Figc, ora è caos sul commissariamento: Ceferin e Cio con Malagò, il Coni ribatte e la politica...
Il caso del tesseramento divide il mondo dello sport: il presidente Uefa difende l’autonomia della Figc, Buonfiglio replica e Abodi esclude ingerenze. Sullo sfondo, anche il futuro di Euro 2032
Il caso del tesseramento divide il mondo dello sport: il presidente Uefa difende l’autonomia della Figc, Buonfiglio replica e Abodi esclude ingerenze. Sullo sfondo, anche il futuro di Euro 2032
dal nostro inviato Guglielmo Buccheri 28 settembre - 11:43 - BURSA (TURCHIA) Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleLo stadio a forma di coccodrillo guarda al futuro e ci mette allo specchio: a Bursa il pallone va di corsa perché di corsa vuole andare la Turchia ora che c’è da mettere i brividi alla nostra Nazionale. Calcio, ma non solo: è la politica il convitato di pietra nella quarta città più grande del paese. Il motivo? Giocano i ragazzi di Roberto Mancini e Vincenzo Montella, ma giocano anche le riflessioni alla Gazzetta del presidente Uefa Aleksander Ceferin: se la nostra Federazione finisse sotto tutela - commissariata - in bilico, molto in bilico finirebbe la parte organizzativa dell’Europeo in agenda nel 2032 consegnata all’Italia, a metà proprio con chi ci ospita questa sera nella seconda tappa della Nations League.
VIDEO: Figc, Malagò: "Io sotto attacco per procedura di cui sono vittima"LA QUESTIONE
—Il punto di partenza è noto, a dir poco: Giovanni Malagò, che è salito al vertice della Figc il 22 giugno con il 68,58% dei voti, poteva farlo da non “tesserato”? Il punto di arrivo non è ancora conosciuto perché per chiudere il cerchio in un senso (commissariamento) o nell’altro verrà chiamata in causa la Giunta Coni, il governo dello sport tricolore subito dopo le partite della Nazionale. Sulla scena, intanto, ecco materializzarsi profili nuovi, figure istituzionali di altissimo livello e grado. L’intervento di Ceferin sulla Gazzetta è stato chiaro: "Malagò è un dirigente serio, sull’ipotesi del commissario noi e la Fifa siamo per l’autonomia delle Federazioni...". E ancora: "Senza entrare in interpretazioni giuridiche, vorrei ricordare che non è la prima volta che si solleva la questione delle ingerenze esterne nell’attività della Federcalcio". Ceferin rompe il silenzio e mette i puntini sulla questione che si trascina da un bel po’: non c’è bisogno di affondare il colpo per capire come l’Uefa non si ritirerebbe sull’Aventino nel caso in cui il duello sul tesseramento si chiudesse con la rottura, definitiva, delle relazioni Figc-Coni e a rimetterci sarebbe il nostro Europeo. E uno sguardo preoccupato alle curve di casa nostra lo dà il Cio, il Comitato Olimpico Internazionale, di cui Malagò è membro e dove fanno fatica a comprendere i motivi di una diatriba su un nome che, in giro per il mondo, gode di grande credibilità per il “peso” del passato e della sua storia sportiva.
Le posizioni
—Al Foro Italico leggono Ceferin e rispondono. "Condivido in pieno - così il numero uno Luciano Buonfiglio - le parole del presidente Ceferin quando afferma di augurarsi che gli organi competenti prendano al più presto una decisione conforme alle regole dell’ordinamento sportivo. Esattamente quello che ha sempre fatto il Coni nei suoi 112 anni di storia e che continuerà a fare (...) lo stesso Coni - continua Buonfiglio - agisce nel suo perimetro respingendo interferenze e pressioni di alcun genere come sancito dalla Carta Olimpica (...) Il presidente Ceferin lo ha già apprezzato nel 2017, a quattro anni dall’organizzazione di un Europeo in Italia, quando il Coni presieduto da Malagò intervenne con un provvedimento straordinario sulla Figc". Un riferimento temporale, quello del 2017, che ha fatto sobbalzare la Federazione: il commissariamento dell’epoca partì il primo febbraio, fanno notare in Figc. Sì, ma la crisi fu aperta dalle dimissioni di Carlo Tavecchio dopo lo spareggio mondiale perso con la Svezia e dopo che lo stesso Malagò invitò l’allora presidente federale a farsi da parte.
POLITICA
—Uno a uno? Forse. La politica rimane il convitato di pietra: sarebbero i palazzi al di fuori di via Allegri o del Foro Italico a spingere per una soluzione non senza conseguenze. Politica strattonata, dunque. E politica, con la “p” maiuscola, in contropiede. "Il presidente Ceferin è stato purtroppo male informato e la ragione non è nobile - sottolinea il ministro per i Giovani e lo Sport Andrea Abodi -. Non c’è e non ci può essere ingerenza della politica perché, ribadisco ancora una volta, il tema è sportivo e se ne sta occupando il Coni. Ci sono regole e norme da rispettare e c’è chi le deve fare rispettare se ritiene che non siano state seguite (...) Un principio che deve valere per tutti e sempre. Chi fa il tifo per una parte o per l’altra è fuori strada, non si sta giocando una partita e non si può declassare la questione. Euro 2032 a rischio? Stiamo rispettando programmi e scadenze concordate con l’Uefa, lavorando in stretta sinergia con Figc, comuni e club, insieme al Commissario di Governo Sessa e al Mef, quindi, non vedo perché debba esserlo...". L’elezione di Malagò è in discussione, l’Uefa si mette alla finestra non senza lanciare messaggi, il Cio si dice sorpreso, al Foro Italico si fa la conta dei voti pro e contro il commissariamento, il ministro Abodi mette le procedure al centro di tutto: a Bursa, questa sera, si va sotto i riflettori e il rompicapo appena elencato non fa altro che dare a ogni 90’ dell’Italia di Mancini il senso di un bivio da dentro o fuori ben al di là degli aspetti di campo.
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