notte dimentichi ciò che è accaduto e che anzi sfrutti quella delusione per centrare la qualificazione al prossimo Mondiale".
VIDEO: Fischi all’Italia, Mancini guarda già avanti: "Quando arriveremo in cima all’Everest…" Leggi anche Nations League, la Spagna batte 3-2 l'Inghilterra a Wembley. A segno Modric e Pasalic nella Croazia© RIPRODUZIONE RISERVATA