Milan, che affare vendere Leao... Un mese dopo la cessione ancora niente gol. E piovono le critiche
Rafa a fine agosto è passato al Galatasaray per 38 milioni. Ha venduto 50.000 maglie col nuovo numero, ma già fa discutere ("Ma è in vacanza?"). E che incubo lo scontro diretto con Salah
Rafa a fine agosto è passato al Galatasaray per 38 milioni. Ha venduto 50.000 maglie col nuovo numero, ma già fa discutere ("Ma è in vacanza?"). E che incubo lo scontro diretto con Salah
Francesco Albanesi 29 settembre - 13:40 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleSe siete appassionati di surf e vi capita di passare da Istanbul, un consiglio: prendete una macchina, fate circa un’ora di strada e puntate dritti verso il Mar Nero, destinazione Kilyos. È una delle località balneari più conosciute della Turchia e, negli ultimi anni, è diventata anche una piccola patria per gli appassionati di surf. Rafa Leao non è esattamente uno di loro, ma la tavola l’ha scelta come metafora di vita: “I surfisti qualche volta sbagliano onda, ma dopo tornano sulla tavola e fanno bene. Credo sia il modo giusto di pensare: provi e sbagli, ma devi continuare a imparare, trovare delle soluzioni di fronte agli errori commessi”. Il Milan l’ha venduto al Galatasaray un mese fa per 38 milioni più 5 di bonus, di cui 3 piuttosto facili da raggiungere. Facendo un primo bilancio, ha fatto un affare.
VIDEO: Tripletta di Salah: l'egiziano fa quello che vuole contro il Gala di Leaole critiche a leao
—Subito i numeri. Leao ha giocato quattro partite in meno di un mese: tre in campionato e una in Champions League, per un totale di 230 minuti. Qualche guizzo, qualche “surfata” in mezzo agli avversari, ma gol e assist non pervenuti. In compenso è arrivato un cartellino giallo, per un fallo piuttosto inutile all’esordio in campionato contro il Basaksehir, partita poi vinta 3-2. Okan Buruk l’ha sempre schierato da ala sinistra nel suo 4-2-3-1: su quattro gare, Rafa ne ha giocate la metà da titolare. L’ultima, poi, è stata una gita in barca senza salvagente. Contro il Trabzonspor di Momo Salah, autore di una tripletta nel clamoroso 4-0 rifilato al Gala, Leao ha vissuto una serata da incubo. Nella trasferta di Trebisonda ha perso 21 palloni e completato appena cinque dribbling su nove. Ha sbagliato una quantità industriale di passaggi, non ha mai centrato lo specchio della porta e, soprattutto, ha dato l’impressione di essere tornato ai tempi del Leao indolente degli ultimi due anni rossoneri. Sui social, ovviamente, non gliel’hanno fatta passare liscia. E pensare che appena venti giorni prima, all’aeroporto di Istanbul, erano in 500 ad accoglierlo tra cori, applausi ed entusiasmo da rockstar. Adesso, invece, il tenore dei commenti è leggermente cambiato: “Cos’ha da ridere mentre corre?”, “Non dà nulla”, “È in vacanza”. Dopo il poker incassato, Buruk ha comunque indossato l’elmetto e si è messo davanti al suo giocatore: “Grazie al trasferimento di Leao, oggi i nostri tifosi sono arrivati allo stadio con il sorriso. Nelle ultime settimane, la cosa peggiore per noi era l’atmosfera negativa che aleggiava su tutto il club”.
Leao da ex in Champions contro lo Sporting50.000 MAGLIE VENDUTE
—Fuori dal campo, invece, Leao continua tranquillamente a fare... Leao. Posta foto sui social con il solito sorriso, non rinuncia alla musica e, in qualche modo, il surf torna sempre. Al debutto casalingo contro il Kocaelispor, nella rovente curva dell’Ali Sami Yen, i tifosi del Gala gli hanno dedicato uno striscione con Rafa raffigurato insieme a una tavola e una scritta piuttosto eloquente: “Time to surf”. Come dire: “È l’ora di divertirsi”. Rafa ha ricambiato subito il favore, pubblicando l’immagine sul suo Instagram. Al 31 agosto, del resto, l’entusiasmo per il suo sbarco in Turchia era ancora alle stelle. Nei primi tre giorni dall’arrivo a Istanbul erano state vendute addirittura 50.000 maglie con il numero 27, il suo. Una novità, visto che in carriera aveva indossato il 17 e il 10 al Milan, il 14 e il 7 al Lilla e il 9 e il 93 allo Sporting. Anno nuovo, numero nuovo. Vita nuova, si vedrà. A Istanbul ha ritrovato anche il suo grande amico Osimhen: i due sono diventati vicini di casa in una zona residenziale chiamata Kemer Country. Dentro al campo, però, la tavola deve ancora prendere la giusta direzione. Anche perché, nelle due partite di Nations League con il Portogallo, Leao ha giocato complessivamente una mezz’ora scarsa. Dopo la vittoria contro la Norvegia aveva comunque spiegato: “Il campionato turco è molto competitivo, ci sono grandi nomi, il Galatasaray mi voleva molto”. E su questo, almeno per ora, non ci sono dubbi.
LEAO: QUALE FUTURO?
—Una domanda, però, è inevitabile: che giocatore vuole diventare Rafa? A 27 anni è nella fase di carriera in cui, generalmente, un calciatore dovrebbe aver già trovato la propria dimensione. Per Leao, invece, la risposta è ancora tutta da scrivere. Il fatto che abbia impiegato due mesi per trovare squadra e che alla fine la destinazione sia stata la Turchia racconta già qualcosa. La dimensione del giocatore ammirato ai tempi dello scudetto con il Milan sembra ormai un ricordo lontano. Ma il calcio, per fortuna, non è una scienza esatta. Fabio Grosso fino a 24 anni era un trequartista di C2 ancora alla ricerca della propria identità. Poi incontrò Serse Cosmi a Perugia e la sua carriera cambiò radicalmente. Come dire: tutto può succedere. A fine agosto Rafa aveva detto: “Insegnerò ai turchi a surfare”. In tal caso, Kilyos è la meta giusta.
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