La crescita del golf femminile, è boom: in un anno +30% di giocatrici
È un fenomeno che si registra in tutto il mondo. In Italia le donne sono il 25% del totale dei giocatori. L'esempio di campionesse come Nelly Korda o Charley Hull
È un fenomeno che si registra in tutto il mondo. In Italia le donne sono il 25% del totale dei giocatori. L'esempio di campionesse come Nelly Korda o Charley Hull
Silvia Audisio 28 settembre - 14:59 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Alessandra Fanali durante l'Open al Golf Club Milano a MonzaIl Buccellati Ladies Italian Open giocato lo scorso fine settimana a Monza è stato un successo. Ma ci sono altre buone notizie per il golf femminile: le "golf widows" sono in via di estinzione. Sempre sole nei fine settimana, abbandonate dai mariti golfisti, le cosiddette “vedove del golf” hanno avuto vita dura per gran parte della storia del gioco (Maria Stuarda a parte, che nel lontano Cinquecento, appena sepolto il marito, destò scalpore perché corse a giocare golf). Ma quella assoluta minoranza (spesso in passato solo un dieci per cento dei giocatori) ha finalmente toccato con mano e capito che il campo da golf è solo parte di un’esperienza molto più ampia. Che coinvolge la famiglia, i figli, l’organizzazione delle vacanze, le amiche, la moda, le relazioni di lavoro. La crescente copertura televisiva delle gare ha contribuito in maniera determinante a rafforzare il legame con un pubblico globale, a conquistare nuovi mercati e nuovi fan, segnando un passaggio decisivo nella storia del golf femminile. Che sta crescendo a un ritmo record in tutto il mondo. Secondo il recente Global Golf Participation Report del R&A St. Andrews, le donne rappresentano ora il 34% di tutti i golfisti adulti nei mercati chiave, in aumento rispetto al 31% dell’anno precedente. I dati riguardano 148 paesi in Asia, Europa, Africa, Canada, Caraibi e Oceania. La tendenza è costante sia nei mercati consolidati che in quelli emergenti. In Germania, le donne rappresentano ora il 41% dei partecipanti adulti; in Argentina, il 36%; in Gran Bretagna e Irlanda il 33%; e in Australia il 31%. Leggermente inferiore la percentuale in Italia, il 25% a fine 2025. Inoltre, questo mese negli Stati Uniti, come riporta la National Golf Foundation, la crescita è ancora più marcata, con un aumento del 45% delle golfiste dal 2020, per un totale che supera gli 8,1 milioni, il dato più alto mai registrato: qui oggi le donne rappresentano il 28% di tutti i giocatori.
nuovi lavori al femminile
—La crescita del golf femminile è una delle storie di sport più avvincenti in questo momento, e va di pari passo con lo slancio registrato nel golf professionistico. Il calendario 2026 del circuito americano (LPGA) mette in campo 132 milioni di dollari (in aumento del 90% in quattro anni) e 33 tornei, tutti trasmessi in diretta. La recente Solheim Cup (la sfida biennale Europa-America) ha raggiunto 620 milioni di case in 155 Paesi. In campo c’erano circa 80 mila spettatori provenienti da 40 nazioni. Non sono solo traguardi sportivi, ma segnali di un profondo cambiamento di percezione e fruizione che sta attirando un nuovo pubblico verso questo sport. Un driver poco visibile ma fondamentale in questa direzione è quello delle donne che danno forma al golf femminile lavorando dietro le quinte. Dal coaching al club management, dai media alla governance o all’attività commerciale, le donne che lavorano nel golf stanno creando nuove opportunità di accesso, elevando gli standard e ridefinendo cosa può essere questo sport. «La loro leadership apre porte nuove alla prossima generazione, quello che osserviamo oggi è il risultato diretto della loro visione e determinazione», parole di Nicole Wheatley, fondatrice dei Women in Golf Awards. Fondamentale l’ingaggio creato sui social media da campionesse come Nelly Korda e Charley Hull, capaci di dare grande visibilità a questo sport presso le nuove generazioni femminili. Record di partecipazione hanno raggiunto anche iniziative come il Women’s Golf Day, giornata mondiale di iniziazione che quest’anno ha coinvolto più di mille campi in 86 Paesi, nei cinque continenti. La neo giocatrice intanto, ha creato scompiglio (e nuovo business) soprattutto nel settore dei viaggi. È esigente nella pianificazione, ha aspettative elevate e un’idea chiara di ciò che vuole, ovvero golf ma anche cultura, wellness e altre esperienze. Così il mercato - le destinazioni, i campi, gli operatori e i professionisti - è chiamato a rispondere per soddisfare questa precisa domanda, sviluppando proposte pensate per una donna che viaggia sempre di più con sacca e bastoni. Ma cosa apprezza di più nell’insieme dell’esperienza golf? Certamente i format di gioco più flessibili, meglio nove buche o i campi executive (tutte buche par 3). E la componente social, un ambiente dove incontrare persone nuove. Naturalmente questa fetta di mercato così importante per il business del golf deve essere fidelizzata. Ma come? Che tipo di esperienza può riuscire a conquistarla per sempre? Deve soprattutto essere easy dall’inizio alla fine: tee time facili da prenotare, un check-in rapido, una buona velocità di gioco e un’atmosfera ospitale in cui si senta benvenuta e valorizzata.
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