Festival Car 2026, l’eleganza incontra la memoria dell’auto
La Fiat 1100 Sport Mille Miglia conquista il premio Best of Show della quinta edizione. L’anteprima al Castello Cavour di Santena ha ampliato la manifestazione, tra automobili di famiglia, capolavori da collezione e uno sguardo al futuro della mobilità
La Fiat 1100 Sport Mille Miglia conquista il premio Best of Show della quinta edizione. L’anteprima al Castello Cavour di Santena ha ampliato la manifestazione, tra automobili di famiglia, capolavori da collezione e uno sguardo al futuro della mobilità
Valerio Boni 29 settembre - 07:59 - REVIGLIASCO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Un'immagine della giornata del sabato, dedicata all'anteprima del concorso, all'interno del parco del castello Cavour a SantenaL’auto che fa voltare la testa può essere una fuoriserie vista soltanto sulle riviste, ma anche il modello sul quale si partiva per le vacanze da bambini. La quinta edizione di Festival Car ha dato spazio a entrambe queste emozioni, allargando a due giornate il concorso d’eleganza di Revigliasco Torinese e affiancandogli un’anteprima al Castello Cavour di Santena. Un fine settimana, quello del 26 e 27 settembre, che secondo gli organizzatori ha richiamato complessivamente oltre 10.000 presenze, con 95 vetture protagoniste del concorso domenicale, e la Fiat 1100 Sport Mille Miglia premiata come Best of Show. La novità più significativa è stata proprio l’estensione del programma al sabato, che ha aggiunto un’occasione per avvicinare pubblici diversi e sperimentare una sede che, per ambientazione e spazi, lascia intravedere possibilità di sviluppo interessanti.
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la memoria quotidiana nel parco di Cavour
—Il Castello Cavour possiede il potenziale per diventare molto più di una cornice. La prima esperienza di Festival Car a Santena ne ha proposto soprattutto una lettura popolare e informale, con il raduno "Aspettando il Festival Car", organizzato in collaborazione con Quelli del Toret, che ha riunito oltre 150 vetture, affiancate da quelle di collezionisti e partner. Tra le auto esposte si ritrovavano forme che gli appassionati meno giovani erano abituati a incontrare ogni giorno. Vetture di famiglia, modelli di larga diffusione, interpretazioni personali di una passione coltivata in garage. Esemplari non sempre del tutto originali o lucidati con il rigore richiesto da un concorso, capaci però di suscitare ricordi immediati. Anche i segni del tempo, in un contesto simile, diventavano parte del racconto. Una scelta che ha dato all’anteprima un carattere accessibile, lasciando intuire quanto il rapporto tra il parco, la residenza storica e l’auto possa essere ulteriormente sviluppato nelle prossime edizioni. A completare la giornata, gli incontri con Pietro Camardella, Luciano D’Ambrosio e Miki Biasion, prima del programma serale tra musica, gastronomia e cena di gala.
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Come di consueto, le auto hanno sfilato e sono state esposte lungo la stretta via che attraversa il borgo di Revigliasco, in provincia di Torinoil concorso premia la Fiat 1100 Sport Mille Miglia
—Domenica il Tour d’Elegance ha accompagnato gli equipaggi da Santena a Revigliasco, riportando la manifestazione nella sua ambientazione più riconoscibile. Tra le strade e le piazze del borgo, dove le auto si lasciano osservare da vicino e il concorso diventa anche una passeggiata attraverso epoche e scuole stilistiche. La giuria presieduta da Federico Ferrero, ideatore della manifestazione, comprendeva figure del design come Lorenzo Ramaciotti, Pietro Camardella e Fabrizio Giugiaro, insieme a progettisti, specialisti e rappresentanti delle istituzioni del motorismo storico. Il riconoscimento assoluto è andato alla Fiat 1100 Sport Mille Miglia, premiata per il valore storico, il carattere sportivo e lo stato di conservazione. Alla vettura è stato assegnato il trofeo "The Ascent", disegnato da Giugiaro Architettura, oltre ai riconoscimenti della categoria Senior e Fiva. Il resto dei modelli selezionati e premiati ha restituito la varietà del concorso: Volkswagen Maggiolino Type 1 Split Window nella categoria Pop, Lancia Delta HF Integrale Evoluzione Club Italia nella Rock, Alfa Romeo Giulietta Spider nella Open Top e Lamborghini 400 GT 2+2 nella Top Class. La Lancia Delta Coupé ha ottenuto il premio Best Restomod, a testimonianza dello spazio riservato anche alle reinterpretazioni contemporanee. Tra le presenze più significative figuravano la Oldsmobile Curved Dash del 1904, la più anziana iscritta, la Ferrari F50 e la Bugatti EB112. Il calendario degli anniversari offriva ulteriori chiavi di lettura: i 120 anni della Lancia, i 90 della Fiat Topolino, i 60 dell’Alfa Romeo Spider e il centenario del Tridente Maserati.
