Questa Italia ha un'altra testa
Il successo di Bursa non cancella tutti i problemi del calcio azzurro, ma mostra un cambio d'atteggiamento fondamentale dopo la figuraccia contro il Belgio
E ora non inventiamoci che la Turchia vale poco o niente, che l’abbiamo battuta – quasi travolta – perché è di un livello modestissimo, che questo bel successo dell’Italia di Mancini non ha peso. Quattro giorni fa, mentre noi venivamo dominati dal Belgio, la squadra di Montella (che comunque al Mondiale ha partecipato) ha tenuto testa alla Francia, una delle squadre migliori del pianeta, arrendendosi solo a un’invenzione di Mbappé. Certo, stavolta i turchi hanno commesso errori e ci hanno dato una mano, in più erano privi di Calhanoglu e Yildiz, ma noi siamo stati bravi a metterli nelle condizioni di sbagliare e ad approfittare di quelle incertezze. Insomma: diamo a tutto la giusta dimensione. Se dopo la batosta di venerdì abbiamo sostenuto che non eravamo scarsi come gli ultimi risultati – e anche la prima partita del Mancini bis – sembravano indicare, oggi diciamo che non è il caso di ritenere che ogni problema sia stato cancellato d’incanto.