Dormire per correre: perché il sonno è decisivo per la prestazione
Il sonno decide il recupero muscolare, il cuore e le difese di chi corre. Tuttavia una notte insonne prima della gara conta meno di quanto pensi...
Il sonno decide il recupero muscolare, il cuore e le difese di chi corre. Tuttavia una notte insonne prima della gara conta meno di quanto pensi...
Laerte Salvini 27 settembre - 14:34 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleBasta una notte in bianco, una sola, per far crollare del 24% il testosterone di un corpo sano e far salire il cortisolo di un quinto: lo hanno misurato i ricercatori, e da lì in poi la scienza può anche fare un passo indietro, perché quel numero dice già tutto quello che serve sapere. Chi corre lo intuisce anche senza laboratorio: la mattina dopo una notte storta le gambe sono più pesanti, il fiato arriva prima, la testa è altrove. Il sonno non è la pausa tra un allenamento e l'altro. È il turno di notte in cui il corpo fa il lavoro più importante di tutti.
Il cantiere che si apre quando chiudi gli occhi
—Mentre si dorme, in particolare nelle ore più profonde della notte, dentro il corpo umano si apre un cantiere. Le fibre muscolari sfilacciate dall'allenamento vengono rammendate, gli ormoni della crescita escono a fare il loro giro, i tessuti si ricostruiscono più forti di prima. È un lavoro che avviene soprattutto nella prima parte della notte, quella che si sacrifica più facilmente quando si va a letto tardi o si dorme a scatti. Tagliare quelle ore porta effetti che superano la semplice stanchezza della mattinata successiva. Significa consegnare al corpo un cantiere a metà, con gli operai mandati a casa prima del tempo.
i segnali nascosti
—Gli effetti di un sonno scarso non restano chiusi nei muscoli. Il cuore di chi dorme male perde quella naturale elasticità nel battito che gli allenatori chiamano HRV, un segnale silenzioso di quanto il corpo sia davvero pronto a incassare il prossimo carico di lavoro. E le difese immunitarie, messe sotto pressione dagli allenamenti, trovano meno riserve per proteggere l’organismo: non è un caso che tanti atleti si ammalino proprio nei giorni attorno a una gara importante, quando il sonno è il primo sacrificato all'ansia e agli ultimi allenamenti. Il corpo, in silenzio, sta pagando un conto che si presenta più avanti, magari proprio quando serve essere al meglio.
Il mito della notte prima della gara
—E se la notte prima della gara è da incubo? Qui arriva la buona notizia. Chi si allena da mesi con regolarità, e dorme bene la maggior parte delle notti, ha già costruito una riserva solida che una singola nottata di ansia da vigilia difficilmente riesce a intaccare. I dati raccolti sul campo, tra l'altro, raccontano che gli atleti tendono ad addormentarsi prima e a dormire di più proprio la notte prima di una competizione: è la notte dopo, semmai, quella che si complica. Quindi va bene arrabbiarsi se il sonno non arriva alla vigilia del giorno più atteso, ma non è quello il momento che deciderà la gara.
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Cosa fare quando il sonno ti tradisce
—La reazione istintiva, dopo una notte indigesta, è cancellare la seduta e restare fermi. Sbagliato. Un allenamento leggero, anche breve, aiuta il corpo a ritrovare il ritmo e prepara un sonno migliore la notte successiva: meglio venti minuti di corsa blanda che uno stop totale, riservando le sedute pesanti ai giorni in cui il riposo è stato regolare. Allenamento, alimentazione e recupero restano i tre pilastri di ogni tabella che si rispetti. Ma è di notte, mentre tutto tace, che quei pilastri diventano davvero progresso. Stanotte, prima di spegnere la luce: il tuo corpo ha lavorato tutto il giorno per te, gli stai dando il tempo che si merita per ricambiare il favore?
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