Auto elettriche, l’Europa accelera sulle colonnine ma è lontana dagli obiettivi
La Gazzetta dello Sport

Auto elettriche, l’Europa accelera sulle colonnine ma è lontana dagli obiettivi

Domenica 27 settembre 2026
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Le infrastrutture di ricarica crescono a doppia cifra, ma la diffusione resta disomogenea. E sul fronte dei costi, il vantaggio relativo delle elettriche è merito del caro carburanti

Le infrastrutture di ricarica crescono a doppia cifra, ma la diffusione resta disomogenea. E sul fronte dei costi, il vantaggio relativo delle elettriche è merito del caro carburanti

Giuseppe Biondo 27 settembre - 19:53 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Un'elettrica in ricarica

Miglioramenti a due cifre percentuali, comunque insufficienti a risolvere le criticità di fondo. Le rilevazioni sul secondo trimestre 2026 pubblicate dall'associazione europea che rappresenta i principali costruttori di automobili, l’Acea, sulla transizione elettrica in Europa restituiscono la fotografia di un contesto infrastrutturale che nel confronto anno su anno evolve, ma resta ancora molto distante da alcuni degli obiettivi fissati per il 2030.

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OBIETTIVI LONTANI

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Dal report commissionato da Acea a Transport & Mobility Leuven (Tml) emerge che a crescere a un ritmo ragguardevole è ad esempio la capacità complessiva dei punti di ricarica pubblici: a giugno 2026 aveva raggiunto i 41,6 gigawatt, in aumento del 29% sullo stesso periodo dell'anno precedente. Percentuale di crescita simile per il numero di stazioni di ricarica pubbliche: a maggio sono state 195.082, con una crescita su base annua del 21%. Malgrado un aumento tutto sommato soddisfacente delle stazioni, il complessivo rimane lontano dagli obiettivi: nell’Unione ci sono circa 1,2 milioni di punti di ricarica, praticamente un terzo di quello che è l’obiettivo europeo fissato dalla Commissione per il 2030, cioè 3,5 milioni. Aumentando il livello di dettaglio dell’analisi, emerge una distribuzione davvero poco omogenea in termini di diffusione delle infrastrutture di ricarica. Il divario tra le tradizionali stazioni di rifornimento e le stazioni di ricarica per auto elettriche varia in modo considerevole, e tra i Paesi in cui il divario è maggiore figura anche l’Italia, insieme a Repubblica Ceca, Polonia, Spagna, Grecia e Bulgaria. Insomma: il ritratto che vien fuori è quello di un Continente complessivamente in affanno rispetto agli obiettivi che si era posto, con alcuni Paesi in cui le infrastrutture dovrebbero crescere a un ritmo maggiore che in altri.

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IL PROBLEMA DEI COSTI

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La competitività delle auto elettriche sul fronte dei costi è migliorata rispetto a un anno fa anche per chi utilizza esclusivamente la ricarica rapida pubblica, ma non perché ricaricare costi meno. Il merito infatti non è del prezzo al chilowattora, ma del fatto che, banalmente, il costo della benzina su base annua è cresciuto del 17%. Per chi non ha un box o un garage con colonnina e deve contare sugli stalli pubblici, insomma, l’elettrico è diventato relativamente più competitivo rispetto a un anno fa soprattutto perché l’alternativa a benzina è diventata più costosa. Tml evidenzia come in tutti i Paesi Ue analizzati la ricarica pubblica sia più costosa di quella domestica, con le colonnine rapide che sono particolarmente care: "I consumatori - si legge nel rapporto - che non hanno accesso alla ricarica privata continuano quindi a trovarsi in una condizione di significativo svantaggio economico".

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