Inter, Bisseck al Festival dello Sport. Il suo talk giovedì 1 ottobre a Trento
Yann è un perno della difesa a tre di Chivu e si è conquistato un posto nella Germania. Sarà fra i protagonisti del giorno inaugurale dell'evento Gazzetta
Yann è un perno della difesa a tre di Chivu e si è conquistato un posto nella Germania. Sarà fra i protagonisti del giorno inaugurale dell'evento Gazzetta
Filippo Conticello Giornalista 28 settembre - 16:26 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleAdesso che Jurgen ha voluto conoscerlo e gli ha dato finalmente fiducia in patria, anche l’interista più scettico avrà cambiato idea. Yann-Aurel Bisseck abita ormai tra i top della difesa: non solo in nerazzurro, ma anche nella grande Germania. Da adesso la servirà nel nuovo corso del commissario tecnico Jurgen Klopp. Quando è arrivato a Milano nell’estate del 2023, Bisseck aveva ventidue anni e tanti sogni interrotti: veniva dal lontano Aarhus, Danimarca, e molti tifosi inciampavano sulla lingua anche solo a pronunciarne nome e cognome. Adesso è una presenza familiare, sono tutti abituati a vederlo con lo scudo davanti all’area dell’Inter. Il tedescone fresco di debutto sfortunato in nazionale dove è stato il migliore dei suoi (ad Augusta la Grecia ha sbancato in trasferta 0-1)– si è già preso due scudetti a Milano e non solo un posto nel reparto di Chivu: di questo nuovo status, parlerà al Festival dello Sport, alle 16.30 (Auditorium Santa Chiara) giovedì 1 ottobre, nel giorno inaugurale dell’evento Gazzetta.
già al lavoro
—Dopo la consacrazione tedesca, Bisseck ha ripreso a lavorare già alla Pinetina, dove è diventato felicemente il “braccetto” di centrodestra, ma all’occorrenza fa pure il centrale in un reparto mobile e dalle svariate opzioni. È arrivato a non temere una concorrenza tanto feroce un po’ alla volta, anche perché il suo sviluppo di carriera è stato inatteso. Nel viaggio sulle montagne russe esordiva in Bundesliga a 16 anni, 11 mesi e 28 giorni con il Colonia contro l’Hertha Berlino: diventava il tedesco più giovane ad aver giocato una partita di campionato (oggi il primato appartiene a Youssoufa Moukoko, esordiente a 16 anni e un giorno con il Borussia Dortmund). Un inizio così poteva far pensare a una corsa inarrestabile, senza ostacoli, ma guai a farsi troppe illusioni: nel calcio il fuori strada è sempre dietro alla prossima curva. Sarebbero arrivati, infatti, i prestiti, gli infortuni e le panchine in serie: Holstein Kiel in Germania, Roda nei Paesi Bassi, Vitoria Guimaraes in Portogallo. Solo all’Aarhus, in Danimarca, finalmente ecco partite e continuità, al punto da guadagnarsi anche la fascia di capitano della Germania U21.
VIDEO: Bisseck, che stile: treccine a domicilio mentre gioca...alla Playstationdentro e fuori dal campo
—Quando lo ha acquistato per 7 milioni, l’Inter ha fatto una scelta precisa: si è fidata del talento sotto la patina superficiale dei numeri che non invogliavano alla spesa. A Milano Yann ha imparato un mestiere preciso, quello del difensore nel reparto a tre: uscire sull’avversario, coprire il campo alle spalle, accompagnare l’azione sono le consegne mandate ormai a memoria. Il suo metro e 96 è subito servito nei duelli e sui palloni alti, il resto lo ha affinato accanto a difensori più esperti, da Bastoni ad Acerbi e De Vrij, e ora Stones e Pavard. Il Bisseck fuori dal campo, quello che si vede meno, è un ragazzo di rara sensibilità, con orizzonti diversi da tanti colleghi: all’ennesimo prestito andato male, aveva ad esempio pensato di lasciare il calcio e studiare medicina, vecchio sogno mai abbandonato. Nato a Colonia nel 2000 da genitori camerunesi, è fiero figlio di una nuova Germania, un tedesco di seconda generazione. Il legame con la terra dei genitori lo coltiva, comunque, anche attraverso lo sport: segue la NBA, tifa Philadelphia e ammira Joel Embiid, altro camerunese. Dalla stella dei 76ers ha preso anche il motto “Trust the Process”: anche lui continua a credere nel processo, quello nerazzurro, al punto da aver appena rinnovato fino al 2031.
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