Portiere, eremita, artista: la vita fuori dalla gabbia di Alfie Whiteman
La Gazzetta dello Sport

Portiere, eremita, artista: la vita fuori dalla gabbia di Alfie Whiteman

Domenica 27 settembre 2026
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Gli inizi al Tottenham, poi la scoperta di un mondo che va ben oltre il calcio: dalla fotografia alla moda, e poi ancora una carriera da deejay e videomaker. Perché nulla ha mai potuto rinchiudere l'estro di Alfie

A pensarci bene ci sono posti più brutti da immaginarsi rispetto a una gabbia. Dentro ti vengono garantite vivibilità e una sufficiente dose di soddisfazione: hai vitto, alloggio, una routine, sostentamento, cose da fare, cose che la gente si aspettano che tu faccia. Sembra quasi tutto perfetto se non fosse che a un certo punto da una gabbia vuoi uscire: se è fisica ci sbatti la testa, se è sociale la testa puoi rimettercela fino a trovarti a non sapere chi sei. Il protagonista di questa storia ha incontrato le sbarre prestissimo. Alfie Whiteman ha fatto di mestiere il calciatore perché ha iniziato a farlo da piccolo e a furia di riuscirci gli è sembrata la cosa più bella del mondo. Gli avevano venduto un sogno che a un certo punto ha iniziato a stargli stretto, e fortunatamente qualcuno gli aveva messo in tasca un grimaldello per evadere.

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