Relax, esultanze, pochi media e... 250.000 dollari a testa: la Laver Cup fa impazzire i giocatori
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Relax, esultanze, pochi media e... 250.000 dollari a testa: la Laver Cup fa impazzire i giocatori

Lunedì 28 settembre 2026
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L'evento convince i campioni a partecipare per tanti motivi, tra questi l'ottimo premio in palio. Ecco quanto si sono intascati Alcaraz, Zverev, Cobolli, Mensik, Ruud e Fery, vincitori di quest'anno

L'evento convince i campioni a partecipare per tanti motivi, tra questi l'ottimo premio in palio. Ecco quanto si sono intascati Alcaraz, Zverev, Cobolli, Mensik, Ruud e Fery, vincitori di quest'anno

Pellegrino Dell'Anno Collaboratore 28 settembre - 16:29 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

La Laver Cup, ogni anno, continua a far parlare di sé. La presenza di Roger Federer e di molte stelle, tanto dello sport quanto dello spettacolo, dà sicuramente una bella mano. Ma anche il tennis giocato, che per quanto si tratti di un’esibizione raggiunge spesso ottimi picchi regalando anche belle partite. A tutto ciò, di certo non meno importante, va aggiunta la possibilità di un ottimo premio in denaro. Tutti i tennisti, europei e del resto del mondo, ricevono infatti una cifra per la partecipazione, che non viene resa pubblica ma è probabilmente calcolata in base al ranking. Noto invece il montepremi totale della competizione, pari a 1,5 milioni di dollari, con una particolarità: viene diviso dai sei giocatori della squadra vincitrice, senza nulla per il team sconfitto. Una differenza netta rispetto ai classici tornei Atp, in cui per ogni turno raggiunto si ottiene un assegno di diversa entità. 

Premio

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Un milione e mezzo diviso sei, questo il numero dei giocatori convocati da ognuna delle due squadre, vuol dire 250.000 dollari a testa. Che per quest’anno finiranno nelle tasche di Carlos Alcaraz, Alexander Zverev, Flavio Cobolli, Jakub Mensik, Casper Ruud e Arthur Fery, britannico convocato quale riserva da Yannick Noah e mai sceso in campo. Gli europei hanno vinto la competizione per la seconda volta negli ultimi tre anni, sesta in assoluto su nove edizioni. D’altronde giova ricordare che sei top 10 vengono dall’Europa, e dei quattro non europei solo Alex de Minaur ha preso parte alla Laver Cup, in cui i suoi hanno perso per un totale di 13-5. Decisivo l’apporto di Alcaraz e Ruud, gli unici due a giocare più di una partita tra singolare e doppio ed uscire imbattuti dalla tre giorni londinese alla O2 Arena. Una manifestazione intrigante ed interessante a livello di spettacolo e vendibilità, attraente per i giocatori pur non assegnando punti per la classifica Atp (per quanto però gli incontri disputati in Laver Cup vengano conteggiati nei testa a testa). Con altri motivi per convincere i migliori tennisti al mondo a prendervi parte. L’obiettivo di Federer, prima o poi, è riuscire a coinvolgere anche Jannik Sinner: l’unico degli attuali top 10 a non aver mai preso parte alla manifestazione. 

VIDEO: "Faremo di tutto per vincere", Alcaraz riparte dalla Laver Cup: le parole scuotono il Team Europe

Serenità

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Indubbiamente una vincita di 250.000 dollari per tre giorni di esibizione, vissuti insieme ad altri colleghi in un clima di estrema leggerezza, è una leva molto efficace per convincere i migliori del mondo a partecipare alla Laver Cup. Per fare un paragone con il circuito principale, e i match ufficiali, una tale vincita la si ottiene all’incirca, di poco più alta, perdendo in finale in un Atp 500 medio. Anche quelli più prestigiosi, come Barcellona o Dubai. Con un impegno richiesto, in termini tanto tecnici e sportivi quanto di impegni con i media, ben diversi e più gravosi. Mentre nella settimana di questo evento i giocatori hanno più occasioni per rilassarsi, scherzare, trascorrere tempo insieme e divertirsi in campo tra consigli ed esultanze. E alla motivazione economica va poi messo sicuramente in conto anche il prestigio, perché vincere, specie davanti agli occhi di una leggenda come Rod Laver, piace a tutti. Senza contare la presenza di Federer, ideatore dell’evento nel 2016 insieme al suo manager Tony Godsick, con la prima edizione nel 2017, alle spalle di tutto. Tutti pezzi di un puzzle che, per quanto al momento non permetta di avanzare in classifica Atp, compone ormai un appuntamento fisso della stagione, una sorta di isolamento dalle fatiche del circuito e ricarica delle batterie prima del rush finale. Come confermato anche da Alcaraz: "Nella settimana della Laver Cup potrei stare ad allenarmi o a riposare, ma mi aiuta molto a recuperare la gioia in campo e il piacere di giocare a tennis. Inoltre, mi risulta di grande aiuto per i tornei successivi. Cerco di sfruttare al massimo questa settimana e di conoscere meglio i giocatori fuori dal campo". E, alla luce del ricco assegno in palio solo in caso di vittoria, appare chiaro come anche il livello di competitività sia alto e l'interesse vada ben oltre la semplice partecipazione.

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