CR7, quant’è dura la panchina: seduto per 90’ dopo 6678 giorni e la sua faccia diventa un meme
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CR7, quant’è dura la panchina: seduto per 90’ dopo 6678 giorni e la sua faccia diventa un meme

Lunedì 28 settembre 2026
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Il portoghese non rimaneva a guardare i suoi compagni per tutta la partita dal 2008. "Avevo bisogno di un giocatore con altre caratteristiche”, ha spiegato il ct Jorge Jesus

Il portoghese non rimaneva a guardare i suoi compagni per tutta la partita dal 2008. "Avevo bisogno di un giocatore con altre caratteristiche”, ha spiegato il ct Jorge Jesus

Lorenzo Topello Collaboratore 28 settembre (modifica alle 14:27) - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

“Stavo pensando di farlo entrare, poi però la gara si è messa in un’altra maniera”. Jorge Jesus sa che la domanda serpeggiava sulla bocca di tutta la sala stampa, così pesa le parole e poi le rilascia. Ovviamente fanno il giro del mondo come corollario ideale alla notizia: Cristiano Ronaldo ha trascorso un’intera partita in panchina col Portogallo ieri sera, in Norvegia. Il ct lusitano non dribbla la questione e dice che un inserimento di CR7 a gara in corso era nei suoi pensieri, prima del dietrofront. A posto così? Insomma: gli almanacchi dicono che un Cristiano seduto in panca dall’inizio alla fine non si vedeva da un’eternità. E la sua faccia sui social è già diventata un meme. 

il precedente

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Chi si ricorda di Euro 2008? Diciotto anni fa la Nazionale italiana affrontava il suo primo torneo dopo la sbornia tedesca: ci arrivava da campione del Mondo e tutto sommato senza neanche affrontare un viaggio così lungo, considerando che la competizione si giocava in Austria e Svizzera. Ecco, diciotto anni fa (per la precisione 6678 giorni fa) Cristiano Ronaldo trascorreva la sua ultima partita interamente in panca col Portogallo: i suoi affrontavano gli elvetici padroni di casa in un match che però non valeva nulla per la qualificazione alla fase a eliminazione diretta. Era infatti l’ultimo turno dei gironi e il ct Scolari preferì tenere a riposo l’asso allora 23enne mandando sugli esterni Nani e Quaresma a supporto di Helder Postiga. Finì 2-0 per la Svizzera ma non importò a nessuno: elvetici ugualmente a casa, Portogallo avanti. Un lato in comune fra la nazionale di CR7 e l’Italia? Entrambi salutarono il torneo ai quarti: noi con la Spagna, lui con la Germania. 

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riserva

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Nel 2008 Cristiano era già al centro dei pensieri della nazionale portoghese, se è vero che si metteva la pettorina delle riserve giusto per riposare a risultato già acquisito. In diciotto anni, amichevoli a parte, non era più accaduto che un ct del Portogallo si concedesse il lusso di rinunciare a lui. Fino a ieri, al match di Nations League vinto in Norvegia col gol del “concorrente” Goncalo Ramos. Jorge Jesus in conferenza ha aggiunto: “Ci sono ancora due gare, non ho fatto questa scelta per proteggerlo dal punto di vista fisico perché era nella condizione di giocare per tutto il tempo che volevo. Ma ho ritenuto che non fosse il momento ideale per farlo entrare. Avevo bisogno di un giocatore con altre caratteristiche”. Cristiano non l’ha presa esattamente benissimo: a fine partita non è rimasto a centrocampo a festeggiare la vittoria coi compagni e si è diretto subito in spogliatoio, senza salutare i tifosi. 

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niente sconti

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Includendo invece nel conteggio le amichevoli, l’ultima volta che CR7 è rimasto tutto il tempo a guardare è stata nel giugno 2024, test contro la Croazia alla vigilia dell’Europeo. Poi il biennio più difficile, quello che lo ha portato fino all’ultimo Mondiale (non particolarmente esaltante, quello in Nord America) e al ritorno in panca in un match ufficiale dopo un’eternità. La scelta di Jorge Jesus ha già fatto discutere, se è vero che pochi giorni fa, dopo la vittoria al debutto in Nations League col Galles, ha sostituito Cristiano al 67’ (con Goncalo Ramos) e anche in quel caso sono piovute domande in conferenza. Motivazioni tattiche: “Avevo bisogno di qualcuno in grado di pressare i due difensori centrali. Cristiano non lo stava facendo più”. Jorge Jesus è come il tempo: non fa sconti.

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