Il record mondiale sfiorato col tendine d'Achille rotto: chi è Assefa, la maratoneta che va più forte degli uomini
A Berlino, alla 29enne mancava pochissimo per centrare il primato del mondo. L'etiope era in spinta e la proiezione lo dava per fatto, poi nell'ultimo chilometro e mezzo, ecco l'infortunio, terribile. Ma nonostante zoppicasse e corresse sul tallone, Tigst ha concluso la gara con il terzo miglior crono della storia. "È già stata operata - ha detto il suo manager Demadonna - Dopo la riabilitazione tornerà più veloce che mai"
A Berlino, alla 29enne mancava pochissimo per centrare il primato del mondo. L'etiope era in spinta e la proiezione lo dava per fatto, poi nell'ultimo chilometro e mezzo, ecco l'infortunio, terribile. Ma nonostante zoppicasse e corresse sul tallone, Tigst ha concluso la gara con il terzo miglior crono della storia. "È già stata operata - ha detto il suo manager Demadonna - Dopo la riabilitazione tornerà più veloce che mai"
Andrea Buongiovanni Giornalista 28 settembre - 15:23 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleIl record del mondo – un clamoroso record del mondo – era lì, a portata di mano. Tigst Assefa, 29enne etiope che dal settembre 2023 all’ottobre 2024 di quel primato era già stata detentrice, alla 52esima maratona di Berlino (56.000 partecipanti di 162 Paesi), stava volando. Il 2h09’56” con il quale la keniana Ruth Chepngetich, due anni fa a Chicago, glielo aveva sottratto, togliendo 1’57” al suo limite, era proprio destinato a cadere. E si badi: pareva un limite inavvicinabile, fuori logica, forse non a caso in possesso di un’atleta che, da lì a poco, sarebbe stata sospesa tre anni per doping.
il crac
—Le solite condizioni ideali della gara tedesca, lepri perfettamente addestrate, passaggi perfetti. Come i parziali di ogni 5 km confermano: 15’30”, 15’18”, 15’25”, 15’21” (con un transito alla mezza in 1h04’57”), 15’26”, 15’15”, 15’17”, 15’28”. Che significa 30’48”, 30’46”, 30’41” e 30’45” ogni 10. Le 2h03’00” del 40° km, con Tigst ancora ben in spinta, portavano a una strabiliante proiezione da 2h09’44”. Mancava poco, pochissimo all’iconico traguardo posto sotto la porta di Brandeburgo. Circa un chilometro e mezzo da consegnare alla storia. Quando, all’improvviso, il tendine d’Achille destro dell’etiope gestita dal manager trentino Gianni Demadonna, ha fatto crac. Tigst ha preso vistosamente a zoppicare. Con azione inevitabilmente rallentata, il volto contratto dalla sofferenza ed enorme determinazione è riuscita comunque a proseguire. Senza quasi nemmeno più riuscire ad appoggiare il piede a terra, se non il tallone, usato a mo’ di stampella. E, trascinata da due ali di folla lungo il percorso, a concludere. In un grande 2h11’04”, personale e proprio primato della gara migliorato di 49” (la vittoria del 2023 fece seguito a quella dell’anno precedente), terzo successo nelle ultime quattro maratone disputate e terza donna di sempre sui 42 km alle spalle di Chepngetich e dell’altra etiope Fotyen Tesfay (2h10’51” in marzo a Barcellona). Le altre? Lontane, con le connazionali Bedatu Hirpa (2h16’53”) e Dera Dida (2h16’55”) seconda e terza. Per la cronaca, a imporsi in campo maschile, con 2h02’50”, è Guye Adola, compagno di allenamento di Assefa sotto la guida di coach Gemedu Dedefo.
VIDEO: Una maratona in un bunker? Video non adatto a chi soffre di claustrofobiaIl racconto
—A soccorrere Assefa, subito dopo l’arrivo, c’è il leggendario Haile Gabrselassie, quattro volte re di Berlino. Grazie all’organizzazione e soprattutto ad Adidas, sponsor tecnico dell’atleta, la diagnosi arriva in tempi record. Ed è severa: rottura totale del tendine. Come la ragazza abbia potuto correre per un chilometro e mezzo in quelle condizioni, sopportando un dolore inimmaginabile, solo lei lo sa. Salta tutto il protocollo: niente interviste, niente celebrazioni. Tigst, l’arto immobilizzato, viene presto caricata su un volo privato con destinazione Monaco di Baviera. “Su un aereo da otto posti – specifica Demadonna – siamo saliti in quattro: Tigst, il marito, l’allenatore ed io. Atterrati, un van con autista ci ha portati 80 chilometri più a sud, a Marnau, località del land di Garmish, non lontana dal confine austriaco. Dove l’atleta stamattina, presso la BG Unfallklinik, è stata già operata dal dottor Johannes Gabel e dalla sua equipe, noti per aver in cura campioni dello sci, del basket e calciatori come Jamal Musiala. Tigst ci ha raccontato di aver avvertito un fastidio intorno al 31° km: il tendine, evidentemente, senza che lei se accorgesse, a quel punto ha preso a sfilacciarsi, le fibre si sono sfaldate e, di colpo, ha poi ceduto. Lei, purtroppo, soffre di infiammazioni sin da quando era ragazzina, tanto che lasciò la pista e le scarpe chiodate per questo motivo. Poi, con anche uno stop di due anni, la strada le ha regalato grandi soddisfazioni, ma stavolta siamo passati dalla gioia alla disperazione in pochi attimi. L’intervento, per fortuna, è ben riuscito. Ora, per sei settimane, dovrà tenere un tutore e la gamba immobilizzata. Poi comincerà la rieducazione. Ma è chiaro che i tempi di recupero saranno lunghi”.
DOTI STRAORDINARIE
—Con i commentatori più crudeli subito all’opera: “È colpa delle scarpe di nuova generazione”, “Se non si fosse spremuta per due ore a caccia di un primato impossibile, nulla le sarebbe successo”. Assefa, in ogni caso, ha confermato di avere doti speciali. Le ha da tempo: resta, non a caso, la sola donna al mondo capace di correre gli 800 sotto i due minuti (1’59”24 a 17 anni, al meeting di Losanna 2014) e la maratona sotto le 2h11’. Un fenomeno. Buona guarigione, Tigst.
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