Alcaraz non si ferma, vuole la Davis. Carlos è una certezza, invece Sinner...
Dopo il successo in Laver Cup, Carlos punta sulle Final Eight: la Spagna affronterà Austria, Germania o Gran Bretagna prima dell'eventuale finale contro gli azzurri, forse privi di Jannik
Dopo il successo in Laver Cup, Carlos punta sulle Final Eight: la Spagna affronterà Austria, Germania o Gran Bretagna prima dell'eventuale finale contro gli azzurri, forse privi di Jannik
Pellegrino Dell'Anno Collaboratore 28 settembre - 18:32 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleCarlos Alcaraz adora le competizioni a squadre, questo non è un mistero. Lo spagnolo, prima di tornare in campo ufficialmente per l’Atp 500 di Tokyo, ha infatti preso parte per la terza volta in carriera alla Laver Cup, ricca esibizione in cui con il Team Europe ha battuto il resto del mondo. Vincendo l’evento per la seconda volta in carriera dopo il 2024. Il n.3 al mondo adora avere dei compagni di squadra, poter ottenere un confronto anche con altri. E non ha mai nascosto di voler vincere la Coppa Davis con la sua Spagna, qualificata alle Final Eight di Bologna e finalista uscente. L’ultima presenza di Carlitos risale al 2024, quando accompagnò Nadal al passo d’addio, uscendo però ai quarti di finale contro l'Olanda nell’ultima edizione tenuta a Malaga. Ma ora ha già segnato sul calendario l’ultima settimana di novembre, quando in Emilia punterà a detronizzare l’Italia: "Per me la Davis è un obiettivo importante".
Obiettivo
—Alcaraz ha infatti spiegato come sia difficile giocare sia Laver Cup che Coppa Davis, per l’ampio impegno richiesto. Aggiungendo però al contempo come voglia provare a riportare alla Spagna l’insalatiera, visto che l’ultima vittoria risale al 2019: a Madrid Nadal e Bautista Agut sconfissero il Canada di Auger-Aliassime e Shapovalov. E ora Carlitos, che vanta cinque vittorie su sei singolari in Coppa Davis in carriera, è ben consapevole dell’ottima formazione di cui potrà disporre la Spagna a Bologna. "Questa stagione abbiamo una grande squadra", riflette, "con Jodar e Marcel (il n.6 di specialità Granollers, ndr) in doppio. Penso che abbiamo la possibilità di vincere, quindi non mentirò: la Coppa Davis è un obiettivo grande ed importante per me". L’anno scorso la Spagna si fermò a un passo, con Berrettini e Cobolli migliori rispetto a Carreno e Munar in finale. Quest’anno, con Alcaraz che sembra decisamente intenzionato ad essere presente salvo complicazioni, la squadra è superiore e più pericolosa. Gli uomini di capitan David Ferrer esordiranno contro l’Austria giovedì 26 novembre, eventuale semifinale sabato 28 contro Germania (come nel 2025) o Gran Bretagna. L’incrocio con l’Italia sarebbe possibile solo in finale. Un'Italia che al completo sarebbe la grande favorita. Ma è ancora presto per avere certezze.
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—Le convocazioni ufficiali delle otto nazionali saranno infatti diramate lunedì 26 ottobre, circa un mese prima dell’inizio delle Final Eight. Dunque non si può assolutamente sapere se Jannik Sinner sarà presente a Bologna. In tal caso, aumenterebbe l’imbarazzo della scelta per capitan Filippo Volandri. Al momento l’Italia vanta quattro tennisti tra i primi 25: oltre a Sinner ci sono Cobolli (in top 10), Darderi e Musetti, senza dimenticare un grande uomo Davis come Matteo Berrettini e l’importanza di avere almeno un doppista, contando che Andrea Vavassori e Simone Bolelli sono la quinta miglior coppia al mondo: in caso di parità dopo i singolari, sarebbe infatti il doppio ad essere decisivo. Sinner non gioca dalla finale di Wimbledon del 12 luglio, non avendo ancora recuperato dal problema al ginocchio destro. E punta quantomeno a rientrare per giocare gli ultimi tornei stagionali e le Atp Finals. Quindi è difficile fare piani. Una certezza è Cobolli, mentre potrebbe essere la volta buona per la chiamata di Darderi in una stagione assolutamente positiva. Le ipotesi si sprecano, con la certezza che però una finale Italia-Spagna, possibile essendo ai due lati opposti del tabellone, sarebbe una meravigliosa chiusura di stagione. Specie con Sinner e Alcaraz. Ricordando però Alexander Zverev, n.2 del mondo e n.1 tedesco, che ha giocato anche i playoff di settembre per assicurare al suo Paese un posto alle Final Eight. Con l’obiettivo dichiarato di riportare l’insalatiera in Germania per la prima volta dal 1993, ponendo la ciliegina sulla torta ad un’annata quasi perfetta con due titoli Slam. Sono queste, in attesa che le convocazioni sciolgano i dubbi nelle prossime settimane, le nazioni favorite. Con Alcaraz che, come Zverev, vuole riempire questo buco nel suo palmares e ricoprire un ruolo di spicco nel romanzo del tennis spagnolo in maniera ancora più incisiva. Con uno scudiero del livello di Jodar, è giusto porlo come un obiettivo concreto.
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