Ramon: "Il Como è una big, lotterà per lo scudetto. Roma? Sarà un partidazo. Che meraviglia la Champions"
Direttamente dall'Under 21 della Roja, il difensore perno di Fabregas parla anche dell'ambientamento in Italia: "Sogno la Spagna di Yamal. Cucinare? Mia madre si è trasferita da me. Sono maturato"
Direttamente dall'Under 21 della Roja, il difensore perno di Fabregas parla anche dell'ambientamento in Italia: "Sogno la Spagna di Yamal. Cucinare? Mia madre si è trasferita da me. Sono maturato"
Dal nostro inviato Filippo Maria Ricci 29 settembre - 09:57 - LAS ROZAS (SPA) Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleAvevamo incontrato Jacobo Ramón poco più di un anno fa, ai primi di settembre del 2025. Era appena arrivato al Como dal Real Madrid, e aveva iniziato subito a giocare con regolarità. Però della Serie A, e della vita da calciatore in generale visto che con i Blancos aveva disputato una manciata di partite, sapeva assai poco. Ieri l’abbiamo ritrovato, ed è un’altra storia. Lo stesso sorriso, le stesse buone maniere, la stessa disponibilità, la stessa simpatia. Ma quella è la persona, che è bella. Il calciatore è un altro: maturo, sicuro di sé, in costante crescita. Ripartiamo da quel settembre 25, perché 12 mesi dopo la ritrovo in Champions… Jacobo sorride, e parte: "Beh, era chiaro che quello del Como era un progetto ambizioso. Avevamo grandi aspettative, ma magari non tanto grandi come la Champions. È stato un cammino spettacolare, con un finale magnifico. Siamo una grande squadra, ce lo siamo meritato".
E lei? Non aveva praticamente giocato e si è trovato titolarissimo.
"Fabregas mi aveva chiamato mostrando grande fiducia nei miei confronti, però sinceramente non mi aspettavo di giocare tanto e subito. Sono migliorato e cresciuto tantissimo".
Un anno fa mi diceva che dalle prime impressioni la Serie A le sembrava un campionato più fisico della Liga. Oggi cosa dice?
"Che le nuove regole hanno migliorato tantissimo il gioco, fanno molto bene al calcio perché lo rendono decisamente più dinamico. Noi ci stanchiamo molto di più, ma per il pubblico è positivo: non ci sono stati 0-0, ci sono più gol, il calcio è più offensivo, è più spettacolare e divertente. Per esempio noi che lo scorso anno abbiamo chiuso tante partite senza incassare quest’anno non ci siamo ancora riusciti, perché si gioca molto di più".
E c’è grande competizione.
"Eccome. In Liga ci sono tante squadre di livello, ma alla fine il titolo se lo giocano Barcellona, Real Madrid e Atletico. In Italia ci sono 6-7 squadre che lottano per il titolo, diciamo 8 con il Como, e penso che si perderanno parecchi punti per strada".
Avete perso a Frosinone…
"Squadra molto intensa, il Mister ci aveva detto che era una delle 5 trasferte più difficili che dovevamo affrontare e aveva ragione. Non siamo stati al nostro livello per attenzione e intensità e ci hanno fatto male: hanno le ali e l’attaccante di grande qualità. E poi il portiere ha parato tutto! Bella partita da vedere e prima sconfitta, ma non importa, manca tantissimo".
E al ritorno Como-Roma.
"Partidazo. La Roma è fortissima e lotterà per lo scudetto".
L’Inter è la grande favorita?
"Hanno vinto con distacco un anno fa, si sono rafforzati bene e sono partiti col piede giusto. Però cercheremo di metterli in difficoltà".
Ecco, e voi?
"Non ci pensiamo. Abbiamo appena iniziato. Cercheremo di vincere tutte le partite e poi vedremo dove saremo a fine stagione. Piano piano (in italiano, ndr)".
E la Champions?
