Malagò, tutto quello che c'è da sapere sul caso tesseramento e il rischio commissariamento
Cosa succede, chi deciderà e quando: 8 domande e 8 risposte sul caso scottante che agita la Figc
Cosa succede, chi deciderà e quando: 8 domande e 8 risposte sul caso scottante che agita la Figc
Elisabetta Esposito Giornalista 28 settembre (modifica alle 20:06) - ROMA English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleIl futuro del presidente della Figc Giovanni Malagò continua a far discutere. Gli elementi intorno al caso del suo mancato tesseramento federale sono però così tanti che spesso si rischia di fare confusione. Cerchiamo di mettere un po' d'ordine per comprendere la preoccupazione di oggi e i rischi di domani.
1. Come nasce il caso tesseramento?
A presentare entro la scadenza prevista (13 maggio 2026) la propria candidatura alla presidenza Figc sono tre soggetti: Giovanni Malagò, Giancarlo Abete e Renato Miele, avvocato ed ex calciatore della Lazio. I primi due forniscono, come richiesto dallo Statuto federale, il proprio programma e l'accreditamento formale da parte della maggioranza più uno di una delle componenti (Lega Serie A per Malagò, LND di cui è presidente Abete) e vengono ammessi, mentre la candidatura di Miele - non avendo avuto il supporto di nessuno - viene ritenuta inammissibile. Il tutto viene certificato in un documento a firma del Segretario Generale Marco Brunelli il 14 maggio. Il 20 maggio Miele presenta ricorso contro la scelta di non ammetterlo e contestualmente contro l'ammissione di Malagò (per il mancato tesseramento e l'ampiamente archiviato caso pantouflage) e Abete (per un presunto conflitto d'interessi). Il ricorso per la sua riammissione viene respinto dal Tribunale federale nazionale e la parte sugli altri due viene dichiarata inammissibile perché Miele, da Statuto, non è nelle posizione per quel tipo di ricorso. Avrebbe potuto farlo la Procura Generale - non quella Federale che in seguito ha più volte sostenuto che il tesseramento non serve - ma l'intervento è arrivato con enorme ritardo sui tempi previsti a livello normativo.
2. Perché la Figc e la Procura Federale ritenevano non necessario il tesseramento al punto da ammettere Malagò che non lo aveva?
Sostanzialmente per due motivi. Il procuratore federale Giuseppe Chinè, rispondendo a fine agosto alla sollecitazione (probabilmente tardiva) del procuratore generale Taucer, ha fatto leva soprattutto sull'interpretazione letterale della norma sul tesseramento. L'art. 29 comma 1 dello Statuto dice che il candidato deve essere "in regola con il tesseramento", per Chinè è un obbligo che vale solo per chi ne è già in possesso (tanto che alcuni statuti di altre federazione ne specificano l'obbligatorietà di possesso), per Taucer il possesso ne è il presupposto. C'è poi un secondo punto, centrale, che rende questo caso molto particolare. Il tesseramento (anzi, l'essere in regola con il tesseramento) viene inserito (anche) tra i Principi fondamentali del Coni per garantire l'appartenenza a un determinato settore sportivo. La Federcalcio è l'unica federazione che tutela l'appartenenza pretendendo che sia una delle componenti federali a accreditare il candidato. Tra i tre candidati di maggio, l'unico in regola con il tesseramento era Miele (Abete da presidente LND non poteva essere tesserato): si è tesserato al 16 aprile 2026 per la Vigor Mellis, società romana di cui è stato socio fondatore nel 2010, restandone in organico fino al 2012. Poi ne è uscito fuori, sparito, fino appunto al 16 aprile di quest’anno. Un tesseramento ad hoc per la candidatura può definire davvero l'appartenenza?
3. Perché si parla di commissariamento della Figc?
La giustizia sportiva non ha sanzionato Malagò, archiviandone la posizione proprio perché non tesserato al momento di quella che il procuratore generale ha definito una "violazione dei Principi fondamentali del Coni". Di questa violazione è stato informato appunto il Coni chiamato ora a valutare l'entità della violazione. Da Statuto Coni (art. 7 comma 5) il Consiglio Nazionale su proposta della Giunta Coni può disporre il commissariamento di una federazione in caso di "violazioni gravi dell’ordinamento sportivo" da parte degli organi direttivi. Per questo la valutazione della Giunta sull'ammissione di Malagò non tesserato è determinante.
