Sprofondo rosso: i piloti nervosi e il flop motore. Non c'è pace per la Ferrari
La Gazzetta dello Sport

Sprofondo rosso: i piloti nervosi e il flop motore. Non c'è pace per la Ferrari

Lunedì 28 settembre 2026
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Nessun podio da luglio, cresce il malumore mentre le parole di Horner alimentano i dubbi sul futuro del team principal. E Elkann aveva promesso il mondiale nel 2026

Nessun podio da luglio, cresce il malumore mentre le parole di Horner alimentano i dubbi sul futuro del team principal. E Elkann aveva promesso il mondiale nel 2026

dall'inviata  Giulia Toninelli 28 settembre (modifica alle 08:41) - BAKU (AZERBAIGIAN) Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

No, non è Christian Horner il problema della Ferrari. Ma la ripetitività di una storia che continua ad agitare le acque intorno a Maranello e che da inizio settembre, e da quella Monza vestita da Caporetto, sembra peggiorare di fine settimana in fine settimana. L’attesissimo Gran Premio di casa, con il nuovo motore dotato di aggiornamenti Aduo2 preannunciato come possibile salvatore di una stagione fino a quel punto considerata positiva, non ha dato i risultati sperati e la lista dei Gran Premi senza podio, per una vettura che voleva puntare al titolo, si stanno allungando pericolosamente: dal GP di Spa di luglio la Ferrari non è più salita sul podio e dopo Baku, dove la squadra si è fermata al quarto posto con Charles Leclerc e al sesto con Lewis Hamilton, il trend pare essersi consolidato.

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la situazione

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Emergono gli altri, da una McLaren terza nel Mondiale Costruttori a caccia della rossa seppure alle prese con un weekend disastroso in Azerbaigian chiuso a zero punti, e una Red Bull che ritrova solidità con cinque podi nelle ultime sei gare. Non serve invece citare la Mercedes, che vola in solitaria al comando di una stagione da dominatrice e che non guarda più alla Ferrari come a un’avversaria pericolosa per il titolo, con un distacco che si è ulteriormente allungato fino a raggiungere i 160 punti nonostante la situazione di svantaggio di Antonelli, chiamato a un’altra rimonta dalla sedicesima posizione e riuscito comunque a infilarsi, nel finale della gara, al quinto posto tra le due Ferrari. Un quadro che preoccupa Maranello: il progetto della power unit di quest’anno è risultato fallimentare e recuperare terreno al via di un nuovo ciclo regolamentare sul piano della power unit è estremamente complesso.

le voci

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Il motore però non è l’unico elemento a rendere agitate le acque del Cavallino, e come ormai da tradizione quando più elementi iniziano a non funzionare, le voci su cambi al vertice del team si fanno più insistenti. Primo attore di una situazione complessa è Lewis Hamilton, che da tempo ha iniziato a parlare con insistenza di cambiamenti necessari e di regole d’ingaggio tra piloti, chiedendo pubblicamente più chiarezza alla squadra. Un Hamilton irrequieto anche a Baku, dove al termine di una gara anonima ha risposto a monosillabi alle domande dei giornalisti, anche in merito allo scottante tema Horner-Vasseur. 

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il candidato

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È stato infatti il capitolo Horner ad aprire una nuova fase della già complessa situazione della rossa: l’ex team principal della Red Bull ha rilasciato un’intervista al Times che nel giro di poche ore è diventata unico argomento di conversazione nel paddock di Baku: "C’è solo un team di Formula 1 nel quale accetterei di andare senza una quota azionaria – ha dichiarato il britannico — la Ferrari è il marchio più importante del nostro sport, è un sogno". Horner si candida ma al momento per la Ferrari è solo un’idea, una possibilità che apre a strade percorribili in futuro dalla presidenza di Maranello. Per il presidente Elkann è diventata anche una questione personale, considerando che nell’ormai lontano 2022 era stato proprio lui a promettere ai tifosi che la Ferrari in F.1 sarebbe tornata al successo "entro il 2026". Una data che ai tifosi, allora, sembrava lontanissima, ma che oggi rappresenta un sogno ancora impossibile a quasi 20 anni dall’ultimo titolo: la stagione è verso il termine e sperare in una rimonta sulla Mercedes non è nei pensieri del team, che dovrà piuttosto difendersi sul finale del campionato dagli attacchi degli avversari. Intanto Vasseur, che lo scorso anno ha firmato un rinnovo pluriennale, si difende: "Così non siamo in equilibrio. Horner sta cercando lavoro, lo sanno tutti. Ma cosa ci posso fare?". L’obiettivo è provare a lavorare per salvare un campionato ormai compromesso, ma un eventuale secondo posto potrebbe non bastare. Bisognerà navigare tra onde che arrivano da ogni direzione, in un mare che a Maranello è tornato in tempesta.

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