Ferrari, che succede? Niente podi, motore flop e Vasseur nervoso per Horner che "cerca lavoro ovunque"
La Gazzetta dello Sport

Ferrari, che succede? Niente podi, motore flop e Vasseur nervoso per Horner che "cerca lavoro ovunque"

Domenica 27 settembre 2026
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A Baku si è chiuso un altro weekend amaro per la Rossa, che deve fare i conti anche con le voci sull'ex Red Bull. "Non stiamo lavorando con grande serenità", ha ammesso il team principal francese

A Baku si è chiuso un altro weekend amaro per la Rossa, che deve fare i conti anche con le voci sull'ex Red Bull. "Non stiamo lavorando con grande serenità", ha ammesso il team principal francese

Dalla nostra inviata  Giulia Toninelli 27 settembre (modifica alle 12:24) - BAKU Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Da quella Monza vestita da Caporetto la Ferrari sembra non essersi più rialzata. L’attesissimo Gran Premio di casa di inizio settembre, con il nuovo motore dotato di aggiornamenti Aduo 2 preannunciato come possibile salvatore di una stagione fino a quel punto considerata positiva, si è velocemente trasformato in un punto di svolta inatteso. Dal GP di Spa dello scorso luglio la Ferrari non è più salita sul podio e dopo Baku, dove la rossa si è fermata al quarto posto con Charles Leclerc e al sesto con Lewis Hamilton, il trend pare essere consolidato: la McLaren, ieri uscita dal weekend azero con zero punti al termine di una gara disastrosa e sfortunata, può comunque vantare due successi (quasi tre, considerando Norris a Madrid) nelle ultime cinque gare e anche la Red Bull, in grande difficoltà al via del campionato, ha iniziato a trovare solidità con cinque podi nelle ultime sei gare. Non serve invece citare nemmeno la Mercedes, che vola in solitaria al comando di una stagione da dominatrice e che non guarda più alla Ferrari come a un’avversaria spaventosa per il Campionato, con un distacco che ieri si è ulteriormente allungato fino a raggiungere i 160 punti nonostante la situazione di svantaggio di Antonelli, chiamato a un’altra rimonta dalla sedicesima posizione e riuscito comunque a infilarsi, nel finale della gara, al quinto posto tra le due Ferrari.

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il tema power unit

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Un quadro sportivo che preoccupa Maranello: il progetto della power unit di quest’anno è risultato fallimentare, non solo nel confronto con Mercedes ma anche in quello con Red Bull, diventata motorista a partire da questa stagione, e recuperare terreno al via di un nuovo ciclo regolamentare sul piano della power unit è estremamente complesso. Il motore però non è l’unico elemento a rendere agitate le acque del Cavallino, e come ormai da tradizione quando più elementi iniziano a non funzionare, le voci su cambi al vertice del team si fanno più insistenti. Primo attore di una situazione complessa è Lewis Hamilton, che dal Gran Premio d’Olanda dello scorso agosto ha iniziato a parlare con insistenza di cambiamenti necessari e di regole d’ingaggio tra piloti, chiedendo pubblicamente più chiarezza alla squadra. Un Hamilton irrequieto che ieri a Baku, al termine di una gara anonima iniziata e chiusa al sesto posto, ha risposto a monosillabi alle domande dei giornalisti di Sky Sport Uk, limitandosi a un generico “sì” in risposta a una domanda sulla fiducia ancora riposta nei confronti del team principal Vasseur. Per il britannico quella sarebbe stata l’occasione per mettere a tacere in modo convincente anche dal suo punto di vista di pilota e sette volte iridato i rumors riguardanti la situazione precaria del francese, al centro di molte indiscrezioni durante il fine settimana. 

le voci

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È stato infatti il capitolo Christian Horner ad aprire una nuova fase della già complessa situazione della rossa: l’ex team principal della Red Bull ha infatti rilasciato una lunga intervista al Times che nel giro di poche ore è diventata unico argomento di conversazione nel paddock di Baku: “C’è solo un team di Formula 1 nel quale accetterei di andare senza una quota azionaria – ha dichiarato il britannico -, la Ferrari è il marchio più importante del nostro sport, è un sogno. E possiamo dire che sia il gigante addormentato della F1”. Una chiara dichiarazione d’intenti a cui l’ex team principal ha aggiunto un elemento chiave: “Sento di avere un altro ballo da ballare. E Toto Wolff ha bisogno di qualcuno che gli possa scompigliare i capelli”. Horner al momento per la Ferrari è solo un’idea, una possibilità che apre a strade percorribili dalla presidenza di Maranello, in questo momento di grande attenzione e studio delle dinamiche di cambiamento in atto all’interno del team. Per il presidente Elkann è diventata anche una questione personale, considerando che nell’ormai lontano 2022 era stato proprio lui a promettere ai tifosi che la Ferrari in F1 sarebbe tornata al successo “entro il 2026”. Una data che ai tifosi, allora, sembrava lontanissima, ma che oggi nel presente rappresenta un sogno ormai impossibile: la stagione è compromessa e sperare in una rimonta sulla Mercedes non è nei pensieri del team, che dovrà piuttosto difendersi sul finale del campionato dagli attacchi della McLaren. Ma la posizione di Vasseur è quindi davvero a rischio? Il team principal francese ha firmato lo scorso anno un rinnovo pluriennale e romperlo dopo appena una stagione costringerebbe la squadra non solo a concordare un’importante buonuscita ma anche a ricominciare, ancora una volta, la riorganizzazione del team partendo dalle basi, in un processo che richiederebbe due o tre anni di allineamento e ristrutturazione. Intanto il francese allontana le voci, seppur sottolineando come questi continui rumors non aiutino la squadra a trovare un proprio equilibrio in un momento già di per sé complesso: “Il signor Horner sta cercando lavoro - ha ammesso il team principal -, lo sanno tutti, ovunque. Ma cosa posso fare io? Cerco di dare il massimo per spronare la mia squadra, per motivarla. Ma ad ogni intervista torniamo su questo argomento e non è semplice. Non stiamo lavorando con grande serenità, sia io che tutti i membri del team”. 

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e adesso?

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L’obiettivo, ripete Vasseur, è provare a mantenere un clima disteso all’interno del team senza dare voce a indiscrezioni che già lo scorso anno avevano occupato gran parte della stagione della Ferrari. Per riuscirci però servirebbero i risultati e una coesione della squadra, piloti compresi, che sembra essere più lontana che mai: da Leclerc che in TV ammette di aver usato il motore con la specifica Aduo 2 dopo un intero fine settimana di (incomprensibili) segreti intorno alla scelta della power unit da portare in pista, a Hamilton che sussurra monosillabi nelle interviste post gara, spesso contraddicendo le parole del compagno di squadra e dello stesso team principal. Onde continue che arrivano in ogni direzione, in un mare improvvisamente agitato a Maranello che dovrà in fretta cercare la propria pace.

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