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Lamborghini ha scelto di portare a Festival Car 2026 la Miura SV, in rappresentanza del modello che ha appena compiuto 60 anni. Al suo fianco è stata schierata una Revuelto, più recente esponente della scuola del motore V12Miura e Revuelto, 60 anni di V12
—Lamborghini ha costruito il proprio contributo attorno a un confronto particolarmente efficace, portando una Miura SV e una Revuelto. A unirle, attraverso sei decenni di evoluzione tecnica, è il motore a dodici cilindri, un elemento che a Sant’Agata Bolognese continua a definire il carattere delle supersportive di vertice. La Miura celebrava i sessant’anni dal debutto del 1966, mentre la variante SV, presentata nel 1971, ne compiva 55. Con il V12 di 3,9 litri montato trasversalmente e portato a 385 Cv, la SV rappresentò il punto d’arrivo dello sviluppo del modello, prodotto in questa versione in appena 150 esemplari. Accanto, la Revuelto raccontava come la stessa architettura motoristica abbia trovato posto nell’era dell’elettrificazione: il V12 aspirato di 6,5 litri è assistito da tre motori elettrici, per una potenza complessiva di 1.015 Cv. L’accostamento permetteva di leggere l’evoluzione della supersportiva attraverso proporzioni, materiali e soluzioni meccaniche, mantenendo come riferimento il dodici cilindri.
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Una Morgan guida un gruppo di auto di varie epoche iscritte al concorso, nel trasferimento da Santena a RevigliascoUna Microlino al museo
—Un altro passaggio significativo è stato la consegna di una Microlino al Mauto, il Museo Nazionale dell’Automobile di Torino. Inserito nel programma di un concorso d’eleganza, il gesto ha ampliato il discorso oltre il collezionismo e la celebrazione dei grandi modelli del passato. La consegna era tra gli appuntamenti annunciati per questa edizione. La piccola elettrica, con le sue proporzioni compatte e l’accesso frontale, suggerisce infatti una diversa prospettiva sulla mobilità, tra spazi urbani, impieghi quotidiani, e dimensioni contenute. La sua presenza accanto alle auto storiche ricorda che il compito di un museo comprende anche l’osservazione dei cambiamenti mentre avvengono. Le vetture che oggi consideriamo testimonianze di un’epoca sono state, a loro volta, risposte contemporanee a esigenze concrete. Documentare le proposte attuali significa iniziare a costruire il racconto che ne verrà fatto domani.
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La Lancia che avrebbe potuto essere: presentata da Bertone al Salone di Ginevra del 1995, la Kayak reinterpretava la Kappa in chiave granturismo. Rimasta esemplare unico, testimonia una strada stilistica diversa da quella poi seguita dalla K Coupé di serie. Sullo sfondo i dipinti di Tiziana CarcagniL’auto oltre la carrozzeria
—Il rapporto tra tecnica, forma e memoria ha trovato altre espressioni nelle presenze artistiche che hanno accompagnato le due giornate. In un concorso nel quale si giudicano proporzioni, dettagli e qualità esecutiva, il dialogo con chi lavora sui materiali e sulle immagini nasce in modo naturale. È il caso di Angelino Artworks, realtà specializzata nella realizzazione di opere d’arte e oggetti di design, dove il progetto prende forma attraverso lavorazioni che uniscono artigianato e tecnologie contemporanee. Un’attività che condivide con la tradizione della carrozzeria la capacità di trasformare un’intuizione in un oggetto tridimensionale, scegliendo materiali, superfici e finiture. Ingegneria del Profumo ha invece intrecciato il proprio contributo con l’identità del luogo, presentando il lavoro dedicato al profumo di Cavour. La fragranza CC, realizzata dal naso Cristian Cavagna e dedicata allo statista, ha offerto una chiave olfattiva per avvicinarsi alla figura che dà il nome al castello. Il legame con l’universo dei motori appartiene già al progetto del marchio, le cui creazioni prendono ispirazione anche dall’automotive, dal motorsport e dai materiali dell’ingegneria contemporanea. Con la selezione di dipinti di Tiziana Carcagni, specializzata in motoring art, il racconto è passato infine dalla carrozzeria alla tela. La pittura a olio consente all’artista di lavorare sulla luce, sui riflessi e sui dettagli, traducendo auto e moto in immagini che conservano anche la componente affettiva del soggetto. Il suo percorso comprende la ricostruzione di colori e particolari a partire da vecchie fotografie: un esercizio di ricerca e interpretazione che trova un’affinità con la cura riservata ai veicoli storici. Nel contesto di Festival Car, questi lavori offrivano un altro modo di osservare le automobili, soffermandosi su ciò che una linea, un volto o un’inquadratura riescono a trattenere nella memoria.
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