Parcheggiare in retromarcia: quando è legale e quando si rischia la multa
Entrare di coda in uno stallo non è vietato, neppure nei parcheggi a spina di pesce o a pettine. Ma la retromarcia deve rispettare precise regole e, in alcuni casi, può costare una multa e punti sulla patente
Entrare di coda in uno stallo non è vietato, neppure nei parcheggi a spina di pesce o a pettine. Ma la retromarcia deve rispettare precise regole e, in alcuni casi, può costare una multa e punti sulla patente
Giuseppe Biondo 29 settembre - 11:00 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Un'auto parcheggiata in retromarcia in uno stallo a pettineLa retromarcia è tra le manovre che richiedono più attenzione. L’articolo 154 del Codice della strada include esplicitamente la retromarcia tra le manovre consentite e stabilisce le condizioni per effettuarla. Prima di iniziarla bisogna assicurarsi di non creare pericolo o intralcio agli altri utenti della strada, segnalare con sufficiente anticipo la propria intenzione, e durante va data precedenza ai veicoli che procedono in marcia normale. Fin qui nulla di nuovo. Ma è consentito parcheggiare in retromarcia, magari a spina di pesce?
LEGGI ANCHE
Cos'è il monitoraggio del traffico posteriore. Alla scoperta degli Adas
Degli stalli a spina di pesce: in questo caso l'uscita "di muso" ci obbliga a percorrere un breve tratto in controsensoSPINA DI PESCE
—Il Regolamento di esecuzione del Codice della strada definisce gli stalli a spina - comunemente detti "a spina di pesce" - come quelli inclinati di 45 gradi rispetto all'asse della corsia principale, quella adiacente. L’articolo 157 del Cds, al comma 5, impone che nelle zone di sosta i veicoli siano collocati “nel modo prescritto dalla segnaletica”. Né i passaggi che disciplinano i parcheggi a spina di pesce né le disposizioni generali sulla sosta stabiliscono che in uno stallo obliquo si debba entrare con la parte anteriore dell'auto, per cui entrare in retromarcia in uno stallo obliquo non costituisce, di per sé, un'infrazione, a condizione che la vettura sia sistemata correttamente nello stallo e si rispettino le eventuali prescrizioni della segnaletica.
LEGGI ANCHE
Retromarcia al casello: perché non va mai fatta e quali sanzioni si rischiano
Degli stalli a pettine: in questo caso non c'è rischio di controsenso né in ingresso né in uscitaPETTINE
—Il discorso non cambia per i parcheggi a pettine, cioè quelli nei quali gli stalli sono disposti a 90 gradi rispetto alla corsia di transito. Anche in questo caso il Regolamento del Codice della strada impone che gli spazi siano delimitati dalle strisce, ma non stabilisce che l’auto debba essere parcheggiata necessariamente con il muso oppure con la parte posteriore rivolta verso la corsia. Per cui, in mancanza di una diversa prescrizione della segnaletica, si può entrare nello stallo anche in retromarcia. Resta naturalmente l’obbligo di eseguire la manovra senza creare pericolo o intralcio e di lasciare il veicolo correttamente all’interno dello spazio destinato alla sosta.
LEGGI ANCHE
Telelaser: come va usato e quando la multa è nulla
MULTE
—Parcheggiando l’auto correttamente, rispettando la segnaletica, dunque, non si rischia mai la multa? Non è esattamente così: bisogna distinguere tra il parcheggio e la manovra necessaria a effettuarlo. Se infatti per entrare di coda nello stallo il conducente effettua la retromarcia creando pericolo o intralcio, oppure non la segnala correttamente, o ancora non concede la precedenza ai veicoli in marcia normale, viola l'articolo 154 del Cds che prevede una sanzione tra 42 a 173 euro e la decurtazione di 2 punti sulla patente. Dove non ci sono indicazioni esplicite per il parcheggio, l’articolo 157 riconduce alla regola generale di lasciare l’auto vicina al margine destro della carreggiata, parallelamente ad esso e secondo il senso di marcia. Anche in questo caso, la violazione comporta una multa tra 42 e 173 euro, ma non ci sono ripercussioni sui punti patente. Il problema vero, però, non è tanto al momento del parcheggio, bensì quando si esce dal parcheggio: nel caso di parcheggio in retromarcia a spina di pesce, infatti, è praticamente obbligatorio percorrere un brevissimo tratto della corsia in controsenso. In questa fase è fondamentale accertarsi di non creare un pericolo o un ostacolo per la circolazione degli altri mezzi. Di contro, però, chi ha parcheggiato in retromarcia esce "di muso" e ha una visibilità nettamente migliore, a tutto vantaggio della sicurezza stradale.
Leggi anche Tetto prezzo carburanti: Q8 si allinea ad Eni e IPFestival Car 2026, l’eleganza incontra la memoria dell’auto© RIPRODUZIONE RISERVATA