Nfl: il Maracanazo dei Cowboys. Raiders e Vikings, le imbattute che non t'aspetti
La sconfitta di Dallas a Rio contro i Ravens è stato un clamoroso autogol. L'inizio di stagione sta fornendo parecchie sorprese, ma anche un livello basso: colpa di una preseason inesistente
La sconfitta di Dallas a Rio contro i Ravens è stato un clamoroso autogol. L'inizio di stagione sta fornendo parecchie sorprese, ma anche un livello basso: colpa di una preseason inesistente
Massimo Oriani Giornalista 29 settembre - 13:04 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleLa domenica delle conferme. Tutte, o quasi, negative. Ovvero il livello delle partite Nfl è ancora decisamente basso. Si è visto del pessimo football, con un paio di eccezioni, anzi, forse una sola, Broncos-Rams. Inevitabile senza una vera preseason. E così arrivano risultati inspiegabili, come il ko di Seattle a Washington, o quello - in misura inferiore - dei Bengals con gli Steelers, che 7 giorni prima contro New England erano sembrati totalmente allo sbando.
Kolbe Katsis dei Broncos contro i Rams. Lapresse
seattle, buffalo e chargers
—Forse i Seahawks avevano già lo sguardo rivolto alla gara successiva, quella che li vedrà in casa coi Chargers, pensando d'aver vita facilissima contro i Commanders, che erano 0-2 e senza il qb titolare Jayden Daniels, sostituito da Marcus Mariota, non esattamente Joe Montana. E invece è arrivata una sconfitta imprevedibile ma non preoccupante. L'unica nota che può far alzare un po' le sopracciglia è un running game rivedibile. Forse aver lasciato partire Kenneth Walker (altri due td coi Chiefs nella non competitiva di Miami) non è stata una grande idea, al netto dei problemi legati al tetto salariale. Chi invece l'ha scampata è stata Buffalo. Sotto 10-0 in casa coi Chargers, hanno rimontato, restando imbattuti. L.A. è 0-3, dopo quei 10 punti nel primo quarto è rimasta a secco. La stagione sta prendendo una piega disastrosa, il calendario è tutto in salita, e occhio alle prime voci di Jim Harbaugh interessato alla panchina di Usc, dove prima o poi si stancheranno del sopravvalutato Lincoln Riley. Chi non l'ha svangata invece è Cincinnati, ko con Pittsburgh. Diamo a Rodgers ciò che è di Rodgers. A Foxboro era sembrato un ex, contro i Bengals ha fatto un partitone. Anche i Lions non hanno incantato, rimontando in casa coi Jets (che non sono malaccio, specie se Geno Smith gioca così).
Josh Allen in touchdown. Afp
piange il texas
—Sono gli alti e bassi delle prime 4-5 settimane. Non fosse che le partite sono "solo" 17, e 5 quindi quasi un terzo di stagione, ci sarebbe da dire "vabbè, siamo agli inizi". Ma partire 0-3, come Houston, parlando di favorite per la postseason, lascia il segno. Nessuna squadra nella storia della Nfl ha cominciato 0-3 per due anni di fila e poi centrato i playoff entrambe le volte. I Texans ci sono riusciti la scorsa stagione, impensabile concedano quindi il bis. CJ Stroud continua a lasciare perplessi. Il ko con i Colts è anche figlio di qualche scelta scellerata di coach DeMeco Ryans. Restando nel Lone Star State, la sconfitta di Dallas a Rio contro i Ravens potrebbe essere ricordata come il Maracanazo dei Cowboys. Ideona quella di non correre ma lanciare dalle 7, finendo col calciare il field goal del pareggio, lasciando 7 secondi sul cronometro. E poi il kickoff in end zone, senza far scorrere il tempo. Così Lamar Jackson li ha puniti. Giusto.
raiders e vikings
—Chi avrebbe scommesso su Raiders e Vikings 3-0? In pochi, forse nessuno. Vero, non hanno sconfitto corazzate ma è un discorso che lascia il tempo che trova. Giochi contro chi il calendario ti mette di fronte. Anche il 2-1 dei Browns con un DeShaun Watson ottimo sorprende e non poco. Alla lunga i nodi verranno al pettine, ma intanto le rispettive tifoserie si godono questo avvio di stagione inaspettato.
rams
—Seconda sconfitta in tre partite per lo squadrone che tremare il mondo avrebbe dovuto fare. I Rams hanno ceduto nel finale a Denver, l'altitudine si fa sentire. Aaron Donald al momento ha inciso zero, e ci sta dopo i due anni di stop. Partita entusiasmante, l'unica veramente di alto livello della terza giornata. Coi Niners 3-0, la prossima in casa degli Eagles (reduci dal disastroso Monday Night di Chicago), diventa già una "must win" per L.A.
Drake Maye. Afp
call me maybe
—La batosta dei Patriots a Jacksonville va in buona parte messa sulle spalle di Drake Maye, ormai diventato Drake Maybe. E' inspiegabile come il qb che ha conteso sino all'ultimo a Matthew Stafford l'mvp della scorsa stagione, sia diventato il peggiore della Nfl (statistiche alla mano, ma non solo). Chiunque ne parli, addetti ai lavori, ex giocatori, giornalisti, arriva sempre alla stessa conclusione: non c'è un motivo logico. Fatto sta che rimettere in piedi un giocatore distrutto psicologicamente non sarà facile. L'infortunio di AJ Brown, gli altri ricevitori che sono decisamente modesti (Romeo Doubs un clamoroso buco nell'acqua per quanto visto), la linea d'attacco che non è al top (specie dopo aver perso Michael Onwenu), sono tutti alibi che reggono sino a un certo punto. La prossima i Pats la giocano in casa dei Bills. Difficile pensare Maye si rialzi proprio lì. Ma dall'altro lato quale occasione migliore, visto che nessuno se lo aspetta?
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