Dimarco e Calhanoglu ok, Spence quasi: Inter, i rinforzi arrivano dall'infermeria
La Gazzetta dello Sport

Dimarco e Calhanoglu ok, Spence quasi: Inter, i rinforzi arrivano dall'infermeria

Martedì 29 settembre 2026
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I campioni d’Italia al lavoro: l’infermeria si svuota, l’inglese vuole l’esordio. Solo Stones resta in dubbio

I campioni d’Italia al lavoro: l’infermeria si svuota, l’inglese vuole l’esordio. Solo Stones resta in dubbio

Guendalina Galdi Giornalista 29 settembre - 10:07 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

E alla fine arriva... Spence. Ma soprattutto ritornano i big. Un po’ come il titolo di una pellicola con il lieto fine. L’Inter — o almeno quel che ne resta al netto delle dodici assenze causa nazionali — ieri è tornata ad allenarsi e nel lunedì della grande ripartenza nerazzurra le ultime dagli infortunati sono state rincuoranti e l’inglese tutto corsa e feroci ripiegamenti ha lavorato insieme al resto dei compagni. Annunciata questa, sì, ma pur sempre una notizia. Di quelle felici, che regalano un sorriso e un (nuovo) titolare a Cristian Chivu. Come quelle che riportano alla condizione di “convocabili” i grandi che da qui alla ripresa del campionato svuoteranno l’infermeria. 

Calha c’è...

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Ieri Calhanoglu si è allenato a parte come John Stones, ma il turco è più avanti dell’ex City. E quando tornerà la Serie A riprenderà lui in mano le operazioni di regia. Per Chivu è fondamentale e quando non è infortunato gioca. Punto. Il risentimento muscolare all’adduttore destro gli ha fatto saltare le ultime due uscite di campionato ma al 10 ottobre non sarà più un problema. Recuperato, convocabile, schierabile da principio. 

E anche Dimarco

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Discorso in tre atti replicabile anche per Federico Dimarco. L’azzurro è stato l’ultimo ad aggiungersi alla lista degli acciaccati a sosta già iniziata. Aveva raggiunto il ritiro dell’Italia, chiamato da Mancini, ma poi di comune accordo con lo staff medico dell’Inter è stato rimandato a Milano. A Coverciano è stato una meteora stavolta ma quel problema al ginocchio non era smaltito del tutto. Quindi: vietato rischiare. Così, in via precauzionale, è stato deciso di farlo rientrare alla base. E lui ad Appiano Gentile si è iniziato a vedere fin da subito, in più giorni della scorsa settimana che a tutti gli altri Chivu aveva concesso di libertà. Ieri, alla ripresa seppur a ranghi ridotti, Dimarco ha lavorato parzialmente in gruppo ma il re-inserimento con il resto della truppa è graduale e programmato. Nessuna sorpresa, nessuna fretta. Anche perché l’esterno è involato verso la piena guarigione, spedito verso il ripristino di una condizione fisica ottimale. Lui corre così e l’Inter galoppa verso la ripresa del campionato ritrovando (salvo un unico dubbio) tutte le sue grandi firme ai box. Chiamatela pure: l’Inter dei grandi... recuperi. 

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Dubbio Stones

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L’unica incognita è John Stones. Ieri il difensore, frenato da un risentimento muscolare dalla sfida con l’Udinese, ha lavorato a parte e del gruppetto di infortunati è quello leggermente più indietro. Tradotto: difficile che il suo obiettivo di rientro possa essere già Parma-Inter. Domina la cautela. Ma anche l’abbondanza per guardare il proverbiale bicchiere mezzo pieno. Perché Chivu non è “corto” in difesa e lì al centro potrà contare su Akanji, ad esempio, insieme a uno tra Pavard o Bisseck sulla destra e Bastoni a sinistra. Le opzioni, dunque, non mancano anche se non tutti i tasselli sono al proprio posto. La migliore notizia, questa, all’alba del primo tour de force della stagione. 

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L’ultimo inglese

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E per un inglese ancora in forse ce n’è un altro in rampa di lancio. Djed Spence, in un ottobre con sette partite in ventuno giorni, diventa (ora sì) un nuovo acquisto dell’Inter. Una sorpresa, per certi versi, di sicuro un elemento tutto da scoprire nello scacchiere interista. Colpa di quello zero nella casella dei minuti giocati finora. Mancano undici giorni al 10 ottobre ma quella data segna insieme l’orizzonte e l’obiettivo del terzo “leone” inglese di Chivu: l’esordio non è in discussione, ma debuttare a San Siro dal primo minuto avrebbe un sapore ancor più speciale. Tutto va in questa direzione. Certo, c’è sempre Diouf, la famosa pazza idea diventata certezza in tempi di magra, ma il francese non può certo giocarle tutte e con il londinese finalmente al cento per cento la gerarchia lì a destra viene inevitabilmente ritoccata. Un investimento da 35 milioni bonus compresi, quando è in condizione, ha pochi margini per fare solo lo spettatore.

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