Chi sono Burling e Outteridge, i fenomeni al timone di Luna Rossa e Team New Zealand
La Gazzetta dello Sport

Chi sono Burling e Outteridge, i fenomeni al timone di Luna Rossa e Team New Zealand

Lunedì 28 settembre 2026
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Sono i padroni della vela mondiale, si sono sfidati a Cagliari e Napoli e si scontreranno in SailGP prima della Coppa America. Il primo neozelandese, freddo e riservato, l'altro australiano, guascone e solare 

Sono i padroni della vela mondiale, si sono sfidati a Cagliari e Napoli e si scontreranno in SailGP prima della Coppa America. Il primo neozelandese, freddo e riservato, l'altro australiano, guascone e solare 

Maurizio Bertera 28 settembre - 14:03 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Nathan Outteridge (New Zealand) e Peter Burling (Luna Rossa) quando erano compagni di squadra

Quella tra neozelandesi e australiani è una sfida non giocabile su quasi tutti i fronti: da una parte un Paese esteso metà della Spagna e con poco più di cinque milioni di abitanti, dall’altro praticamente un continente – grande 25 volte l’Italia – con 28 milioni di abitanti. Non bastasse l’Australia è diventata una vera potenza sportiva nelle ultime edizioni delle Olimpiadi: a Parigi ha portato a casa 53 medaglie di cui 18 ori contro le 20 (comunque non poche, con 10 ori) della Nuova Zelanda. Ci sono due sport in cui Davide non teme Golia, anzi. Uno è il rugby dove da 123 anni, All Blakcs e Wallabies se le danno di santa ragione e i primi, nell’albo d’oro del mondiale, sono in vantaggio per tre titoli a due. Ma il prossimo anno, la manifestazione iridata si terrà proprio in Australia e quindi i padroni di casa puntano al pareggio. Il secondo sport è la vela dove negli ultimi 40 anni proprio non c’è confronto: i neozelandesi schiacciano i rivali, anche se talvolta ci sono legami unici L’esempio migliore è quello fornito dai campioni che si sono affrontati nella finale della Preliminary Race di Napoli e facilmente si giocheranno l’America’s Cup nel 2027: Peter Burling e Nathan Outteridge.

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peter burling

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Storia curiosa la loro. Il primo, oggi timoniere di Luna Rossa, è il classico talento kiwi scovato da Grant Dalton. Classe 1991, nato a Tauranga, ha iniziato a 6 anni sull’Optimist e a 11 ha corso il primo mondiale di classe. A 15 anni, sul 420, si impone nell’appuntamento iridato – mai nessuno ci era riuscito a quell’età – e lo bissa l’anno seguente. Decide di inseguire il sogno olimpico: nel 2008, con il 470, arriva ottavo e capisce che il suo destino sono le barche con i foil come il Moth (dove si dimostra subito un fenomeno e nel 2015 vincerà il titolo iridato con nove vittorie nel campionato) e il 49er. All'Olimpiade del 2012, con prodiere Blair Tuke, conquista l’argento. Quattro anni dopo è tempo dell’oro, con 43 punti di vantaggio sul secondo equipaggio e a Tokyo nel 2021 sale ancora sul secondo gradino del podio. In mezzo quattro titoli mondiali, sempre in 49er e persino un giro del mondo come timoniere di Team Brunel nell’edizione 2017-2018. Freddo al punto di sembrare un alieno, Burling è semplice e molto umile nonostante il palmarès: al di là del plus tecnico che ha portato alla causa, non ha avuto problemi a entrare rapidamente nel gruppo di Luna Rossa che al di là dei luoghi comuni, è realmente una famiglia con Max Sirena a gestire i rapporti.

