LeBron: "Mi volevano 5 squadre. Ho scelto Philly per il mio amico Maxey"
La Gazzetta dello Sport

LeBron: "Mi volevano 5 squadre. Ho scelto Philly per il mio amico Maxey"

Lunedì 28 settembre 2026
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James al Media Day dei Sixers: "Per me è la soluzione migliore". Embiid freddo: "Io non gli ho mai parlato..."

James al Media Day dei Sixers: "Per me è la soluzione migliore". Embiid freddo: "Io non gli ho mai parlato..."

Simone Sandri 28 settembre - 22:05 - PHILADELPHIA (USA) Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Nello strapieno Training Center dei 76ers, a Camden, affacciato al Delaware River che propone uno stupendo scorcio del downtown di Philadelphia, parte ufficialmente la stagione di una delle squadre che per forza di cose si annuncia come una delle più intriganti a livello mediatico della Nba. Il Media Day dei 76ers solitamente coinvolge una dozzina di giornalisti, questa volta però il club ha dovuto ampliare in modo creativo la sala stampa per accogliere i più di 100 membri della stampa che hanno voluto assistere alle prime parole di LeBron da giocatore del club di Philadelphia. “C’erano almeno cinque squadre che ho preso in considerazione in estate - sottolinea il 41enne LeBron James - ma questa mi sembra la soluzione migliore. Ha avuto un ruolo fondamentale Maxey con il quale sono amico da anni, adesso sono molto contento di far parte di questo gruppo. Apprezzo da sempre la tifoseria di Philadelphia, una città che conosce molto bene lo sport, questa squadra mi piace ma so bene che c’e’ tantissimo lavoro da fare”. 

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FATTORE EMBIID

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Il talento di certo non manca a una squadra che però deve riuscire a trovare la chimica giusta e ha far convivere senza pestarsi i piedi le diverse superstar, a cominciare da Embiid. “Joel e’ un giocatore eccezionale - continua LeBron - spero di poter avere un impatto su di lui sia in campo che fuori, so che ha lavorato parecchio nella offseason per farsi trovare pronto. Dove può arrivare questa squadra? Il talento non manca ma senza il duro lavoro comunque non si va da nessuna parte. Dal canto mio posso solo dire che non ho certo lasciato la mia famiglia (la moglie insieme alla figlia resteranno a Los Angeles, con Bronny sempre ai Lakers e Bryce ad Arizona) per farmi eliminare al secondo turno. Dobbiamo solo lavorare giorno dopo giorno per fare costanti progressi, io cercherò di dare il mio contributo. Sul mio ruolo si sono dette tante cose, io mi metto a disposizione dell’allenatore. So fare qualsiasi cosa, letteralmente…”. La palla passa quindi a Nick Nurse che adesso si trova tra le mani non solo l’ex Mvp delle Finals Jaylen Brown, ma anche il 41 enne LeBron pronto a una nuova avventura, che però si porta dietro un circo mediatico che dovrà essere gestito bene dallo staff tecnico. La speranza di coach Nurse naturalmente è quella che lo straordinario approccio al lavoro di LeBron, e per certi versi dello stesso Brown, possa contagiare anche Embiid che, come fa oramai da anni al Media Day, prova subito a travestirsi da troll con frasi ad effetto che però non fanno particolarmente piacere agli addetti stampa dei 76ers i quali scuotono la testa dopo la prima uscita del lungo di Phila. “LeBron? Non l’ho reclutato io, anzi non l’ho proprio sentito. Non gli ho mai parlato…” Non proprio un caldo benvenuto a “King” James, anche se non si capisce quanto Embiid sia serio e quanto voglia trollare la stampa. “Nella offseason ho preso parecchio peso - sorride anche Embiid - però mi sento molto bene. Mi piace molto questa squadra, di sicuro c’e’ tanto talento. Il mio obiettivo è quello di giocare il più possibile durante la regular season ma soprattutto di arrivare sano alla postseason”. Per i tifosi dei 76ers sarebbe sicuramente una manna.

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