4. Quando ci sarà quest'attesa Giunta?
Ormai possiamo dire con certezza che si terrà dopo gli impegni dell'Italia in Nations League. Una Giunta ordinaria si convoca con 7 giorni di anticipo. Ci si aspetta che la convocazione arrivi martedì o mercoledì, una settimana prima dell'incontro a cui seguirà il Consiglio Nazionale.
5. Chi deve votare?
I membri in Giunta Coni con diritto di voto sono 16: Luciano Buonfiglio, Diana Bianchedi, Marco Di Paola, Tania Cagnotto, Giovanni Copioli, Francesco Ettorre, Laura Lunetta, Francesco Montini, Giampaolo Ricci, Valentina Rodini, Elisabet Spina, Marco Riva, Domenico Ignozza, Juri Morico, Giovanni Malagò e Federica Pellegrini. Malagò e l'attuale capodelegazione Figc Bianchedi in questo caso si asterranno.
6. Siamo certi che la Giunta andrà al voto sul commissariamento?
Si vivono giorni di alta tensione, quindi certezze assolute non ce ne sono, ma le dichiarazioni fatte finora dal presidente Buonfiglio e anche dal ministro per lo Sport Abodi fanno pensare che l'intenzione sia proprio quella. Buonfiglio ha detto più volte che "il Coni è un ente pubblico e io un pubblico ufficiale chiamato a far rispettare le regole". Aggiungendo che "essere amici non vuol dire essere complici". Abodi ha dichiarato che "la forma è sostanza, le regole vanno conosciute soprattutto da chi le ha fatte e poi rispettate", aggiungendo: "Mi auguro che la cosa si risolva a livello sportivo e di non dover intervenire per una questione interna e non voglio che si politicizzi". Come potrebbe intervenire il governo? Commissariando il Coni... Per i membri di Giunta si tratta inevitabilmente di un motivo di pressione in più. Senza dimenticare che se la Giunta vota contro il presidente, quest'ultimo dovrebbe decadere.
7. Come può un organo esecutivo decidere su una questione normativa su cui anche due giuristi come Chinè e Taucer hanno opinioni diverse?
Ribadiamo, la Giunta non deve decidere se c'è stata violazione, ma capire se eventualmente questa sia stata "grave". Buonfiglio ha chiesto a un gruppo di quattro "giuristi di chiara fama" di dare una loro interpretazione della vicenda. Si tratta di Franco Scoca, Massimo Coccia, Luigi Medugno e Alberto Angeletti, sono avvocati e/o professori universitari. Da quanto trapela, ma non stupisce, sarebbero pronti a confermare la violazione evidenziata da Taucer. La Figc, che ha già inviato la documentazione relativa alle candidature, sta raccogliendo altri pareri autorevoli che rafforzano la tesi opposta. Ma ci sono anche diversi fattori politici da valutare.
8. È vero che l'Italia rischia di perdere l'Europeo del 2032?
Sì, lo ha fatto intendere senza tanti giri di parole anche il presidente dell'Uefa Ceferin in un'intervista alla Gazzetta: "Qualsiasi forma di ingerenza politica potrebbe minare la fiducia dell'Uefa e degli altri partner, il che non sarebbe nell'interesse né del calcio italiano né del torneo". Al centro della riflessione di Ceferin c'è l'autonomia dello sport, pilastro dell'ordinamento sportivo a partire dal Cio. Anche il Comitato olimpico internazionale guarda con attenzione quello che sta succedendo in Italia e come ha dichiarato sempre alla Gazzetta Mario Pescante, ex presidente del Coni oggi membro onorario del Cio e in Giunta come invitato, "il nostro Paese rischia di perdere l'organizzazione di altri grandi eventi sportivi, come ad esempio l'Olimpiade".
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