nathan outteridge

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Ma perdente di Cagliari e Napoli è un altro grande velista. Nathan Outteridge, sicuramente più espansivo e solare di Burling, Talento sin da ragazzino con tre titoli mondiali giovanili, piace ai giornalisti e ai tifosi neozelandesi: la frase ripetuta a oltranza negli scorsi giorni “che accoglienza a Napoli, qui la pizza è la migliore del mondo” sintetizza il savoir faire di un 40 enne australiano che ha fatto un excursus velico quasi identico al nemico, partendo dall’acqua dolce e non dal mare viste le sue origini sul Macquarie Lake. Del Moth, il singolo acrobatico con il foil, è stato due volte campione mondiale e maestro della classe al punto che i suoi video-tutorial rimangono un punto di riferimento per tutti gli appassionati. Nel 49er ha prima affrontato la campagna olimpica di Pechino 2008 (giungendo quinto) ma ha messo il turbo quando a prua è andato l’amico di una vita Iain Jensen. Quattro titoli iridati e nel 2012 l’oro olimpico, proprio davanti a Burling-Tuke, compagni di allenamento a conferma di un rapporto che travalicava le nazionalità. Quattro anni dopo, i due equipaggi si scambiano – come detto - le medaglie e Nathan decide di affrontare un’altra campagna olimpica sul Nacra 17 con la sorella Haylee ma non si qualifica per pochissimo.

peter dominante

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 La bilancia dei successi pende, per ora dalla parte di Burling per le tre vittorie in America’s Cup: la più importante è stata quella del 2017 contro Bmw Oracle Racing, vendicando l’onta clamorosa del 2013 – quando Emirates Team New Zealand perse 8 a 9 dopo aver condotto 8 a 1. Nota di cronaca: in tre edizioni con lui al timone, i kiwi hanno perso solo sei regate sulle 27 in finale. Eppure, nel salotto dell’America’s Cup è entrato prima Outerridge che però ha dovuto prendere lo zainetto e andare lontanissimo da casa. Nel settembre 2012 è entrato a far parte di Artemis Racing – il team fondato dal miliardario svedese Torbjörn Törnqvist, ex-Ceo di Gunvor che è una delle maggior aziende al mondo specializzata in energia - per l'evento conclusivo delle ACWS a San Francisco, per poi partecipare alla campagna per l'America's Cup del 2013. Quattro anni dopo incrocia le vele con Burling nella finale della Louis Vuitton Cup, corsa a Great Sound e la barca svedese perde 5 a 0. Salta un giro nel 2021 e torna tre anni dopo, chiamato proprio dal grande nemico: non solo lo affianca al timone ma si occupa dello sviluppo dei foil. Favoriti da una barca velocissima, liquidano Ineos per 7 a 2 dove – ironia della sorte, in realtà professionismo – c’è a bordo il ‘fratello di vela’ Iain Jensen. Ora Grant Dalton sfida non solo Luna Rossa ma la storia: mai i neozelandesi hanno affidato la campagna a un velista straniero, per quanto naturalizzato e ben conosciuto.

dalla sail gp alla coppa america

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Da qui al grande appuntamento della prossima primavera, Peter e Nathan si affronteranno facilmente anche nel SailGP, il circuito top dove l’australiano ha debuttato già nel 2019 con i giapponesi per poi essere richiamato da Artemis con eccellenti risultati. Attualmente è buon terzo in classifica mentre Black Foils di Burling – nel SailGP gareggia per i colori neozelandesi – ha faticato molto con un incidente clamoroso nella prima uscita a Perth che ha fatto saltare più tappe all’equipaggio e ha fatto ricevere (incredibile ma vero) dei punti di demerito al timoniere nell’ambito della nuova ‘Super Licenza’ per piloti stabilita dal SailGP, ulteriore imitazione di quando accade nella Formula 1 automobilistica. Quando mancano solo due tappe alla conclusione del circuito, Black Foils è penultimo e molti si chiedono se al di là dell’inizio complicato, Burling non si sia distratto per il nuovo impegno su Luna Rossa. In ogni caso, quella di Napoli sarà una sfida senza pietà tra due avversari ed ex-compagni di squadra: Peter è circondato dai migliori velisti italiani, Nathan dovrebbe avere al suo fianco il nuovo talento kiwi del 49er, Seb Menzies come secondo timoniere. Mentre i trimmer saranno Andy Maloney (quattro campagne) e – indovinate un po’ - Iain Jensen che è tornato a casa per la prima avventura con il Paese di origine. Tutti motivati a non darla vita all’alieno Burling, che porta una nuova divisa grigia e rossa.

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