Influenza 2026-2027, le previsioni di Bassetti: "Meno casi, ma più gravi"
I ceppi H3N2 e H1N1 dell'influenza A sono i più preoccupanti quest'anno
I ceppi H3N2 e H1N1 dell'influenza A sono i più preoccupanti quest'anno
Daniele Particelli 29 settembre - 14:48 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleLa stagione influenzale 2026-2027sta per cominciare e, come accade ogni anno, se guardiamo a cosa è accaduto dall'altra parte del mondo, in Australia, dove la stagione influenzale ha già raggiunto il picco, possiamo farci un'idea di quello che potrebbe succedere anche nel nostro Paese, così da farci trovare il più possibile preparati.
Quest'anno l'Australia ha registrato una stagione leggermente meno intensa rispetto alla precedente in termini di contagi, ma con un numero maggiore di ricoveri ospedalieri e quadri clinici più gravi. A partire da questi dati Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie Infettive dell'IRCCS San Martino di Genova, ha già iniziato a mettere in guardia, ipotizzando anche qui una stagione influenzale caratterizzata da "un numero minore di casi ma più gravi".
I virus in circolazione: H3N2 e H1N1
—"Ci sono stati più ricoverati in ospedale rispetto a quello che era avvenuto l'anno prima. Casi più gravi e impegnativi. E quindi dobbiamo tenere l'attenzione molto alta", ha dichiarato Bassetti all'Adnkronos Salute, pronto a sottolineare come a determinare la gravità dei quadri clinici nell'emisfero australe sia stata la prevalenza dei due classici ceppi dell'influenza A: H3N2 e H1N1, mentre il virus dell'influenza B ha circolato molto meno.
VIDEO: Malattia X, cos'è e perché è una priorità per l'OMSSecondo l'esperto, è verosimile aspettarsi una dinamica analoga anche in Italia, con un'incidenza maggiore di complicanze tra i pazienti colpiti dal virus. Da qui, mentre la campagna vaccinale ha appena preso il via, l'invito dell'esperto e delle autorità sanitarie in generale è di utilizzare l'unica arma che abbiamo a disposizione: i vaccini.
Bassetti anche quest'anno ha ribadito la propria posizione sull'opportunità di una copertura vaccinale estesa a tutta la popolazione, "da zero anni a 100 anni", con un monito che si fa particolarmente netto quando si parla dei soggetti più vulnerabili: "Certamente chi non ne può fare a meno sono le persone fragili e gli anziani: un over 75 non vaccinato per l'influenza è un delitto per il sistema sanitario".
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