Formazione, cambi, variazioni: Italia perfetta con la Turchia. Ma ora non illudiamoci troppo
Dopo gli schiaffoni presi col Belgio, il ct ha rivoluzionato l'undici titolare e trovato un risultato incredibile alla vigilia. Promossi a pieni voti i nuovi, mentre Mancini sembra aver ripreso la strada del 2021
Dopo gli schiaffoni presi col Belgio, il ct ha rivoluzionato l'undici titolare e trovato un risultato incredibile alla vigilia. Promossi a pieni voti i nuovi, mentre Mancini sembra aver ripreso la strada del 2021
Dal nostro inviato Fabio Licari 29 settembre - 08:08 - BURSA English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleBellissima la notte turca. Quasi magica. Da tempo l’Italia non giocava così e non era facile dopo la nottataccia con il Belgio. Ma questo calcio capovolge tutto in un giorno: la Germania ko con la Grecia, la Norvegia con il Portogallo, e succede che gli azzurri prendano a schiaffoni la Turchia dentro il coccodrillo in lacrime di Bursa. Un 4-1 che non racconta tutta la partita. Un primo tempo da “final four” di Nations, e il 3-0 ci stava stretto tanto era il dominio. Il secondo a subire, ma con il colpo di Pio Esposito calmava subito i bollenti spiriti di rimonta turca ispirati da Guler e Baris Yilmaz. Abbiamo sofferto, ma ci prendiamo un risultato incredibile, i nuovi che incantano, Kayode migliore in campo e goleador, e le scelte di Mancini. Il ct è ispirato come ai tempi belli: formazione, cambi, variazioni tattiche. Siamo e restiamo tutti manciniani, viaggiando a vista perché non siamo i peggiori del mondo, ma non illudiamoci di aver risolto tutti i problemi. Intanto il quarto posto s’allontana. Ora c’è la Francia che dovrebbe dare la misura più esatta dell’Italia tra gli estremi di Belgio e Turchia.
VIDEO: Turchia-Italia, reazioni social: “Pio Esposito come Aldo Baglio”Viva i nuovi
—Estremo è anche Mancini che ne cambia otto, ricevendo le risposte attese. Rischia perché, complice il maltempo, non ha neanche provato la squadra, ma l’intuito non lo tradisce. Immaginate una difesa con Kayode, Scalvini, Bastoni e Ruggeri, altro nuovo: interessante quanto enigmatica. Bene al centro, perché cadono i pregiudizi su Tonali centrale suoi, di Gattuso, di Spalletti: ma se gioca così in Premier, perché non con l’Italia? Ai lati, Frattesi e, a sorpresa, Fagioli. Il progetto è chiaro: come nel 2021 un incursore alla Barella (Frattesi) e due che palleggiano. Ancora più osé l’attacco con Raspadori e i due Esposito: sì, debutta anche Seba a sinistra, il terzo alla “prima” azzurra. Va benissimo perché le gambe vanno a mille, l’atteggiamento è offensivo e aggressivo, e la Turchia inguardabile.
travolgenti
—Povero Montella, dura restare dopo la contestazione iniziale e poi i fischi. Sembra che alcuni gli abbiano giocato contro. Senza Calha e Yildiz, ha solo un gran bel Guler, poi nella ripresa ritrova lo scatenato Baris Yilmaz, ma la difesa è inguardabile, Kokcu al centro lo trapassano sempre, e dopo neanche mezz’ora è ko tecnico. Dicono che, dopo la difesa a tre con la Francia, Montella cercasse il gol con il 4-2-3-1. Ma la squadra non lo segue. Al 9’ liscio di Celik in area su angolo e Bastoni spezza il primo anello delle catene di Zenica (0-1). Al 22’ azione avvolgente, da Raspa a Kayode che tira: sulla respinta arriva Frattesi dopo dodici passaggi (0-2). Al 29’ ancora Kayode da destra infila un diagonale su azione Raspa-Pio. Tutto perfetto.
Idee come nel 2021
—Kayode l’abbiamo lasciato andare, come Romano e altri. Un giorno club e osservatori spiegheranno, oggi abbiamo un esterno che va come un treno, tira, recupera ed è la chiave per ritrovare il disegno del 2021. Con lui si rivede il 3-2-5: scende a destra come Spinazzola faceva sull’altro versante, e combina alla grande con Raspadori che si accentra, incrocia, fa insomma l’Insigne. In mezzo, la coppia Tonali-Fagioli è affiatata. In attacco a sinistra Seba è sfrontato e utile anche in copertura con disciplina tattica non comune. Alla Turchia non resta che rivoltare la squadra. Montella ne cambia tre al 46’, Bardakci in difesa è un’altra storia, Akturkoglu più vicino a Baris potenzia l’attacco. Il Mancio risparmia Raspadori, il più intelligente tatticamente, per Parigi.
Sofferenza
—La ripresa è solo difesa, ma gli episodi sono per noi. Baris segna subito su distrazione di Donnarumma (e non solo). Per fortuna reagiamo immediatamente: palo di Tonali e, sul rimpallo, Pio di testa fa 4-1, sesto gol in azzurro. Il 4-2 ancora di Baris è annullato per fuorigioco un po’ così, ma questo cancella i sogni della Turchia, anche se Guler non si arrende mai. L’errore di Akturcoglu sotto porta è incredibile. Forse il 4-1 è esagerato, ma l’Italia è cinica e sfrutta al massimo tutte le situazioni. Occhio: alcuni momenti difensivi sono da rivedere, siamo troppo fragili quando presi in velocità, e la Francia non è la Turchia.
Cogli il giorno
—Però carattere e verticalizzazioni sono esaltanti. E le mosse di Mancini tutte giuste. Dentro Doumbia per Seba, Frattesi va a fare l’ala destra d’equilibrio, finalmente, e, rientrando, da quella posizione fa malissimo ai turchi. Poi, nel finale, con Di Lorenzo passaggio al 4-5-1. Ora la Francia che con un altro 1-0 vola in testa, lasciando il Belgio a tre punti come gli azzurri. Solo che De Bruyne trova la Turchia sotto un treno, mentre noi andiamo in cerca della nostra identità a Parigi. Serve tempo, ce n’è poco, ma ieri abbiamo rallentato le lancette. Prendiamoci intanto questa gioia.
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