"Una meraviglia. Avevamo una gran voglia di giocarla e si è visto nella prima partita, col Lipsia: siamo entrati super super motivati ed è andata benissimo. Ma di nuovo, sono 8 partite, una l’abbiamo fatta vedremo come andranno le altre".
Cosa mi dice di Fabregas? È un elemento di rottura per il calcio italiano?
"Non direi. È chiaro che non si può piacere a tutti, nella vita è così. Cesc ama tantissimo l’Italia e ammira molto il calcio italiano. Ciò che cerca di fare è promuovere il movimento della Serie A, che si giochi un calcio più vistoso, bello da vedere. Facendo cose diverse cerca di aprire il calcio italiano perché lo veda più gente possibile. Roma-Inter è stata una partita magnifica, quello è il cammino".
Indossa la maglia della Spagna, e ci sono 2 stelle. Dove ha visto il Mondiale?
"Al mare, a Gandia, non lontano da Valencia, in un bar con gli amici. Abbiamo fatto grandi feste".
Ed è alla porta di questa grande squadra.
"Un sogno. Lavoro tutti i giorni per arrivare nella Absoluta. Il problema è che parliamo della miglior nazionale del mondo, la concorrenza è tremenda".
E sono pure giovani: lei ha 21 anni e in nazionale nel suo ruolo ci sono Cubarsí e Huijsen che sono più piccoli, inusuale.
"Si dice che l’età è un numero, e nella nazionale spagnola è così davvero. Se giochi bene giochi, punto, la carta d’identità non conta".
Il Como la aiuta a coltivare il sogno.
"Senz’altro. Ci siamo fatti un nome, per risultati e per gioco, e quindi ci vede più gente. È una bella vetrina".
Vetrina con pochi italiani.
"Non faccio io la rosa, ma quest’anno sono di più! Sono arrivati Ricci e Kean che sono in nazionale, Liberali che è con l’Under 21… Poco a poco aumenteranno".
Lei vive in Italia, cosa pensa delle difficoltà della nostra nazionale?
"Mi sorprende. Perché ci sono tanti giocatori italiani di ottimo livello, sinceramente non riesco a spiegarmi cosa succede quando vanno in nazionale. Se guardi la formazione schierata contro il Belgio c’era tanta qualità. Non so cosa dire, ma sinceramente io penso che potete stare tranquilli, che il futuro è in buone mani, tornerete grandi".
Spero lei abbia ragione, e grazie comunque. Voi intanto siete campioni, tra uomini e donne, in 8 categorie calcistiche. La ricetta?
"Si lavora in maniera eccezionale il fútbol base, i ragazzini già da piccoli apprendono a giocare con idee chiare e attenzione alla tecnica. Non è un lavoro a breve termine, sono anni che si costruisce molto molto bene, e oggi si raccolgono i frutti a tutti i livelli. Qui in Under 21 arrivano ragazzi di 18-19 anni e non sfigurano, sono già pronti".
Obiettivi con l’Under 21?
"Qualificarci all’Europeo della prossima estate e una volta lì puntare al podio per andare alle Olimpiadi".
Cosa le ha dato l’esperienza all’estero?
"Mi ha cambiato la mentalità. Io ho sempre vissuto qui a Madrid in casa coi miei genitori, sono dovuto uscire dalla mia zona di comfort e mi ha fatto bene. Sono maturato e ho cambiato alcune cose della mia routine. Sto benissimo".
VIDEO: Perché Inter, Roma e Como possono vincere lo scudetto (e perché no)Ha iniziato a cucinare?
"Più o meno… è venuta mia madre a vivere con me…".
Non vale! E lei si è adattata alla cucina italiana come lei si è adattato al nostro calcio?
"Abbastanza. Un po’ di pasta, le piace il pesto… si fanno progressi".
State mettendo radici in Italia. E allora parliamo di futuro. Nico Paz è rimasto, lei che farà? Il Real Madrid ha sempre la 'recompra'…
"Io dico solo una cosa, che è una certezza assoluta: sto benissimo al Como. Abbiamo appena iniziato la stagione e non penso ad altro. Bisogna fare una grande stagione, nada más".
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