La fase di middle stage nei tornei. Analisi, rischi e consigli
E' uno dei periodi più delicati di un torneo di poker. La fase iniziale, che vi avevamo presentato, è terminata e ora si va verso lo scoppio della bolla. Qui entra in gioco il fattore stack. Da corti si deve prestare la massima attenzione: non si pushano tutte le coppie. Da deep invece si può variare a piacimento
LA GUIDA
La fase di middle stage nei tornei. Analisi, rischi e consigli
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E' uno dei periodi più delicati di un torneo di poker. La fase iniziale, che vi avevamo presentato, è terminata e ora si va verso lo scoppio della bolla. Qui entra in gioco il fattore stack. Da corti si deve prestare la massima attenzione: non si pushano tutte le coppie. Da deep invece si può variare a piacimento
Giorgio Sigon
27 settembreAbbiamo spesso paragonato un torneo di poker a una maratona: specialmente negli appuntamenti "top" che durano anche 5 giorni, conoscere le varie "fasi" è fondamentale. Il middle stage è forse il momento più complicato dei tornei: i nostri consigli per giocarlo al meglio
LA VENA ARTISTICA VIENE FUORI ORA
—Dopo aver parlato di early stage, tocca analizzare la fase successiva: un lungo periodo nel quale tanti giocatori possono diventare creativi. E' un momento fondamentale anche in previsione degli ultimi tavoli perché aggressività e passività diventano sempre più evidenti ed è anche qui che si devono raccogliere informazioni. Il tutto però è spesso rapportato allo stack che ci troviamo davanti in middle stage ma anche qui c'è una parte molto interessante. Gli alti e bassi sono all'ordine del giorno. Non è che chi è corto esca e chi ha tante chips debba essere sempre deep. Anche per questo lo studio degli avversari è importante. In early stege ci si prendevano rischi 'calcolati', qui non c'è domani perché non ci si può più re-iscrivere e magari manca ancora un po' allo scoppio della bolla. Le strutture dei tornei di oggi sono estremamente giocabili e la fase mid-stage permette tanta manovrabilità anche a chi è solo "in media" o poco sotto. I bui salgono e bisogna sempre avere in mente quanto perderemmo se non giocassimo per 30 o 60 minuti. Attenzione massima allo stack. Dato che la giocabilità è massima, i colpi tendono ad essere più "ricamati". Non siamo ancora in modalità push or fold e quindi si può "lavorare" su tre strade con anche una certa vena artistica, come può essere un bel hero call.
FASE MIDDLE STAGE DEI TORNEI: I CONSIGLI
—Sono tanti i fattori da prendere in considerazione. Anzitutto il nostro stack. Paradossalmente i rischi maggiori si hanno quando abbiamo tante chips oppure se siamo in average, o poco sopra e abbiamo un po' di pari stack al nostro tavolo. Da short quel che potete immaginare, a livello strategico, è quasi pari alla realtà. Non cercate con veemenza un raddoppio. Forzare ad esempio un push con 44 da UTG+1 con coppia piccola (e 12/14 bui) è un errore. Avete ancora margine per trovare spot migliori. Come detto, attenzione ai pari stack. Un errore può compromettere tutto e lo sanno anche loro. Per questo le informazioni acquisite a questo punto del torneo sono importanti. Ricordate: si possono foldare mani speculative senza perdere troppa equity: non innamoratevi dei board. In mid-stage avete come obiettivo quello di sopravvivere facendo chips. Qui la pressione "monetaria" è relativa: l'unica fase delicata, e di stallo, è la bolla. Una volta scoppiata è Far West puro con gli short che iniziano a spingere per tentare il raddoppio. Non è raro che in queste fasi "di medio gioco" alcuni cambino atteggiamento: molti giocatori diventato troppo tight, altri troppo "allegri" a cominciare dai big stack. I vantaggi dei chipleader del tavolo sono facili da intuire: un colpo contro un corto non sposta più di tanto. Si può attaccare tanto in posizione allargando range di raise e di 3bet ma il rovescio della medaglia è il non saper gestire board e situazioni. Chiamare una 3bet "solo perché ho chips" è un classico errore. Sono tante le storie di chipleader che pian piano sono diventati short a furia di voler essere aggressivi o sceriffi. Con stack profondi va bene considerare implied odds e gioco post-flop. Al contrario se siamo sotto average evitiamo colpi che presuppongano il flop. Adattarsi per sopravvivere è la regola
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