Non solo Exor: chi sono e quanto devono versare gli azionisti della Juventus
Dai 164 milioni teoricamente a carico degli Agnelli-Elkann agli 86,6 milioni degli altri soci: Tether, Lindsell Train e il flottante alla prova della ricapitalizzazione
Dai 164 milioni teoricamente a carico degli Agnelli-Elkann agli 86,6 milioni degli altri soci: Tether, Lindsell Train e il flottante alla prova della ricapitalizzazione
Matteo Spaziante Giornalista 30 settembre - 17:54 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleLa Juventus si prepara a tornare a chiedere soldi ai propri azionisti. Il consiglio di amministrazione ha proposto un aumento di capitale fino a 250 milioni di euro, operazione destinata a rafforzare la struttura patrimoniale e finanziaria del club. Ma chi dovrà mettere concretamente il denaro? La risposta passa innanzitutto da Exor, ma anche dagli altri due grandi soci Tether e Lindsell Train e, in misura più frammentata, dal flottante presente in Borsa.
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—Il punto di partenza è naturalmente Exor. La holding della famiglia Agnelli-Elkann detiene il 65,375% del capitale della Juventus. Sul totale di 250 milioni, la quota teoricamente spettante a Exor sarebbe quindi di circa 164 milioni di euro. Ma una parte è già stata anticipata. Exor ha infatti confermato che effettuerà immediatamente un versamento di 60 milioni di euro in conto futuro aumento di capitale. La somma sarà successivamente imputata alla quota dell'aumento spettante alla holding e resterà di sua esclusiva pertinenza. Il passaggio più importante, però, è un altro. Exor ha dichiarato il proprio sostegno alla complessiva operazione di rafforzamento patrimoniale sino alla sua copertura integrale, impegnandosi a sottoscrivere la propria quota e manifestando la disponibilità ad assumere un impegno di garanzia per eventuali azioni non sottoscritte dagli altri soci o da terzi. In altre parole, il 65,4% è il punto di partenza, ma Exor si è messa nelle condizioni di poter fare da paracadute all'intera operazione e vedere salire la propria quota.
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—Il secondo azionista è Tether, oggi titolare dell'11,527% del capitale. È un azionista relativamente recente ma ormai tutt'altro che marginale. Tether infatti è una società attiva nel settore degli asset digitali e soprattutto nell'emissione di USDT, una delle principali stablecoin del mercato. E soprattutto ha già dimostrato di essere disposto a seguire finanziariamente la Juventus: nell'ultimo aumento di capitale ha sottoscritto circa 11 milioni di euro, mantenendo la propria quota. Anche perché già nell'aprile 2025 aveva pubblicamente dichiarato la propria disponibilità a partecipare a eventuali future iniezioni di capitale, proprio per evitare la diluizione della propria posizione. Il colosso delle stablecoin tra l'altro aveva presentato a Exor un'offerta per acquistare l'intera partecipazione della holding nella Juventus a fine 2025, proposta stata respinta dalla holding degli Agnelli-Elkann, che aveva ribadito di non avere intenzione di vendere le proprie azioni. Se Tether partecipasse pro quota al nuovo aumento, il conto sarebbe di circa 28,8 milioni di euro.
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—Il terzo azionista è Lindsell Train, società britannica di gestione degli investimenti fondata nel 2000 da Michael Lindsell e Nick Train e specializzata nella gestione di portafogli per clienti istituzionali. Oggi Lindsell Train detiene il 6,2% del capitale Juventus, quota che la rende il terzo socio del club. È però una partecipazione che negli ultimi anni si è progressivamente ridotta. Lindsell Train era arrivata a detenere oltre l'11% della Juventus, prima di scendere progressivamente negli anni successivi. Anche in questo caso non c'è ancora una conferma sulla partecipazione al nuovo aumento. Se però Lindsell Train decidesse di mantenere invariata la propria percentuale, dovrebbe investire circa 15,5 milioni di euro.
Flottante
—Resta infine il 16,9% del capitale, quello che costituisce il flottante, cioè la quota disponibile per la negoziazione sul mercato. Qui dentro c'è un universo molto più frammentato rispetto ai tre principali azionisti. Non ci sono soltanto i piccoli azionisti, ma anche investitori istituzionali e grandi fondi. Tra i nomi emersi negli elenchi degli azionisti presenti alle assemblee figurano persino il Fondo monetario internazionale, con 953 azioni, la City of New York Group Trust, con 1.598 azioni, e la Banca centrale europea, con 26.751 azioni. Il parterre comprende inoltre diversi fondi pensione di Stati americani, dal Colorado al New Mexico, dal Mississippi all'Ohio, fino ad Alaska e Wisconsin. Sono in generale partecipazioni molto più piccole rispetto a quelle di Exor, Tether e Lindsell Train e, proprio per la loro frammentazione, rendono difficile ipotizzare che il flottante possa rispondere in maniera uniforme alla nuova richiesta di capitale. La matematica dell'aumento è quindi abbastanza semplice. Se tutti gli azionisti sottoscrivessero pro quota, dei 250 milioni complessivi circa 164 milioni arriverebbero da Exor, 28,8 milioni da Tether, 15,5 milioni da Lindsell Train e circa 42,3 milioni dal flottante. La vera partita riguarda dunque circa 86,6 milioni di euro: è questa la cifra che, in caso di sottoscrizione integrale pro quota da parte di tutti, dovrebbe arrivare dagli azionisti diversi da Exor. Tether dovrebbe mettere circa 28,8 milioni, Lindsell Train 15,5 milioni e il mercato complessivamente circa 42,3 milioni.
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