Mancini e la scelta alla Klopp: perché ha lasciato Barella e altri nove azzurri a Coverciano
Il gruppo si ricompatterà martedì mattina, in vista dei prossimi impegni ravvicinati contro Francia e ancora Turchia, prima a Parigi e poi a Bologna
Il gruppo si ricompatterà martedì mattina, in vista dei prossimi impegni ravvicinati contro Francia e ancora Turchia, prima a Parigi e poi a Bologna
Guglielmo Buccheri Giornalista 27 settembre - 16:05 - ROMA English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleUna piccola “rivoluzione “, un programma “alla Klopp”. Quella che atterra a Bursa, Turchia, per la sfida contro i ragazzi di Montella - seconda gara nel girone di Nations League - ha l’immagine di una Nazionale “dimezzata”. Il motivo? Gestire al meglio la preparazione in vista dei prossimi impegni ravvicinati di Parigi (venerdì) e di Bologna, lunedì 5 ottobre ancora contro la Turchia ed evitare, così, una faticosa trasferta a tutti. A prendere la strada per Coverciano sono i “senatori” Barella e Gianluca Mancini, l’ex rossonero Samuele Ricci, il cagliaritano Daniel Maldini e i giovani Diego Coppola, Honest Ahanor, Mohamed Zoma, Samuele Inacio, Eddy Kouadio e Massimo Pessina: il gruppo si ricompatterà martedì mattina.
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—Un programma (quasi) alla Klopp perché alla luce del calendario internazionale cambiato - in questo fine settembre le nazionali giocano ben quattro gare in dieci giorni, poco più, poco meno - il commissario tecnico al debutto sulla panchina della Germania ha dato vita a convocazioni extra-large - 44 giocatori - divisi, però, in due gruppi da ventidue con la prospettiva di far disputare due partite a testa ai suoi ragazzi. Roberto Mancini ha modificato la sua programmazione in corso d’opera: la decisione della virata a poche ore dal via alla trasferta turca. A Coverciano, come detto, resteranno anche Barella e Gianluca Mancini per ritrovare energie e adrenalina in attesa della scivolosa sfida contro la Francia di Zidane in agenda venerdì a Parigi. Il ct azzurro dai più esperti del gruppo si aspettava e si aspetta un atteggiamento e un rendimento diverso: per chi è rimane in Italia non si tratta di una bocciatura, ma dividere i convocati è un’esigenza dettata dai troppi, ravvicinati impegni.
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