Gilardino al Parma, torna l'idolo del Tardini. Si riparte dal 3-5-2 e il giusto mix di giovani
La firma è ormai a un passo: l’ex centravanti torna dopo gli anni da protagonista in gialloblù e punta su pragmatismo e un sistema che conosce bene
La firma è ormai a un passo: l’ex centravanti torna dopo gli anni da protagonista in gialloblù e punta su pragmatismo e un sistema che conosce bene
Andrea Schianchi Giornalista 29 settembre - 07:55 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleMancano la firma e l’annuncio ufficiale, che sono dettagli importanti in una trattativa ma in questo caso non dovrebbero essere ostacoli insormontabili: si può dire, anche in assenza di timbri e di autografi vistati dagli uffici legali, che Alberto Gilardino è il nuovo allenatore del Parma. Ieri sera era in città, e precisamente all’Hotel de la Ville, dove si è lasciato fotografare e ha riassaporato il calore della gente di Parma che non ha certo dimenticato il suo passato con la maglia gialloblù addosso: tre anni indimenticabili, dal 2002 al 2005, con una salvezza conquistata dopo un doppio spareggio contro il Bologna (stagione 2004-05), 116 presenze e addirittura 56 gol realizzati.
Pragmatismo
—Se i giocatori di oggi faranno la metà di ciò che Gilardino ha fatto ieri da centravanti, allora centrare l’obiettivo della permanenza in Serie A sarà più semplice del previsto. Il problema è che il calcio non vive di memoria: per ridare vivacità e gioco a una squadra che, nonostante la recente vittoria contro il Genoa, ha perso un po’ di freschezza, serviranno tempo e, soprattutto, idee chiare. Sarà necessario, quindi, quel pragmatismo che il presidente Kyle Krause considera la prima qualità di un bravo allenatore. Nessun volo pindarico e nessun proclama stellare; tanto lavoro e tanto sudore: questa è la ricetta che Gilardino cercherà di applicare a Parma dopo le esperienze in panchina con il Genoa e con il Pisa. Il contratto che la società gli sottoporrà avrà una durata annuale: scadrà nel giugno del 2027. Il club, altro dettaglio da non trascurare, si riserverà un’opzione per la stagione successiva che potrà esercitare unilateralmente. Krause, che ha avuto un colloquio telefonico con Gilardino, è rimasto ben impressionato ed è convinto di poter dare seguito al suo progetto di costante miglioramento sul piano del gioco e della valorizzazione dei tanti giovani che sono il vero patrimonio della società. Ieri è arrivata l’ufficialità della risoluzione con il Pisa, ora si attende soltanto che il presidente, dall’Iowa, dia il via libera all’operazione attraverso il consueto post sui social network. Giovedì dovrebbe esserci la presentazione ufficiale di Gilardino.
Pazienza
—Krause, sempre in sintonia con l’amministratore delegato Federico Cherubini, aveva percepito che qualcosa non stava più funzionando con Cuesta e, da esperto e abile gestore di risorse umane, non ha avuto tentennamenti al momento della decisione: la stagione è soltanto all’inizio, il Parma ha un gruppo che può tranquillamente competere nella lotta per la salvezza e, di conseguenza, bisogna fare di tutto affinché il disegno si realizzi. Qualche giorno fa il presidente, in un post indirizzato ai dipendenti e agli investitori del Krause Group (che si occupa di vini, di mercato immobiliare e di calcio) aveva scritto che "la pazienza non è una scusa per rimandare decisioni difficili". Chi, in queste parole, vuole leggere un messaggio a Cuesta probabilmente non è sulla strada sbagliata.
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—I tifosi potranno quindi riabbracciare un idolo del Tardini, uno al quale avevano dedicato il coro "Gilardino, suonaci il violino" riferendosi all’esultanza del centravanti che festeggiava ogni gol mimando il gesto del violinista, e sicuramente gli concederanno il tempo necessario per trasmettere le sue idee tattiche. A patto, ovviamente, che il tempo non sia infinito, perché a un certo punto bisogna poi tirare la riga e fare la somma. Quale sarà il modulo scelto per il Parma del futuro? Gilardino, finora, ha dimostrato di prediligere il 3-5-2 (e la rosa degli emiliani è attrezzata in questo senso). In attacco, non mancano le soluzioni. Il tandem composto da El Bilal Touré e da Romero è favorito per le due maglie da titolare. L’argentino, per caratteristiche fisiche e tecniche, dovrebbe essere un elemento sul quale Gilardino punterà moltissimo. E se fosse proprio lui il nuovo v
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