McEnroe, suggerimento shock ai tennisti: "Boicottate un paio di Slam. Solo così otterrete più soldi"
Le dichiarazioni del vincitore di sette titoli del Grande Slam sono arrivate a pochi giorni di distanza da una svolta importante nella protesta promossa da altri atleti
Le dichiarazioni del vincitore di sette titoli del Grande Slam sono arrivate a pochi giorni di distanza da una svolta importante nella protesta promossa da altri atleti
Luigi Ansaloni Collaboratore 28 settembre (modifica alle 16:35) - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleA John McEnroe è sempre piaciuto provocare. E anche stavolta l'ex campione americano non si è tirato indietro, scegliendo una delle parole più pesanti che si possano pronunciare nel tennis: boicottaggio. Secondo McEnroe, i giocatori dovrebbero arrivare a disertare uno o due tornei del Grande Slam per ottenere una fetta più consistente dei ricavi e un ruolo da veri partner nei quattro appuntamenti più importanti della stagione.
la provocazione
—Il sette volte campione Slam ha lanciato la sua proposta a Londra, durante la Laver Cup (per anni è stato capitano del team World), sottolineando come i giocatori abbiano un controllo insufficiente sia sugli aspetti economici sia sulla gestione dei calendari. "I giocatori dovrebbero essere partner nei tornei Major. Il fatto che non lo siano crea attriti: ricevono una quota davvero esigua dei ricavi. L'unico modo per riuscirci, a mio avviso, è boicottarne uno o due", ha dichiarato.
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—Parole destinate a far discutere, soprattutto perché arrivano pochi giorni dopo una svolta nella protesta portata avanti da un gruppo di giocatori e giocatrici di vertice. Dopo le iniziative mediatiche organizzate al Roland Garros e a Wimbledon, il movimento ha annunciato la fine della fase pubblica della campagna sulla distribuzione dei ricavi degli Slam. Con la nascita di un consiglio formale incaricato di proseguire il lavoro, i giocatori hanno però lasciato aperta la possibilità di riprendere la protesta se gli obiettivi non verranno raggiunti. Tra le richieste c'è l'aumento della quota di ricavi destinata ai montepremi: l'obiettivo è arrivare al 22% entro il 2030, rispetto a una media attuale vicina al 15%.
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