Brunson avverte l'Nba: "Ai Knicks non basta un solo anello". Ma c'è la grana Towns
La stella dei Campioni e i compagni sulla stessa linea: "Ripetersi è l'unico obiettivo". L'ex Wolves alle prese con una complessa trattativa per il rinnovo del contratto
La stella dei Campioni e i compagni sulla stessa linea: "Ripetersi è l'unico obiettivo". L'ex Wolves alle prese con una complessa trattativa per il rinnovo del contratto
Riccardo Pratesi Collaboratore 28 settembre - 20:18 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleIl morale è alto. Come l’asticella delle difficoltà, comunque. I New York Knicks campioni in carica si presentano alle porte della stagione 2026-27, al media day, alternando sorrisi e buoni propositi. Fiduciosi, convinti di non essere solo una meteora vincente, nell’universo Nba. Karl-Anthony Towns, dimagrito, scherza: “Così piaccio a mia moglie”. E Jalen Brunson prende in giro l’amicone Josh Hart. Il ritornello che ripetono tutti, nella sostanza, è non avere “la pancia piena” dopo il trionfo dei playoff 2026. OG Anunoby azzecca la metafora della presunta preda, la squadra da battere, che si sente cacciatore, semmai. Ma le difficoltà della missione dei Knicks sono palesi: sono otto anni che la squadra campione non riesce a confermarsi, a vincere il titolo l'anno successivo. Gli ultimi a riuscirci sono stati i Golden State Warriors nel biennio 2017-2018. E nel corso del cammino c’è il rischio di un temporale, la nuvola nera del contratto in scadenza di KAT non fa presagire nulla di buono, andrebbe spazzata presto via dalla schiarita del rinnovo.
COACH BROWN
—Lui è da sempre un manifesto al buonsenso. Pochi proclami, ancor meno slogan, non pretende di inventare nulla, ma semmai, piuttosto, di gestire al meglio quel che ha a disposizione, il gruppo squadra. “Nuova stagione, nuova squadra e nuove sfide. Ci saranno avversità, le sapremo affrontare. Abbiamo uno standard da rispettare, un nucleo di squadra vincente confermato e questo è eccitante”. I Knicks hanno perso sul mercato solo Mitchell Robinson, il centro stoppatore, ma hanno saputo sostituirlo con Andre Drummond, mica l’ultimo arrivato, un veterano che non ha paura della pressione della Grande Mela.
JALEN BRUNSON
—La sua, quella del miglior giocatore delle ultime Finals, è stata un’estate speciale. “La più lunga e (allo stesso tempo) la più corta di sempre, ma ne valeva la pena” – dice lui -. Reduce da un’apparizione al Saturday Night Live, il suo status di stella Nba è inequivocabile ormai, a livello di immaginario collettivo. Ha sempre vinto tanto sui parquet di basket, porta in dote, contagiosa, la mentalità da cannibale, dai tempi del liceo e dei trionfi per Villanova University: “Non dovremo essere soddisfatti, questa la prima cosa”. Ho fiducia nei ragazzi, al limite dubito di Josh (Hart), vediamo come si comporta”. Ride, scherza divertito dalla sua stessa battuta. Hart ha il cuore dell’agonista mai domo, proprio come lui. Affinità elettive. Sul vincere a New York Brunson ha le idee chiare: “Vogliamo essere come gli Yankees del baseball per questa città. Quell’elettricità da World Series mi era rimasta in testa, vogliamo trasmetterla anche noi”.
TOWNS
—Discetta di tutto, tra il serio e il faceto. I chilogrammi persi in estate – e non per la prova costume -, chi gli ha urlato “Knicks in 5 partite” persino durante un safari in Africa, in Tanzania, visitata in luna di miele. Ma pure della grana contratto, grossa come le cifre in ballo. “Ho detto chiaramente che voglio giocare qui. Vorrei tanto rinnovare il contratto”. Però per adesso nulla di fatto. Posizione scomoda. “Rinnovare durante la stagione piuttosto che prima, ormai? Non è una situazione confortevole”. Per nulla.
ANUNOBY E HART
—OG, strepitoso alle Finals contro San Antonio, butta lì la frase più azzeccata del media day: “Gli avversari ci daranno la caccia, ma noi faremo lo stesso con le altre squadre”. Josh Hart gli fa eco: “Vedrete, non siamo soddisfatti di un solo titolo”. Poi nel quartier generale dei Knicks va via la luce, salta la corrente. Meglio un black out ora che (di campo) in stagione, dopotutto. I Knicks non vedono l’ora di ripartire e al 20 ottobre manca poco, ormai.
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