Juve: Koopmeiners non decolla, l'obiettivo è venderlo a gennaio
Nessun exploit pur senza Locatelli e Thuram: se non svolterà, il club cercherà offerte a metà stagione
Nessun exploit pur senza Locatelli e Thuram: se non svolterà, il club cercherà offerte a metà stagione
Matteo Nava Giornalista 29 settembre - 08:06 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleDopo tutto, con Nico Gonzalez ha funzionato: nel 2025 l’argentino ha lasciato la Juventus in prestito dopo una stagione opaca e ora Luciano Spalletti si è ritrovato un calciatore dalle motivazioni rinnovate, pronto per essere rivalutato e rimesso al centro della squadra. Il prossimo potrebbe essere Teun Koopmeiners, o almeno lui potrebbe vederla così valutando come mezzo pieno il suo bicchiere bianconero, perché - nonostante qualche lampo decisivo - a Torino continua a non vedersi il RoboKoop che trascinava l’Atalanta a suon di gol e assist. A esser più precisi non è una questione di numeri, perché il centrocampista olandese ha cominciato il 2026-2027 prima segnando al Parma e poi servendo a Federico Gatti l’assist del pareggio contro il Milan: è che Koopmeiners ancora non si sta prendendo la Juventus come i tifosi speravano nel 2024, come la dirigenza si aspetta alla luce dell’investimento e del contratto e come lo stesso Luciano Spalletti vorrebbe tuttora. Per questo motivo, in assenza di una svolta netta, a gennaio gli uomini mercato bianconeri riproveranno a sondare il mercato per trovargli una destinazione.
I vecchi flirt
—In quel caso l’obiettivo primario sarebbe infatti lo stesso che non è stato centrato in estate, ovvero la cessione a titolo definitivo. Nell’agosto del 2024 l’olandese è stato pagato 51,3 milioni di euro più bonus all’Atalanta e questo limita però il margine di manovra dell’amministratore delegato Giovanni Carnevali: sotto i 25 milioni di euro non conviene scendere, altrimenti si materializza una minusvalenza. Considerando che tra luglio e agosto era stato soprattutto il Besiktas a insistere con lui senza convincere il calciatore, l’offertona è difficile da intravedere all’orizzonte. Qualche bussata all’entourage e alla Continassa, invece, può arrivare per un prestito: Galatasaray, Monaco, Everton e Newcastle United erano sulle sue tracce nel finale di mercato - oltre a un paio di club sauditi - e potrebbero ripercorrere le proprie orme al contrario per ritornare su Teun e sedurlo per sei mesi di affitto. Per il resto starà anche a lui decidere se tenere duro con la Signora o se accettare un Erasmus all’estero per cambiare aria e ritrovare sia la motivazione che la fiducia. Koopmeiners ha d’altronde il futuro nelle proprie mani, perché solo brillando davvero nei prossimi tre mesi può scongiurare simili discorsi attualmente inevitabili.
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—Il teorico orizzonte di gennaio non è però fissato a caso, né motivato alla sola sessione invernale di calciomercato: coincide infatti anche con il ritorno stimato di Khephren Thuram, operato lo scorso 3 settembre per la condropatia rotulea del ginocchio destro che gli ha impedito di giocare in questo inizio di stagione. È anche per queste circostanze che a Torino ci si aspetta di più da Koopmeiners, un calciatore indubbiamente dotato fisicamente e tecnicamente però lontano dall’eccellenza che ci si aspetta. In assenza di Thuram e Manuel Locatelli - operato al menisco esterno del ginocchio destro e atteso solamente in primavera -, Teun avrebbe tutte le carte in regola e lo spazio per architettare e mettere in pratica la sua rivincita. Finora però ha convinto Spalletti a schierarlo titolare solamente nella brutta sconfitta bianconera in casa del Sassuolo, l’unica sua partita insufficiente. Non ha però mai brillato - e in bianconero l’asticella dev’essere fissata in alto -, mentre altri compagni di reparto stanno sfruttando meglio l’occasione: Douglas Luiz acquisisce fiducia di partita in partita pur dovendo ancora accelerare giocate e pensiero per convincere l’allenatore, mentre Pape Matar Sarr ha approcciato con un piglio decisamente meno compassato di Koopmeiners per mettersi in mostra. Per non parlare di Weston McKennie... Alla fine a tutti può capitare di perdere il treno giusto per sfortuna o distrazione, ci mancherebbe, ma perderlo un’altra volta pur trovandosi sulla banchina giusta rischia di diventare una diabolica perseveranza.
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